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Lotta ai cambiamenti climatici, nasce il Fondo Forestale Italiano

città: Perugia - pubblicato il:
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Esempio di destrutturazione del bosco a causa dei tagli e di come esso tenda, nel tempo, a ristrutturarsi autonomamente

Creare e proteggere le foreste italiane per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici e preservare i nostri habitat naturali: nasce con queste nobilissime intenzioni il Fondo Forestale Italiano, associazione senza fini di lucro – fondata il 27 ottobre 2018 – che ha fatto il suo debutto con la riforestazione di un piccolo terreno vicino a Viterbo.

Tra le attività dell’associazione ci sarà l’acquisto e la gestione dei terreni ricevuti in dono, che andranno a costituire un fondo inalienabile dove gli alberi non verranno mai tagliati per scopi economici.

Le foreste che si svilupperanno costituiranno nuovi habitat per la fauna e la flora; contribuiranno alla lotta al riscaldamento climatico assorbendo Co2; assorbiranno gas e sostanze inquinanti, mitigheranno gli effetti locali dei cambiamenti climatici (siccità, erosione del terreno e desertificazione) e, non ultimo, aumenteranno la bellezza del territorio e la qualità della vita dei cittadini.

Il primo progetto di riforestazione del Fondo Forestale Italiano

Il primo progetto di conservazione a cui sta lavorando l’associazione riguarda l’acquisto di un terreno – circa 15 ettari nel Comune di Scheggino, in provincia di Perugia, in Umbria – per il quale è stata attivata una raccolta fondi online attraverso il crowdfunding.

La raccolta fondi sarà aperta fino a domenica 28 aprile con l’intento di raccogliere la cifra di 40.000 euro, necessari all’acquisto del terreno, ai successivi lavori di avviamento ad alto fusto, alla messa a dimora degli arbusti, alla creazione del percorso didattico e alla riforestazione della parte non boschiva.

La futura riserva naturale è inserita in un contesto di particolare valore ambientale: la Val Nerina, nota al pubblico per la presenza delle Cascata delle Marmore e per i pregiati tartufi; un territorio dichiarato sito di interesse comunitario dall’Unione Europea per le sue caratteristiche ambientali e sede del Parco Fluviale del Fiume Nera.

Il terreno ha un’altitudine variabile tra i 250 e 900 metri sul livello del mare ed è coperto da boschi cedui tra i 10 e i 50 anni di età, caratterizzati dalla presenza di diverse specie arboree (roverella, cerro, carpino, leccio, differenti specie di acero, orniello, olmo, albero di Giuda, maggiociondolo, salici, nocciolo, ontano nero e pino d’Aleppo), e habitat di diverse specie animali protette, tra cui il lupo e l’aquila reale.

Un piccolo appezzamento di 2.000 metri quadri lungo il corso del fiume Nera è invece seminativo e il progetto prevede la sua riforestazione con specie arboree adeguate al territorio. Il Fondo Forestale vuole inoltre piantare degli arbusti tra gli alberi nelle zone adatte per aumentare la biodiversità e offrire riparo e nutrimento alla fauna selvatica.

Una parte della futura riserva è inoltre attraversata da una strada in terra battuta facilmente percorribile, che verrà trasformata in un percorso didattico con informazioni sulla fauna e la flora locali, in un’ottica di promozione dell’educazione ambientale.

Perché è nata l’associazione

In Italia, negli ultimi decenni, si è verificato un aumento della superficie boschiva ma buona parte delle foreste italiane è costituita da boschi poveri, poiché spesso degradati da tagli a scopo commerciale che ne hanno alterato la struttura le dinamiche naturali, oppure ancora troppo giovani.

Le aree coperte da foreste vetuste sono sempre più ridotte e separate fra di loro da zone urbanizzate o sfruttate in altro modo e non offrono un habitat sufficiente per le specie minacciate.

L’attuale politica orientata a favorire le biomasse forestali come fonti di energia rischia di portare a una gestione dei boschi italiani in un’ottica di mero sfruttamento economico: una visione cieca di fronte all’importanza delle foreste in quanto habitat complessi e patrimonio comune da tutelare.

È quindi urgente agire per salvaguardare l’esistente e ripristinare parte di quanto è stato perduto in termini di patrimonio forestale.

Evidenze scientifiche sempre maggiori portano alla conclusione che la riforestazione e la conservazione delle foreste siano, tra le soluzioni proposte, tra quelle di maggior impatto positivo in termini di riduzione della Co2 in atmosfera; inoltre hanno costi contenuti e provvedono ulteriori e significativi benefici di carattere ambientale, quali la conservazione della biodiversità, il miglioramento della qualità del suolo, la sicurezza idrogeologica e la salute pubblica.

L’intento del Fondo Forestale Italiano è quindi quello di costituire sul suolo italiano un fondo inalienabile di terreni in corso di rinaturalizzazione o coperti da foreste e lasciati alla loro evoluzione naturale.

Gli alberi non saranno mai tagliati a scopo commerciale; l’associazione non venderà mai i terreni e non cederà mai quote di Co2. Il Fondo Forestale proteggerà le sue foreste dai tagli, dagli incendi e da qualunque interferenza le possa danneggiare.

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