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In un vademecum le informazioni su come evitare di morire di legionella

città: Milano - pubblicato il:
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Prevenire la legionella si può. Basta seguire alcune regole che sono state raccolte in un vademecum messo a punto dal Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale del Politecnico di Milano su richiesta di MM, il gestore idrico milanese.

Target del vademecum amministratori e ai proprietari di immobili. Ovvero coloro i quali devono aver cura dell’impianto là dove il gestore della rete idrica in realtà non ha competenza: il cosiddetto ultimo miglio, ovvero dal contatore dell’acqua ai nostri rubinetti.

Il vademecum arriva anche sull’onda di diversi casi di cronaca. In estate, infatti, la legionella ha mietuto ancora vittime. Ma cos’è la legionella? Si tratta di un batterio responsabile della cosiddetta Legionellosi, infezione che parte dalle vie respiratorie potenzialmente molto grave.

Legionella: di cosa si tratta

La legionella pneumophila prolifera quando le temperature aumentano, trovando la sua temperatura ottimale sopra i 22°C, specie in situazioni di stagnazione. Diversamente da quanto si potrebbe pensare, il contagio avviene per via aerea: quando aerosol e goccioline micrometriche vengono a contatto con i polmoni, ecco che il batterio può agire.

L’intera rete idrica gestita da MM è costantemente monitorata e gestita in maniera tale da non far proliferare questo batterio” spiega Fabio Marelli, direttore dell’acquedotto del capoluogo lombardo “tuttavia la situazione può essere più difficile per il cosiddetto ultimo miglio, quello in cui l’acqua percorre tubature condominiali, che non è di competenza di MM“.

Proprio per aiutare amministratori di condominio e proprietari di immobili a conoscere e prevenire questa problematica, MM e il Politecnico di Milano, hanno realizzato un vero e proprio vademecum: composto da cinque capitoli (riferimenti normativi, informazioni generali sulla legionella pneumophila, identificazione del rischio potenziale, strumenti di prevenzione e controllo e strumenti di controllo in casi di emergenza).

Si tratta di uno strumento di fondamentale importanza poiché evidenzia i fattori di rischio (stagnazione di acqua, tubature cieche, appartamenti inutilizzati per lunghi periodi, presenza di soggetti fragili) senza tuttavia far cadere in allarmismi: “la valutazione del rischio non deve farci andare nel panico: è uno strumento utile nel momento in cui dobbiamo compiere delle scelte” ha spiegato Manuela Antonelli, ricercatrice del Politecnico “Con questo vademecum facciamo cultura nel campo della prevenzione, consapevoli del fatto che prevenire è meglio che curare“.

E allora ecco alcuni suggerimenti pratici:

  • in caso di ristrutturazioni o non utilizzo di appartamenti isolare i rami morti della rete così da evitare che l’acqua ristagni
  • mantenere la temperatura dell’acqua fredda al di sotto dei 20°C, di quella calda intorno ai 50°C, così da inibire la crescita del batterio
  • ai primi utilizzi di un ramo della rete lasciar scorrere acqua calda e acqua fredda per almeno 5 minuti, così da liberare i tubi
  • a livello domestico è bene pulire e disincrostare periodicamente i rompigetto e i diffusori di lavandini e docce

Questo e altro ancora nel vademecum che è disponibile presso la Centrale dell’Acqua (Piazza Diocleziano 5) dove si può farne richiesta.

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