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Carlsberg fa la birra pastorizzata. Ecco perché

città: Varese - pubblicato il:

La birra, farla pastorizzata, è meglio. Soprattutto per l’ambiente. È quanto sostiene Carlsberg che ha appena inaugurato a Induno Olona – in provincia di Varese – un impianto di pastorizzazione che chiama flash e che sulla carta dovrebbe portare a una forte riduzione dell’impatto ambientale: meno 15% in termini di energia utilizzata, del 10% sul fronte dei consumi idrici e del 10% per quanto riguarda le emissioni di Co2.

I dati sono ancora teorici, ma corroborati da studi di processo del reparto tecnico di Carlsberg Italia e tenuti in considerazione per la rendicontazione del progetto Life Iris. Saranno i contatori installati in prossimità dell’impianto a decretare fra qualche mese i veri risparmi.

Ma la tecnologia non dovrebbe tradire le aspettative: grazie alla riduzione dei tempi necessari per il completamento del processo, la birra raggiungerà 71°C in 20 secondi, garantendo l’abbattimento dei microrganismi potenzialmente dannosi per il prodotto e standard elevati in termini di qualità e proprietà organolettiche.

In Carlsberg dicono che il gusto del prodotto non ne risente punto, mantenendo sia la componente aromatica, sia la qualità della birra.

“L’investimento nel nuovo impianto di pastorizzazione flash testimonia l’importanza assegnata ai temi della sostenibilità dall’azienda” ha dichiarato Alberto Frausin, Amministratore Delegato di Carlsberg Italia “Il nuovo impianto, infatti, garantisce la competitività e l’eccellenza qualitativa del nostro storico stabilimento, inserendosi allo stesso tempo in quel percorso di sostenibilità che abbiamo intrapreso nel 2017 con Together Towards Zero, la strategia con la quale Carlsberg Group sta contribuendo al raggiungimento degli SDGs delle Nazioni Unite, fissandosi dei propri obiettivi ambientali da raggiungere entro il 2030“.

Aperto anche un nuovo punto vendita del birrificio. A progettare il negozio è stato lo studio Baukuh di Milano in linea con le indicazioni della Direttiva UE 2010/31 e del Decreto Requisiti Minimi per i net zero building.

Materiali in larga misura riciclabili e durevoli sono stati scelti per l’allestimento, mentre l’involucro edilizio presenta livelli di isolamento capaci di ridurre le dispersioni termiche invernali e, all’inverso, attenuare il picco di calore estivo, filtrando l’energia termica irradiata dalle ampie superfici vetrate.

L’innovativa struttura impiega tecnologie ad alta efficienza energetica per la climatizzazione, la produzione di acqua calda sanitaria e l’illuminazione. L’impianto a Led, per esempio, è programmato per adattare automaticamente l’intensità luminosa alle condizioni di luce ambientale.

Allo stesso modo, la climatizzazione durante la stagione invernale ed estiva avviene mediante un impianto idronico in pompa di calore capace di sfruttare l’aria di condensazione come fonte rinnovabile, produrre acqua calda sanitaria e modulare il suo apporto durante la giornata. A ciò si aggiunga che il ricorso all’energia elettrica di rete è pressoché nullo grazie all’impianto fotovoltaico sistemato su una pensilina esterna.

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