Home Eco Lifestyle La storia, romantica e travagliata, di un amore in bicicletta

La storia, romantica e travagliata, di un amore in bicicletta

città: Pordenone - pubblicato il:
amore in bicicletta

Matrimonio in bicicletta. Sempre più sposi scelgono il mezzo sostenibile per eccellenza per andare o tornare dal fatidico sì. Anche Nicola e Anna hanno deciso che il mezzo di locomozione più adatto a suggellare la loro storia d’amore sarebbe stata una due ruote classica da uomo.

Con canna nera rivestita per rendere la seduta più comoda. Ad addobbare la bici è stato Gabriele Meneguzzi che, con il fidato amico Vincenzo Sponga, ha svolto attività creativadi land art oltre che essere fioristi, in quel di Pordenone.

È Gabriele che ci racconta questa storia che ha del fantastico perché, i novelli sposi non sono affatto novelli ma si conoscono da oltre 50 anni, quando lei ne aveva 15 anni e lui 19. Amore immediato. Ostacolato però dalle famiglie le cui estrazioni sociali erano troppo distanti. Ma già allora una bicicletta li teneva assieme.

Nicola ha sempre, infatti, girato sulla sua bici nera e spesso pedalava verso la fabbrica, dove la sua bella lavorava” racconta Gabriele. La caricava in bici e se ne andavano a stare soli nei loro luoghi preferiti. Momenti strappati al loro vero destino che li dividerà.

Infatti, Nicola viene spedito in Svizzera a studiare aeronautica. Nessun rientro a casa per 3 anni. Anna non sapeva dove fosse finito. Il timore che l’avesse presa in giro prima e poi la rassegnazione dopo.

Lui non può nulla contro una famiglia che ha saputo imporgli la lontananza e il distacco. Dopo un buon anno di rabbia e tentativi di rientro clandestini, ma sempre scoperti, si butta nello studio: 5 anni di scuola, brevetto di pilota, ufficiale dell’esercito, in aviazione ovviamente, e poi ingaggio in una importante compagnia aerea.

Con gli anni si innamora e si sposa. “Sposa una ragazza milanese e iniziano una nuova vita a Milano” continua Gabriele che conosce bene Nicola perché è il suo fiorista preferito “Una bella famiglia. Poi lei si ammala di una malattia orribile, la SLA, e comincia un calvario lungo molti anni. Carrozzina, assistenza sempre più pesante“.

Lui ogni estate rientra nella sua cittadina friulana per 15-20 giorni di vacanza e per il ritrovo degli amici, si informa di Anna, ma dopo tanti anni nessuno ne sa più niente, Sparita. Nicola si rassegna.

Nel frattempo con la moglie decidono di abbandonare la grande città per tornare nella cittadina friulana, più tranquilla. Nicola torna nel suo paese d’origine, sicuro di poter dare un’assistenza migliore anche alla moglie la cui salute peggiora. Piano piano la malattia si prende il corpo della donna.

Urgenze in ospedale e necessità poi di un’infermiera che venisse in casa per le cure quotidiane. Gli consigliano un’infermiera diplomata: donna matura, seria, bravissima, vedova con un figlio adulto.

Nicola la va a prendere all’ospedale la prima volta” svela Gabrieleper portarla da sua moglie“. Si incontrano, si danno la mano e si presentano: “Piacere Anna“. Lui la osserva meglio e vede quegli occhi e gli spuntano le lacrime. Lei non lo riconosce subito: un bel signore molto distinto capelli bianchi, baffi, occhiali scuri… Ma, perché si sarà zittito improvvisamente?

Lui capisce che lei non lo ha riconosciuto e tiene gli occhiali scuri. La porta a casa, le presenta la moglie, la casa. Poi la riporta in ospedale, anzi, dice, perché non andiamo per un caffè per conoscerci un po’ meglio? Va bene dice Anna. Al bar lui le prende la mano e si toglie gli occhiali. E… lei sviene.

Infermiera diplomata, vedova, prossima alla pensione, lui pilota in pensione con una moglie molto malata. Decidono che nulla accada finché la moglie è viva. E lui lo racconta alla moglie, che apprezza e capisce tutto, anche il grande amore che non si è mai sopito.

Vive ancora 3 anni la moglie” spiega Gabrielee poi viene a mancare“. Per tutto questo tempo, Anna e Nicola sono stati amici, Dopo un anno di lutto, Nicola e Anna decidono che è venuto il loro tempo. Era ora di coronare un sogno che hanno dovuto rimandare prima per obbligo, e poi per rispetto.

E così hanno voluto un matrimonio classico in chiesa” precisa il loro fiorista di fiducia; in abito bianco entrambi, ovviamente lei in tailleur bianco, scarpa décolleté bianca, guanti bianchi e cappellino bianco con veletta.

Lui l’ha portata in chiesa con “quella” bicicletta “che io ho addobbato in forma semplicissima” racconta Gabriele “usando, sul tubo di ferro dove lei si sedeva un tempo da giovanissima e da sposa, lo stesso cuscino di allora che lei aveva conservato“.

I testimoni sono stati i loro 3 figli con rispettive mogli e marito. Il bouquet? “Rose bianche aperte immerse in una nuvola compatta di velo da sposa” ci spiega Gabriele “rotondo compatto con un bordo di foglie di edera che io stesso ho raccolto e selezionato nella campagna attorno a casa mia, perché la simbologia dell’edera è l’amore eterno“.

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