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Il vuoto a rendere, chi lo fa e perché

città: Milano - pubblicato il:
vuoto a rendere

È il vuoto a rendere il futuro dell’abbattimento dei rifiuti? Noi crediamo di sì. Tanto più che il vuoto a rendere oggi ha diverse declinazioni ed è una procedura ampiamente appoggiata dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare che al tema ha dedicato il decreto 3 luglio 2017, n. 142, pubblicato in G.U. n. 224 il 25/9/2017, recante la sperimentazione di un sistema di restituzione di specifiche tipologie di imballaggi destinati all’uso alimentare.

È bene notare che il sistema coinvolge ancora, su base volontaria, sia quei soggetti che nell’esercizio della loro attività professionale somministrano al pubblico birra o acqua minerale nel punto di consumo (cd. Esercenti), che diversi operatori di settore quali i produttori di imballaggi riutilizzabili, i produttori di birra o acqua minerale, nonché i distributori di birra o acqua minerale.

Ma la base volontaria sta stimolando diverse aziende a procedere su questa via. Così, notiamo che le proposte non mancano.

Il vuoto a rendere è il modello di business di Pcup che si propone come alternativa ai bicchieri di plastica usa e getta. Pcup – public cup – è un bicchiere in silicone con un chip incorporato.

Il silicone dona al bicchiere flessibilità, in linea con le normative sulla sicurezza (a differenza del vetro e della plastica rigida), e lo rende adatto ai grandi eventi, dai concerti agli stadi.

La sua anima digitale lo trasforma in un device dell’Internet of Things: i clienti possono collegare chip e smartphone e pagare online saltando la fila alla cassa; i promotori possono raccogliere dati preziosi sulle abitudini di consumo.

Ogni consumazione è conteggiata su uno schermo che mostra in tempo reale quanti bicchieri usa e getta (e quanta plastica) vengono risparmiati.

In questo caso il vuoto a rendere prevede che all’ingresso dell’evento il cliente riceve un bicchiere pagando una cauzione che, se sceglie di riconsegnarlo all’uscita, gli viene restituita.

Ma l’avventore può anche decidere di portare a casa l’oggetto, che si trasforma così in un gadget da conservare. Dietro a Pcup ci sono i due giovani ventisettenni Lorenzo Pisoni e Stefano Fraioli e la startup è accelerata da Aquarium Ventures che ha lanciato una campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe.

L’obiettivo del round di investimento, al via il 29 marzo, è raccogliere almeno 150mila euro in 60 giorni.

Anche Ringana fa vuoto a rendere: se acquisti le creme dall’azienda austriaca, poi puoi restituire i contenitori di vetro e avere un prodotto in omaggio. È chiaro l’appello che l’azienda fa alla buona volontà delle clienti, da cui si intende che il vuoto a rendere è una pratica che richiede la collaborazione del cliente (anche economica in questo caso perché il pacco va spedito in Austria).

Il successo dell’iniziativa” spiegano in Ringanadipende comunque dallo stato nel quale i flaconi ci vengono rispediti. Così consigliano di provvedere a un imballaggio che protegga i flaconi dalla rottura durante il trasporto e garantirai loro la possibilità di una seconda vita“.

Il consiglio che danno in Ringana è di utilizzare le scatole ricevute con le palline di mais (altra caratteristica della società austriaca): il sistema Ringana infatti è un e-commerce attento all’ambiente. E così il vuoto a rendere vale sia per il vetro che per il cartone.

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