Home Agricoltura e Bio Il biologico che piace agli italiani che si definiscono “green”

Il biologico che piace agli italiani che si definiscono “green”

città: Milano - pubblicato il:
consumatore green

Coerenza bio. È questa la principale caratteristica di chi si definisce green. Chi è attento all’ambiente, lo è tendenzialmente all day long.

Biologico, attento all’efficienza energetica, facilitatore di condivisioni di strumenti e saperi, l’acquirente green compera a chilometro zero e nei negozi di vicinato. Non si fa mancare nulla, ma gli acquisti rispondono tutti a uno stesso parametro: sono sostenibili. I fornitori non se lo fanno dire due volte. Ecco le ultime novità sul mercato.

Finanza etica

In questo modus vivendi fa capolino anche la finanza etica. Tanto che Banca Etica ha deciso di scendere in campo con un’offerta ad hoc. Le troviamo accanto a EcorNaturaSì e ai suoi punti vendita. Qui, i clienti potranno sottoscrivere il Conto In Rete di Banca Etica e vincolare una parte del proprio risparmio con un Time Deposit.

I risparmi, vincolati per 36 mesi, saranno remunerati con un tasso lordo dello 0,75% (minimo 1.000-massimo 5.000 euro).

I clienti che sceglieranno questa opzione riceveranno da EcorNaturaSì un coupon del valore di 36 euro (pari al costo del canone del Conto In Rete per il primo anno) da spendere in qualunque punto vendita.

L’offerta è attiva in tutta Italia fino al raggiungimento del plafond di Time Deposit pari a 5 milioni di euro. Tutte le risorse così raccolte saranno impiegate da Banca Etica per finanziare aziende bio del circuito EcorNaturaSì.

Anche la cura dei pet diventa green

E se ha un animale domestico, l’acquirente green lo tratta nello stesso modo in cui tratta sé stesso. Cioè sceglie i prodotti pet naturali.

Convinti di ciò, una realtà come Greenproject Italia, che conta già 800 prodotti ecologici e biologici a listino per la detergenza del corpo e della casa sta lanciando i prodotti naturali anche per gli animali domestici. La gamma ce la racconta in anteprima Michele Franchetto, Ceo di Greenproject Italia che abbiamo incontrato durante MyPlant&Garden.

I fiori, se sono bio, si possono mangiare

E anche la floricoltura strizza l’occhio alle certificazioni bio, per due motivi. Il primo è che chi ha a che fare con la terra sa che bisogna rispettarla, il secondo è che sempre più piante, non solo le aromatiche, vengono riscoperte come edibili. Fiori compresi.

Ecco che farli crescere con le giuste modalità biologiche permette di conquistare più fette di mercato. In Italia e all’estero. È questa la strada percorsa anche da una realtà come la Lorenzetto, che da Albenga esporta più della metà della propria coltivazione.

I fiori edibili da coltivare sul balcone sono una affascinante novità per i cultori del bello e del buono. Green, ovviamente!

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