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Terremoti: ecco come ottenere il Sisma Bonus

città: Milano - pubblicato il:
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Anche per quest’anno è stato confermato il cosiddetto Sisma Bonus, un provvedimento che prevede una detrazione d’imposta per persone fisiche o imprese, in caso di adozione di misure antisismiche su edifici situati nelle zone italiane a rischio.

Ma da dove iniziare a fare una valutazione d’intervento per rendere resiliente un immobile o struttura alla distruttività di un evento catastrofale e quindi ottenere il Sisma Bonus adeguato?

Alcuni consigli per l’ottenimento del Sisma Bonus

Alessandro Piazza, ingegnere che si occupa di progettazione geotecnica e strutturale in una realtà come Stantec delinea 6 punti da seguire (estrapolati dal DM2018).

Analisi storico-critica

Finalizzata alla ricostruzione del processo di realizzazione e delle modifiche che la struttura ha subito nel corso della sua vita, in modo da individuare lo schema strutturale e lo stato di sollecitazione attuale.

Rilievo geometrico-strutturale

Le attività di rilievo, unitamente all’analisi storico-critica, sono fondamentali per individuare la geometria e l’organismo resistente della costruzione.

Caratterizzazione meccanica dei materiali

Comprende le indagini di diagnostica strutturale necessarie ad acquisire le caratteristiche di resistenza e deformabilità dei materiali, fanno parte di questa categoria sia verifiche visive in situ che indagini sperimentali.

Definizione dei livelli di conoscenza e dei fattori di confidenza dei parametri di riferimento

Sulla base del quadro conoscitivo che emerge a valle dell’acquisizione dei dati come definiti nei punti precedenti, sarà possibile individuare i livelli di conoscenza e i fattori di confidenza da utilizzare nelle verifiche strutturali.

Valutazione della vulnerabilità sismica del sistema e analisi strutturale

Ovvero la fase di calcolo vera e propria finalizzata alla valutazione dell’indice di vulnerabilità sismica della struttura, che di fatto rappresenta un indicatore della capacità resistente della struttura rispetto alla richiesta di resistenza/spostamento del sisma.

Definizione degli eventuali interventi per mettere in sicurezza la struttura

Non si tratta solo quindi di fare una valutazione economica, ma “ancor prima, di pianificare un programma di azioni volte all’ottenimento dell’obiettivo” spiega la collega Stefania D’Onofrio, architetto e Senior Technical Specialist “pianificazione resa ancora più complessa a causa della numerosità di siti e tematiche che si devono gestire“.

L’architetto fa un esempio: “prendiamo le multiutility che gestiscono numerosi impianti (dalla produzione e distribuzione di energia al trattamento acque) dislocati sul territorio è molto frequente. Ma possiamo pensare anche ad altri operatori privati che per loro natura hanno un patrimonio immobiliare significativo (dalle catene di grande distribuzione a banche e assicurazioni o a gestori di strade e autostrade) a volte situato in zone strategiche o storiche dei centri abitati.

Per tutti questi soggetti dover completare un programma di valutazione di vulnerabilità sismica dei propri edifici e infrastrutture, spesso vuol dire condurre ogni singola valutazione come fosse un caso a sé stante, utilizzando ad esempio professionalità locali che non comunicano tra loro e, quindi, ricominciando, ogni volta che si cambia sito, dal principio“.

Il consiglio dei due esperti è quello di adottare un approccio più ingegnerizzato e centralizzato che faccia leva sulla possibile ripetitività del processo di analisi.

Questa metodologia” riprende la D’Onofriopotrebbe aiutare ad accelerare molto i tempi, tenendo conto delle similarità strutturali di molti siti che, appunto, si ripetono e della qualità dei dati che ogni operatore può raccogliere a monte su di essi. In pratica, con gli strumenti informatici giusti e una raccolta dati svolta scientificamente, in maniera coordinata, centralizzata e automatizzata, si potrebbero condurre delle valutazioni di vulnerabilità sismica multisito nelle quali il lavoro sul campo sarebbe ridotto al necessario, creando delle reali efficienze di costi e tempi.

Il vantaggio più evidente sarebbe una concentrazione più mirata degli investimenti necessari per gli adeguamenti strutturali, ove opportuni, e una generale accelerazione del processo di pianificazione degli interventi e, di conseguenza, della messa in sicurezza di infrastrutture critiche per il nostro Paese, che spesso fanno capo a gestori pubblici e privati dai quali dipendono una grande quantità di siti“.

E in questo modo sarà anche più semplice ottenere il Sisma Bonus.

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