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Biogas sì, ma fatto bene, per muovere l’agroecologia

città: Milano - pubblicato il:
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C’è una professione nobile che può fare molto nella mitigazione dei cambiamenti. È quella dell’agricoltore che sposa l’agroecologia. Nelle sue mani non solo la produzione di alimenti a basso impatto ambientale e alto valore nutraceutico, ma anche una catena del valore in ambito economia circolare.

In realtà, l’agricoltura ha sempre dato valore agli scarti. Ma ora la tecnologia gli permette di fare di più. E meglio. In primis, muoversi (e far muovere) sostituendo i derivati del petrolio con biogas e biometano.

Nella due giorni organizzata a Milano dal Cib se ne è parlato molto. Ed è stato lanciato anche un protocollo a marchio registrato: Biogasfattobene.

Questo modello” spiega Piero Gattoni, presidente del Cib “indica la via per una transizione da diversi tipi di agricoltura – convenzionale, biologica, conservativa – verso l’agroecologia. L’obiettivo è la diffusione di una agricoltura fatta bene, in grado cioè di produrre di più e meglio dallo stesso ettaro con meno, grazie all’incremento della fertilità del suolo e delle doppie colture, inquinando di meno, grazie al minore input di mezzi tecnici e fertilizzanti chimici e al più efficiente riciclo di acqua e nutrienti“.

Fare bene e fare in fretta. Le aziende agricole il cui lavoro ha effetti evidenti sulla produzione dei gas serra (circa il 15% sulla produzione mondiale, per non parlare di quelle che associano anche l’allevamento il cui impatto arriva anche al 65%), devono applicare soluzioni capaci di sottrarre Co2 dall’atmosfera.

Gattoni indica la digestione anaerobica integrata come una soluzione maestra perché “produce, oltre all’energia, il digestato, un concentrato naturale di carbonio e nutrienti che, se stoccato nel suolo, può sostituire i fertilizzanti chimici“.

Il Cib aderisce all’iniziativa internazionale 4pourmille che promuove lo stoccaggio nel suolo del carbonio per ridurre la concentrazione di Co2 in atmosfera.

Ma” precisa il presidente del Cib “ritengo che la pratica dello stoccaggio del carbonio in ambito agricolo meriti l’attenzione delle nostre Istituzioni nazionali, affinché, come auspico, si facciano promotrici in Europa dell’inserimento nella prossima Pac di un sistema di sostegno per gli imprenditori agricoli che adottano queste pratiche virtuose“.

Un esempio di pratica virtuosa? Eccolo qui in questa video intervista. Portato avanti in Veneto dall’azienda agricola Andretta Bizzotto.

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