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Il 15 marzo è #climatestrike: ecco cosa succederà

città: Milano - pubblicato il:
#climatestrike

È #climatestrike il 15 marzo, quando si sciopera per la sopravvivenza del mondo. E nelle piazze, anche quelle italiane, crediamo che per lo più ci saranno i ragazzi.

Perché loro non ci stanno più a vedere morire così il mondo per mano nostra. Ce lo stanno dicendo in tutti i modi in questi ultimi mesi: scioperi, sit-in, manifestazioni e cortei in tutta Europa.

Poi una data: il 15 marzo, che diventa giornata mondiale dedicata al clima. Ci aspettiamo che sia una data che entrerà nella storia e non solo nel calendario: dal basso i cittadini scendono in piazza per dire che così non si può andare avanti.

E che nessuno si permetta di dire che quello dell’ambiente è un falso problema, che è una fake news quella che il mondo è in over shoot da tempo e che non ci potrà più essere una madre buona – il Pianeta – che dona a dismisura. Ora dobbiamo passare al rispetto di tutto ciò che è Natura.

Le idee i giovani le hanno chiare. Lo dimostreranno dalle 9 (partenza del corteo degli studenti da piazza Cairoli, a Milano) a tardo pomeriggio. A Milano sono previsti più momenti di protesta. Alle 11 in Piazza della Scala, la stessa che ogni venerdì ospita un sit-in da diversi mesi, sarà teatro di laboratori e formazione sui cambiamenti climatici.

Giulia Persico, di Milano per clima con MSOI Milano motiva punto per punto quali sono gli obiettivi e i messaggi che scenderanno in piazza con loro alle 18 dove, sempre in Piazza Cairoli, il #climatestrike, lo sciopero mondiale per il futuro del pianeta riprenderà energia.

Milano per il clima” spiega Giulia Persicopone la sua azione su tre pilastri: obiettivo soglia 1,5°C; giustizia climatica e pensiero ecologico“. Giulia è un’attivista anche per le parlamentari europee #stavoltavoto.

#climatestrike: i tre pilastri dell’iniziativa

#climatestrike - locandina

Obiettivo soglia 1,5°C

L’ultimo rapporto degli scienziati dell’IPCC, commissionato dall’Onu, ha chiarito che l’aumento medio della temperatura rispetto all’epoca pre-industriale non deve superare la soglia di 1,5°C o si innescheranno cambiamenti climatici irreversibili.

L’attuale modello di sviluppo e produzione è inadeguato se vogliamo raggiungere questo obiettivo e va quindi radicalmente ripensato.

Nell’immediato saranno necessari investimenti per una rapida e completa rivoluzione energetica e si dovrà puntare all’abbandono delle fonti fossili e a emissioni zero il prima possibile. Chiediamo inoltre vengano attuate misure di mitigazione dei cambiamenti climatici e impegni concreti per la decarbonizzazione in tutti i settori.

Giustizia climatica

Condividendo il principio delle responsabilità comuni ma differenziate, crediamo sia necessario perseguire giustizia ed equità nella transizione a un sistema ecosostenibile.

I Paesi che contribuiscono maggiormente alle emissioni di Co2 e metano, hanno la responsabilità di dare l’esempio negli sforzi per contrastare i cambiamenti climatici e al contempo il dovere di aiutare le altre Nazioni ad attuare tutte le misure di adattamento necessarie.

Pensiamo inoltre che giustizia climatica non voglia dire solo compensazione economica, ma coinvolga aspetti quali il riconoscimento dell’importanza del ruolo delle comunità indigene nella gestione e la conservazione del capitale naturale e la lotta implacabile alle ecomafie. Non esiste giustizia climatica senza giustizia sociale.

Pensiero ecologico

Favoriamo un approccio dialogante tra sensibilità eco-centriche comunitarie ed etiche e posizioni più tecno-centriche accomodanti, ovvero forme di ambientalismo differenti in campo economico, ma aventi in comune i principi dell’equità intergenerazionale e della precedenza degli interessi collettivi ed eco-sistemici su quelli individuali.

Crediamo nella necessità di un rafforzamento della cooperazione internazionale, di un miglioramento degli strumenti di Governance multi-livello, di ingenti investimenti in ricerca e innovazione tecnologica, del trasferimento di conoscenze e condivisione di capitali, di cambiamenti profondi nel comportamento e negli stili di vita degli individui e delle masse.

Siete consapevoli che sarà un evento storico e come vi state preparando per gestirlo al meglio?

Si, ne siamo consapevoli e siamo emozionati di far parte di questa mobilitazione globale. Milano per il clima è una rete di soggetti eterogenei e stiamo cercando di concentrare l’azione sull’obiettivo comune: smuovere le coscienze sulla grande sfida globale del ventunesimo secolo.

Per la gestione, stiamo pensando a una giornata che non lasci da parte nessuno. La tematica coinvolge infatti ogni ambito della società e crediamo sia un’occasione per darvi voce.

La chiamata internazionale al #climatestrike per il clima, indetta da Greta Thunberg, culminerà a Milano alle 18 in Largo Cairoli, con l’evento collettore della giornata, che darà la possibilità a ogni soggetto coinvolto di poter esprimere le proprie istanze.

Cosa dite a chi non potrà partecipare?

Che abbiamo poco tempo per salvare la vita sul Pianeta così come la conosciamo. Questa manifestazione serve a smuovere le coscienze e anche a chi non vi prenderà parte noi chiediamo di ragionare su come specificare le proprie abilità, conoscenze e punti di forza per riuscire ad affrontare la sfida dei cambiamenti climatici. Servono tutte le voci e le forze possibili per farcela.

E cosa sarà del #climatestrike dopo il 15 marzo?

Ci auguriamo che non rimanga un evento fine a sé stesso ma l’inizio di una rivoluzione di pensiero. Prevediamo una grande assemblea pubblica per consolidare il percorso comune di Milano per il clima.

Vogliamo che i politici prendano atto del problema dei cambiamenti climatici e, svincolati da logiche partitiche, assumano impegni concreti, in un’ottica non solo nazionale ma coordinata con il Mondo che cambia.

Siamo con voi ragazzi! Lo dicono anche le associazioni. Per Donatella Bianchi, presidente del Wwf Italia, “nonostante i cambiamenti climatici siano tra le prime preoccupazioni dei cittadini, come hanno rivelato recenti sondaggi, la politica continua ad anteporre le parole alle azioni che, invece, sono urgenti, visto che il tempo a nostra disposizione sta drammaticamente scadendo. Gli ultimi 5 anni sono stati i più caldi mai registrati e gli scienziati continuano lanciare allarmi su una situazione sempre che è sempre più ad alto rischio“.

Siamo con voi” conclude la Bianchifate bene ad alzare la voce per il #climatestrike perché il vostro futuro si decide oggi“.

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