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Giornata internazionale delle foreste: la nostra vita dipende da loro

città: Roma - pubblicato il:
Giornata internazionale delle foreste

Si celebra oggi la Giornata internazionale delle foreste che mette in evidenza un grave problema, attuale e fondamentale da risolvere per la nostra sopravvivenza: ogni 3 secondi nel mondo scompare un’area di foresta grande quanto un campo da calcio e circa l’80 percento dei polmoni verde del Pianeta sono già stati degradati o distrutti!

Il tutto, ancora una volta, per il guadagno sconsiderato che distrugge l’ambiente a fini economici senza preoccuparsi delle conseguenze e del futuro che lasceremo ai nostri figli e nipoti.

Infatti, in tutto il mondo, le foreste vengono distrutte principalmente per fare spazio a terreni agricoli, molti dei quali vengono occupati da colture destinate alla mangimistica, come nel caso della soia, e per creare pascoli di animali destinati al macello.

La deforestazione, a sua volta, è spesso associata alla violazione dei diritti umani, in particolare quelli dei Popoli Indigeni e delle comunità tradizionali la cui cultura e sussistenza dipendono dalle foreste.

Il collegamento tra deforestazione e produzione industriale di soia, carne, latte e derivati è, quindi, centrale per la sostenibilità ambientale e alimentare.

L’espansione e l’aumento di terreni coltivati a soia e di quelli destinati al pascolo è trainato prevalentemente dalla crescente domanda dell’industria mangimistica, che a sua volta risponde all’aumento di produzione e consumo globale di carne e prodotti lattiero-caseari.

Con circa 33 milioni di tonnellate di importazioni di soia all’anno, l’Unione Europea è il secondo maggiore importatore al mondo. L’83 percento della soia che arriva nell’Unione Europea viene utilizzata per l’alimentazione di animali da allevamento: i polli da carne e le galline ovaiole sono i principali consumatori di soia nell’UE, seguiti dai suini, dalle vacche da latte e dai bovini” dichiara Martina Borghi, Campagna Foreste di Greenpeace Italia.

Giornata internazionale delle foreste, fonte di vita del Pianeta

Le foreste ricoprono il 31% delle terre emerse del pianeta, costituiscono l’habitat per il 75% della biodiversità terrestre e, in varie forme e particolarmente grazie al processo della fotosintesi clorofilliana, contribuiscono alla lotta al cambiamento climatico.

La FAO dal 1948 elabora assessment sullo stato delle foreste e secondo i suoi dati più recenti risulta che le foreste pluviali producono oltre il 40% dell’ossigeno terrestre e la deforestazione è una delle principali cause del riscaldamento globale, poiché produce dal 12 al 20% delle emissioni di gas serra.

Oggi la superficie forestale globale è estesa meno di 4 miliardi di ettari: il 93% è foresta naturale, mentre la superficie di foresta piantata rappresenta il 7%. Nel periodo fra il 1990 e 2015, la superficie di foreste è diminuita di 129 milioni di ettari, un’area che equivale quasi all’intero Sudafrica. La perdita netta annuale media nel periodo 2010-2015, invece, è stata di 3,3 milioni di ettari e la maggior parte riguarda le foreste naturali.

In occasione della Giornata internazionale delle foreste è interessante citare lo studio apparso su Nature nel 2015 si stima che all’inizio della rivoluzione agricola vi fossero sulla Terra circa 6.000 miliardi di alberi mentre oggi ne abbiamo circa 3.000 miliardi (Crowther T.W. ed altri, 2015, Mapping tree density at a global scale, Nature 525; 201-205).

Questa grave perdita di capitale naturale è stata negli ultimi anni parzialmente compensata dal recupero naturale di terre abbandonate da agricoltori o allevatori (2,2 milioni di ettari all’anno) e da nuove piantagioni (3,1 milioni di ettari all’anno).

