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Città e inquinamento, una mostra fotografica su Port Talbot

città: Milano - pubblicato il:
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Port Talbot - mostra fotografica di Alecio ferrari

Città e inquinamento. Si inaugura il 21 marzo a Milano presso lo spazioRAW (Corso di Porta Ticinese 69) una mostra fotografica, firmata da Alecio Ferrari, dedicata a Port Talbot, città gallese con un primato raggiunto nel 2005: essere la città più inquinata del Regno Unito, tanto che anche Banksy gli ha dedicato un murales, più o meno contestato.

Insomma, Port Talbot come la nostra Taranto: anche in questo caso il disastro ambientale si deve infatti a una acciaieria. Il progetto del giovane fotografo parte da un contesto economico ambientale, ma si spinge più in là cercando anche di trovare risposte sociali e tecnologiche.

Durante gli studi di Graphic Design trascorsi in Inghilterra” racconta “mi sono avvicinato alla storia e contestualizzazione delle ex città industriali che hanno subito una rinascita. Port Talbot però, questa rinascita non l’ha mai vissuta, anzi, il suo è un percorso in declino. Una grande acciaieria limitrofa al centro cittadino, le ha fatto guadagnare questo primato, rendendolo un luogo malsano sia per l’ambiente quanto per i cittadini. Costanti piogge di cenere e un mare non balneabile, sono soltanto alcuni degli effetti di un’industrializzazione massiccia legata a dei metodi di lavorazione dell’acciaio oramai obsoleti e per questo pericolosi per l’ambiente“.

Oltre a realizzare un ritratto Port Talbot e delle persone che lo vivono “il progetto” spiega Alecio Ferrari “vuole lanciare una sfida e aprire dei dibattiti: è possibile alimentare queste grandi fabbriche attraverso l’uso di energie rinnovabili? È possibile ridurre l’impatto ambientale e sociale che ne consegue?”

Le immagini in mostra allo spazioRAW sono realizzate in pellicola medio formato 6×6, quindi quadrate. Il progetto si è evoluto in due fasi: in una prima parte è prevalsa lai ricerca.

Con l’amico fotografo inglese, Alex Fleming, ci siamo appoggiati a saggi economici prodotti da professori dell’Università di Cardiff e a report pubblici che riportavano dati sulle condizioni ambientali della città di Port Talbot. Abbiamo mappato il suolo della città, capendone i legami di infrastrutture, i punti di raccolta e il suo sviluppo sul territorio. Ci sono voluti mesi di preparazione per andare a sviscerare e comprendere le dinamiche che legano questa cittadina all’acciaieria da cui dipende. Questo legame inscindibile tra città e industria ha caratterizzato la rete sociale e quindi i cittadini che la popolano“.

Dopo circa 4 mesi di analisi teorica ci siamo trasferiti nella cittadina” continua Ferrarie abbiamo capito che quello che volevamo raccontare erano i suoi abitanti, i lavoratori, la gente comune e come una delle realtà più inquinata di tutto il Regno Unito riesce a convivere con gravi problematiche ambientali. La realtà vive bloccata dentro sé stessa: continue piogge di cenere, un mare non balneabile rendono il luogo critico per la salute ma economicamente dipendente dalla grande acciaieria“.

Il racconto fotografico, in mostra fino al 4 aprile a Milano, fa parte di un progetto più ambizioso di Alecio Ferrari che vorrebbe andare a immortalare altre realtà post industriali inglesi ed europee. Una visione oggettiva e contemporanea di realtà critiche che vivono e subiscono il problema dell’inquinamento.

Il desiderio ultimo” svela “sarebbe quello di riuscire a dare risposte, oltre che porsi delle domande“.

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