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Cittadini per l’aria punta il dito sui dati di Arpa Lombardia

città: Milano - pubblicato il:
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Dati sull’aria di Milano: c’è chi dubita sui reali valori rilevati. C’è, infatti, un contenzioso aperto tra Cittadini per l’Aria onlus e Arpa Lombardia. Secondo l’associazione milanese, l’agenzia di tutela dell’ambiente starebbe dando un’erronea rappresentazione dei valori dell’aria in città.

Dal 2008” è la tesi di Cittadini per l’AriaArpa ha misurato particolato (PM10 e PM2.5), idrocarburi policiclici aromatici e metalli, all’interno dell’area Ztl di Milano (Ecopass, Area C). La legge prevede invece che queste rilevazioni vadano condotte dove si verificano le concentrazioni più elevate alle quali la popolazione può essere esposta“.

Così facendo avrebbe privato i milanesi di una corretta rilevazione delle concentrazioni degli inquinanti da traffico e della tutela che da quest’ultima dovrebbe derivare.

Secondo un comunicato giunto in redazione inviato da Cittadini per l’aria “da oltre 10 anni, Arpa Lombardia consegna a cittadini e autorità competenti rilevazioni degli inquinanti nel territorio del Comune di Milano sottostimate rispetto alle zone della città dove effettivamente si concentra il traffico“.

Per questo Cittadini per l’Aria onlus ha promosso un contenzioso contro l’ente regionale per la tutela del’’ambiente di fronte al Tar della Lombardia.

Ma è notizia di ieri che il Tar della Lombardia, con una decisione cautelare, ha invece accolto l’argomento dell’agenzia regionale secondo cui, per definire la collocazione dei punti di misurazione degli inquinanti, si dovrebbe considerare non già il Comune di Milano, ma l’agglomerato che comprende un’area più ampia.

Questo argomento” cita ancora la nota stampa della Onlus “però non considera che la rete nell’agglomerato deve essere tutta, al proprio interno, conforme al criterio della massima esposizione. Così, per le centraline di traffico nel Comune di Milano, il rilevamento in zone a traffico limitato deve ritenersi comunque non conforme al disposto di legge. Anche nel caso dell’agglomerato infatti, le centraline devono essere collocate laddove più elevato è il traffico e in particolare quello dei motori più inquinanti“.

Valuteremo il da farsi sulla decisione del Tar, che dovrà comunque pronunciarsi in via definitiva sulla questione” ha detto Anna Gerometta, presidente dell’associazione “Rimane l’amarezza per la mancanza di queste fondamentali misure delle concentrazioni degli inquinanti per tutto questo tempo. Una mancanza che ha rallentato l’adozione di misure per la protezione della popolazione e costituisce un’ombra grave nell’agire dell’agenzia preposta alla tutela dell’ambiente che dovrebbe tutelare i cittadini milanesi. Lo stato delle cose evidenzia inoltre una carenza del sistema di controllo e validazione delle reti di misurazione da parte delle agenzie nazionali preposte (Ispra ed Enea)“.

La richiesta di Cittadini per l’Aria di attivare al più presto misure per PM2.5, IPA e metalli all’esterno della Ztl, intendeva ottenere dati sulle concentrazioni fuori Area C. Un elemento di confronto anche per la valutazione dell’efficacia di Area B che entrerà in vigore il 25 febbraio prossimo.

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