La principale causa della deforestazione è l’agricoltura commerciale su larga scala, che ha rappresentato circa il 40% della deforestazione nei tropici e sub-tropici; mentre l’agricoltura di sussistenza locale ha inciso per il 33%, l’infrastrutturazione per il 10%, l’espansione urbana per il 10% e l’estrazione mineraria per il 7%.

Lo stato delle foreste in Italia

In Italia, nel periodo 2005-2015 la superficie interessata da formazioni forestali, secondo la FAO, è pari a 9,2 milioni di ettari, con una crescita annua dello 0,6%.

Nell’Accordo di Parigi approvato dalla COP21 della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico (UNFCCC) per mantenere l’aumento della temperatura media mondiale ben al di sotto di 2°C rispetto ai livelli preindustriali e di fare il possibile per limitare l’aumento a 1,5°C, oltre alle massicce riduzioni a breve termine delle emissioni di gas climalteranti, si richiede anche l’applicazione di tecniche di emissione negativa che estraggano dall’atmosfera l’anidride carbonica già emessa.

La fotosintesi clorofilliana, processo che estrae l’anidride carbonica dall’aria, utilizzando l’acqua, e la trasforma in materia vegetale, è uno dei mezzi naturali che da 3,5 miliardi di anni permette di assorbire Co2 ed è ovviamente utile nella lotta contro i cambiamenti climatici. Le foreste del mondo, tra il 1990 e il 2007 hanno sequestrato in media 2,4 miliardi di tonnellate di carbonio all’anno.

Secondo i dati della FAO del 2010 le foreste manterrebbero immagazzinate 289 miliardi di tonnellate di carbonio nella biomassa viva, nel legno morto, nella lettiera e nel suolo. Il legno, composto per circa il 50% di carbonio, se utilizzato per produrre beni di lunga durata, come edifici e parti di essi, mantiene naturalmente intrappolata la Co2 mentre, se usato come combustibile, la rilascia in atmosfera.

Nel nostro Paese, dalle stime dell’Inventario Nazionale delle Foreste e del sequestro del carbonio 2005, risulterebbe che la quantità di carbonio organico presente nella parte vegetale presente fuori del terreno dei boschi italiani (alberi vivi, rinnovazione e arbusti) ammonta a 472,7 milioni di tonnellate, mentre quella rimossa annualmente dall’atmosfera ammonterebbe a circa 12,6 milioni di tonnellate.

La Giornata internazionale delle foreste vuole sensibilizzare tutti all’importanza per il Pianeta degli alberi: abbiamo il dovere di fare il possibile per fermare la distruzione delle foreste naturali, restaurare gli ecosistemi degradati dallo sfruttamento e riforestare.

Per farlo è necessario realizzare migliori pratiche di gestione per rendere le foreste più resistenti e resilienti ai disturbi che possono rilasciare improvvisamente una grande quantità di carbonio nell’atmosfera, come gli incendi boschivi. Le azioni di gestione forestale, poi, devono essere armonizzate all’interno dei paesaggi forestali e si deve favorire l’uso di legname estratto in modo sostenibile per la costruzione di strutture e prodotti di lunga durata, evitando di bruciarlo, se non alla fine del ciclo di vita dei prodotti.

Le foreste del nostro Paese costituiscono un importante elemento anche per le attività di adattamento ai cambiamenti climatici, come indicato nel Piano nazionale di adattamento al cambiamento climatico prodotto dal Ministero dell’Ambiente, e anche il ruolo della riforestazione urbana assume un significato rilevante che il Wwf sottolinea nel suo programma Urban Nature.

La Giornata internazionale delle foreste ricorre il 21 marzo dal 2012, quando fu ratificata la risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Da allora, ogni anno, vari eventi celebrano e sensibilizzano i cittadini sull’importanza di tutti i tipi di foreste e alberi fuori dalle foreste, a beneficio delle generazioni attuali e future.

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