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Life Gestire 2020 cerca volontari salva rospi

città: Milano - pubblicato il:
life gestire 2020 - attraversamento rospi

Life Gestire 2020 è un progetto sperimentale, innovativo e integrato per la conservazione della biodiversità in Lombardia, cofinanziato dalla Commissione Europea all’interno del programma LIFE+

Anche la vita dei rospi, e degli altri anfibi, non deve essere semplice: soprattutto quando devono compiere la loro migrazione stagionale e spesso si trovano a dover attraversare strade trafficate, correndo il rischio di essere investiti dagli automobilisti.

Gli anfibi sono importanti bioindicatori dello stato di salute dell’ambiente in cui vivono e dalla loro sopravvivenza dipende la salute degli ecosistemi. Diverse specie di anfibi sono in declino, a causa della scomparsa o dell’alterazione delle zone umide, dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici.

Molte di queste specie sono protette e a rischio di estinzione. Salvare gli anfibi ha quindi un valore legato alla biodiversità dei territori.

E le GevGuardie Ecologiche Volontarie, in particolare quelle che operano nelle zone montane, come Como, Varese, Lecco, Brescia e Bergamo – ne sono i paladini assieme al progetto Life Gestire 2020.

Ecco, quindi che in Lombardia anche quest’anno è partita la ricerca di volontari disponibili a dare il proprio contributo. I contatti sono reperibili online.

I rospi sono degli animali migratori: nel periodo invernale vivono nei boschi, mentre in primavera si dirigono verso torrenti, pozze o laghi per potersi riprodurre, poiché è nell’acqua che vengono deposte le uova e che nascono i girini. Poi in autunno tornano nuovamente nelle zone di svernamento, i periodi in cui avvengono le migrazioni sono quindi febbraio/marzo e poi ottobre.

Tuttavia, la rotta migratoria, solitamente percorsa di notte, spesso prevede l’attraversamento di strade, anche ad alto scorrimento, con un elevato rischio di investimento da parte degli autoveicoli.

I cittadini disponibili possono perciò offrirsi come volontari, per favorire lo spostamento di questi animali in sicurezza. Le attività, che devono essere svolte con le dovute accortezze, consistono nella creazione di barriere che impediscano ai rospi di attraversare per indirizzarli verso i passaggi più sicuri o nel raccoglierli fisicamente e trasportarli dall’altro lato della strada all’interno di secchi.

E proprio per la conservazione della biodiversità in Lombardia è stato avviato il progetto Life Gestire 2020 (2016-2023), sviluppato sulla base del quadro di azioni prioritarie (Paf) di Regione Lombardia per Natura 2000 – la rete ecologica di aree protette più vasta al mondo istituita dall’Unione Europea.

Gli obiettivi del programma Life Gestire 2020

Diversi gli obiettivi perseguiti: migliorare la gestione della Rete Natura 2000 in Lombardia con un rafforzamento di competenze e conoscenze, mantenere e migliorare lo stato di conservazione di habitat e specie, sensibilizzare e informare sul valore dei siti di Rete Natura 2000.

Come spiega Elisabetta Rossi, referente comunicazione del progetto, “Il progetto è una macro-strategia sulla biodiversità in Lombardia, c’è un piano di intervento prioritario che prevede l’individuazione delle criticità e delle minacce alla biodiversità degli anfibi, con conseguente ripristino degli habitat che inizierà nel 2020, come i pozzi in montagna o le zone umide in pianura e in questo contesto risulta essenziale il salvataggio degli animali in situazioni di rischio, già messo in atto da numerosi anni, anche prima di Life Gestire 2020.

Il progetto vuole perciò avere un approccio integrato, con una sinergia tra tutte le attività, la Regione si occupa infatti di formare le guardie ecologiche e finanziare l’acquisto del materiale necessario, come le barriere o i secchi e i dati dicono che negli ultimi anni sono stati salvati tra i 45mila e gli 80mila animali“.

L’integrazione delle politiche passa anche attraverso l’intersezione dei piani per il raggiungimento degli obiettivi, tant’è, continua Rossi, che “è stato anche grazie al Piano di Sviluppo Rurale, tramite una misura di investimento non produttivo di miglioramento ambientale, che si sono potuti aiutare gli agricoltori e gli allevatori a ripristinare i fontanili o le zone umide, habitat importanti per le popolazioni di anfibi, classe di animali molto sensibile ai cambiamenti“.

Infine aggiunge “quando avvengono lavori di costruzione o rifacimento stradale, promuoviamo sempre la creazione di sottopassi per facilitare gli spostamenti di anfibi e altri animali“.

A parte l’intervento specifico dei volontari, a tutti gli automobilisti si chiede quindi, soprattutto nelle serate umide o di pioggia, di rallentare la propria velocità in quei tratti in cui è presente l’apposito cartello che indica il possibile attraversamento di questi animali.

Il tema degli ostacoli nella migrazione mette in luce l’importante ruolo di Rete Natura 2000 per la conservazione delle specie vegetali e animali autoctone – specie originatesi ed evolutesi nel territorio in cui si trovano – in quanto garantisce la presenza di aree naturali tutelate. Nella sola Lombardia sono presenti 245 siti di Natura 2000, per tutelare 57 habitat e 161 specie.

L’aspetto davvero essenziale risulta quello della rete e la connessione ecologica tra i vari siti protetti è prioritaria: l’isolamento e la frammentazione delle aree interessate rischiano di causare delle conseguenze sul successo riproduttivo e sulla resistenza delle diverse specie a cui si potrebbe non riuscire a porre rimedio.

Nel progetto Life Gestire 2020, i piani di azione e gli ambiti hanno come oggetto la tutela di specie vegetali e animali, tra cui, oltre agli anfibi, ci sono anche uccelli, chirotteri (comunemente noti come pipistrelli), rettili e grandi carnivori.

Inoltre, molta importanza viene data anche al controllo delle specie aliene invasive – piante, animali e altri organismi introdotti dall’uomo, in modo accidentale o volontario, e quindi non autoctoni, che si sono adattati e hanno proliferato – che sono riconosciute tra i fattori maggiormente responsabili della perdita di biodiversità e dell’alterazione dei servizi ecosistemici a essa collegati.

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