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Plastic free, Milano muove i primi passi

città: Milano - pubblicato il:
milano plastic free

Plastic Free, a Milano spunta una vetrofania con questo pay off. Se la vedete appesa vuol dire che quell’esercizio commerciale ce la sta mettendo tutta per non utilizzare più la plastica usa e getta.

La sperimentazione è guidata da due assessorati del Comune: quello al commercio di Cristina Tajani e quello all’ambiente di Marco Granelli. Entrambi però lo ammettono “è una mozione presentata dai Consiglieri comunali Carlo Monguzzi e Patrizia Bedori“.

Il primo censimento parla di circa duecento esercizi commerciali già coinvolti (54 tra ristoranti, bar e attività di somministrazione e 147 negozi di vicinato). Confcommercio ha dato il suo beneplacito.

È Legambiente a dare una mano affinché gli esercenti riescano a recepire adeguatamente il passaggio. E una sorta di test è in atto in due quartieri, Niguarda e Isola. Ma la Tajani è chiara: “tutti possono aderire da subito“.

Tant’è che Ostello Bello e Santeria si dichiarano già locali Plastic Free. “Perché a conti fatti conviene anche” afferma Andrea Pontiroli Manager di Santeria. Il locale ha anche in programma un evento Plastic Free il 10 aprile, in pieno Fuori Salone. Quelli di Ostello Bello ammettono: “sono i nostri clienti a chiederci di fare scelte ambientali“.

Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia è ferma: “Non basta più solo raccogliere in maniera differenziata. Bisogna ridurre la plastica“.

Ciò non toglie che Milano ce la sta mettendo tutta per evitare la dispersione delle plastiche nell’ambiente e la soluzione è fare una corretta raccolta differenziata.

Così mentre da un lato, secondo i dati forniti da Amsa, ogni anno si producono circa 35mila tonnellate di plastica. “Dall’altro si supera la percentuale del 60% nella raccolta della plastica, confermandosi tra le metropoli più virtuose in Europa nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti” dichiara Mauro De Cillis, Direttore Operativo di Amsa, società del Gruppo A2A “Grazie ai benefici del nuovo sistema di raccolta in città i quantitativi di plastica e metallo (sacco giallo) raccolti porta a porta sono passati da una media di 186 a 207 tonnellate alla settimana, con un incremento percentuale dell’11%“.

Il problema però rimane. L’Italia è il secondo Paese europeo produttore: ogni anno vengono immessi al consumo tra i 6 e 7 milioni di tonnellate di plastica, afferma un report di Legambiente.

Di queste il 40% sono utilizzate per produrre imballaggi: nel 2017 sono stati immessi al consumo 2.271.000 tonnellate di imballaggi di cui il 43,5% è stato riciclato, il 40% incenerito e il rimanente dismesso in discarica o disperso nell’ambiente.

A fronte di un incremento del tasso di riciclo del 5% rispetto al 2014, le tonnellate di imballaggi non riciclati sono rimaste sostanzialmente invariate tra il 2014 (1.292 milioni di tonnellate) e il 2017 (1.284).

Tale dato evidenzia come la direzione principale per affrontare il problema debba passare necessariamente per la drastica riduzione del ricorso alla plastica, la riprogettazione di imballaggi e di oggetti monouso nella direzione della durevolezza e della riusabilità, prima ancora che della riciclabilità.

Intanto, anche il Comune di Milano fa’ i primi passi per evitare la plastica usa e getta nei suoi uffici e la Tajani afferma: “Nei bandi di gara abbiamo inserito questa clausola Plastic Free“.

Allo studio anche premialità per avvantaggiare gli esercenti che adotteranno la strategia zero plastica. Lo afferma Granelli che però esclude sgravi sulla Tari. Almeno per il momento.

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