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Compost, il valore degli scarti in agricoltura

città: Milano - pubblicato il:
compost - forche per trattori

Lo sfruttamento delle materie prime seconde e il riciclo – leggasi economia circolare – saranno attività sempre più fondamentali per garantire la sostenibilità del Pianeta: in questa ottica il compost per l’agricoltura sarà sempre più importante.

La possibilità di recuperare gli scarti organici trasformandoli nel compost, un fertilizzante organico, è un sistema efficace per contribuire all’uso sostenibile delle risorse agricole e ambientali.

Utilizzare compost nei terreni ha lo scopo di mantenere la fertilità, permette di ridurre l’impiego di fertilizzanti minerali, riducendo la quantità di scarti organici da avviare a smaltimento in discarica o a incenerimento.

Il compost, o meglio la sostanza organica e gli elementi nutritivi in esso contenuti, oltre a conservare nel lungo periodo la fertilità contribuisce a migliorare lo stato strutturale del terreno, aumenta la capacità sia di assorbire e rilasciare acqua nel suolo che di trattenere gli elementi nutritivi in forma facilmente assimilabile da parte della pianta. Garantisce inoltre una attività microbiologica utile alla fertilità integrale di un suolo agricolo.

Come tutte le sostanze organiche il compost tende ad aumentare la fertilità del suolo trattato, non ha una sola funzione positiva ma ne ricopre diverse e tutte utili per il terreno, sia per la vita delle piante che per le attività microbiche.

Inoltre le attuali tecnologie agricole facilitano la lavorazione degli scarti per la produzione di compost: i moderni trattori per esempio, agevolano svariate operazioni agricole – la semina del grano, la trinciatura, il trasporto di legno e resti di potature – permettendo anche una gestione più accurata del compost facilitando operazioni di carico, di scarico e di rimescolamento – attraverso forche per trattori e caricatori agricoli, principalmente utilizzate per la raccolta del letame e del fieno, lavori di giardinaggio e raccolta di scarti agricoli.

Somministrando carbonio al suolo attraverso l’uso del compost è possibile contrastare il fenomeno della desertificazione che si concretizza quando il contenuto di sostanza organica del suolo è inferiore all’1-2 (secondo i dati delle Nazioni Unite il fenomeno della desertificazione interessa oltre il 5,5% del territorio italiano).

Per l’Istituto Sperimentale per la Nutrizione delle Piante (ora Ente CRA del Ministero delle Politiche Agricole), lo 0,15% di sostanza organica in più nel suolo, laddove i tenori medi in terreni a buona fertilità dovrebbero essere dell’ordine del 2,5-3%, equivale a fissare nello stesso una quantità di Co2 corrispondente alle emissioni complessive dell’intera nazione italiana per un anno.

Un compost di qualità essendo molto ricco di sostanza organica, rappresenta un nuovo prodotto che si sta diffondendo a livello nazionale; un terreno con una buona dotazione di sostanza organica resiste meglio anche ai processi di erosione come quelli provocati dall’azione di scorrimento dell’acqua che causa l’asportazione di suolo soprattutto per i terreni in pendenza.

Quindi, quando diminuisce il contenuto di sostanza organica dei suoli si possono riscontrare non solo effetti negativi riguardo le rese produttive nel caso di suoli coltivati, ma è anche possibile che si creino situazioni di rischio ambientale legati al territorio (frane e smottamenti).

Il compost di qualità è utilizzato nel settore agricolo e/o florovivaistico come ammendante e commercializzato secondo le indicazioni e i limiti indicati dal Decreto Legislativo n.75/2010. Il CIC – consorzio italiano compostatori – ha sviluppato un sistema per certificare la qualità del compost prodotto dai propri associati.

La certificazione vuole fornire una garanzia del produttore di creare un valore aggiunto all’ammendante compostato, assicurando ai destinatari finali trasparenza, affidabilità e qualità.

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