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Sciopero globale per il clima: la mobilitazione è stata un successo

città: Milano - pubblicato il:

In tanti sono scesi in piazza, in tutta Italia, per lo sciopero globale per il clima e questa è una buona cosa. E alla domanda “e dopo oggi cosa farai?” i ragazzi, ma anche gli adulti, rispondono che anche il modo in cui facciamo gli acquisti o mangiamo deve cambiare.

Intanto la mattinata è stata calda, piena di energia. A Milano i ragazzi in piazza hanno preparato cartelli, slogan. La marcia verso la conquista di una vita più verde è partita da Piazza Cairoli, composta. Lunghissima.

Accanto agli studenti c’erano anche i loro professori. Come quelli dell’Itsos Albe Steiner di Milano. Che è sulla strada per diventare plastic free.

Le buone pratiche ci sono: basta adottarle. E fare in fretta. Per Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, la traiettoria da seguire è quella stilata dall’Accordo di Parigie per essere in linea con questa strada maestra” ricorda “nel prossimo trentennio l’Italia dovrebbe tagliare, in media ogni anno, le proprie emissioni di gas serra di circa 13 MtCO2eq: un tasso di riduzione dal quale siamo stati ben lontani negli ultimi 4 anni, anche se inferiore a quello registrato nel decennio 2005-2014.

Per stare in questa traiettoria l’Italia dovrebbe produrre ogni anno circa 1,5 Mtep di energia da fonte rinnovabile in più e ridurre i consumi energetici finali di altrettanto, mentre negli ultimi 4 anni la crescita delle rinnovabili è stata di circa 0,5 Mtep, un terzo del necessario e i consumi di energia sono addirittura aumentati“.

E il Wwf stila una classifica di azioni da fare. Vediamola.

Sciopero globale per il clima: cosa cambiare in politica

In termini concreti, i Governi devono alzare di molto le loro ambizioni di riduzione delle emissioni di Co2 entro il 2030, puntando alla completa decarbonizzazione ben prima della metà del secolo, se vogliamo sperare di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C e attuare davvero l’Accordo di Parigi.

Con gli attuali target di riduzione, saremmo condannati a superare i 3°C di aumento medio della temperatura globale.

Gli adulti che votano, devono giudicare le formazioni politiche, i candidati e gli eletti sulla base delle proprie azioni per accelerare davvero, e con efficacia, l’azione climatica.

Iniziative da prendere nel business

Gli amministratori delegati hanno dei figli, ma forse pensano, se ci pensano, che la ricchezza li preserverà dalle minacce climatiche: è vero che i poveri sono i più vulnerabili, ma gli eventi estremi e le loro conseguenze non guardano in faccia a nessuno.

È dunque ora che le persone nelle aziende, a ogni livello e per quanto piccola sia l’impresa, facciano contare davvero le parole che scrivono nella mission e assumano la sostenibilità ambientale e sociale come timone, almeno alla pari delle ragioni economiche.

Per le grandi aziende, accanto al budget, i board e gli azionisti dovrebbero valutare l’operato del management sulla base della riduzione delle emissioni.

Non solo l’energia che viene acquistata dalle grandi aziende dovrebbe essere solo rinnovabile e proveniente da utility senza fonti sporche nel proprio energy mix. Oppure le imprese possono autoprodurla direttamente da fonti rinnovabili.

Inoltre le aziende possono scegliere di acquistare prodotti scelti non solo in base al prezzo, ma anche in base alla Co2 emessa e alle risorse impiegate per produrli.

Cosa cambiare in casa propria

Tutti siamo consumatori e come tali abbiamo un potere enorme; dobbiamo scegliere quello che davvero ci serve e in base alle reali performance ambientali delle aziende e del prodotto. Per esempio:

  • abbandonare le vecchie auto a benzina o diesel e scegliere veicoli elettrici, preferire le biciclette o camminare, usare i mezzi pubblici pretendendo che siano ecologici davvero
  • scegliere solo energia rinnovabile, l’epoca delle fonti fossili deve finire
  • risparmiare comunque più energia possibile, anche se verde
  • atavola dobbiamo mangiare poca carne e pochi latticini, perché produrli comporta un altissimo dispendio energetico, e molte verdure e frutta
  • dobbiamo preferire i prodotti alimentari del nostro territorio, informarci sul modo in cui sono stati prodotti, non sprecare nulla

Ma oltre allo sciopero globale peer il clima, a Milano, ci sono altre iniziative a favore dell’ambiente. Infatti, per le startup che studiano i temi dell’ambiente è aperto un nuovo bando (SHaReD, ovvero Social Hazards Resilience in Disaster) di Speed MI Up, l’incubatore di Università Bocconi, Camera di commercio, Comune di Milano e Fondazione Pesenti.

Obiettivo, selezionare imprese e startup che studiano i grandi rischi come inondazioni, frane, eruzioni vulcaniche, terremoti, incendi, siccità.

Le domande devono essere presentate online entro il 22 aprile 2019. I due progetti migliori verranno premiati con sei mesi di incubazione gratuita presso Speed MI Up.

Il nuovo bando ha lo scopo di facilitare la nascita e lo sviluppo di startup innovative nel campo della gestione di eventi sismici, vulcanici, eolici (uragani, tornado, tifoni), idraulici (inondazioni), idrogeologici (frane), siccità, incendi.

Le startup dovranno proporre nuove idee in termini sia di previsione, prevenzione e gestione dell’emergenza, sia di assistenza post emergenza, secondo la formula delle tre P: prevenire, prevedere, pianificare.

Particolare attenzione sarà dedicata ai progetti capaci di cogliere la sfida di attivare una sorta di sistema assicurativo interstatale (di mutua assistenza/condivisione del rischio/rete di previdenza‐resilienza).

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