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Gestione delle malghe, nuove linee guida in Lombardia

città: Brescia - pubblicato il:
gestione delle malghe

Le malghe per la Lombardia rappresentano un valore aggiunto, sia dal punto di vista culturale sia da quello sociale, senza dimenticare l’aspetto economico; ecco allora che la gestione delle malghe sia tema delicato e fondamentale per le aree di montagna.

Nella regione lombarda, infatti, sono presenti 870 malghe, che occupano una superficie totale di 225.771 ettari, pari al 9 percento del territorio regionale e a circa il 25 percento di quello montano.

Per questo la Regione Lombardia ha delineato nuove linee guida per la loro gestione e per la loro assegnazione, invitando i Comuni a valutare nella concessione di queste attività per prima cosa l’aspetto territoriale e locale, bloccando invece le speculazioni per valorizzare un patrimonio territoriale straordinario.

Per questo motivo l’Assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi Fabio Rolfi ha incontrato nell’Aula Magna di Unimont, l’Università della Montagna di Edolo (BS), i sindaci della Valcamonica per presentare i contenuti delle nuove linee guida per la gestione delle malghe e l’esercizio dell’attività di alpeggio.

Il documento approvato, utile per il rilancio del sistema delle malghe lombarde, è frutto di un percorso di lavoro con i territori e con le organizzazioni professionali agricole.

Nella nuova gestione delle malghe è stata introdotta una rivisitazione aggiornata delle modalità di concessione/affitto, attribuendo maggiore importanza alla proposta gestionale rispetto all’offerta economica anche per correggere distorsioni nei meccanismi applicativi della PAC che hanno generato tensioni nell’aggiudicazione di malghe pubbliche.

Sono state inoltre introdotte le procedure da attivare per la scelta del concessionario o dell’affittuario.

La diffusione di nuovi mezzi come le biciclette elettriche consentirà nel futuro una logistica più agevole per i turisti in montagna. Sarà necessario promuovere la vendita diretta di prodotti di malga e un rapporto sempre più stretto tra attività d’alpeggio e agriturismi” ha aggiunto RolfiPer questo la malga deve diventare per i sindaci un mezzo di promozione del territorio e non uno strumento per fare cassa. Daremo vita a un osservatorio regionale per monitorare la situazione su tutto l’arco alpino, avere dati aggiornati e capire quali enti applicheranno le linee guida“.

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