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Boschetto della droga, in atto le bonifiche, almeno ambientali

città: Milano - pubblicato il:
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Boschetto della droga: anche la società civile di Milano ci sta lavorando e i risultati si vedono. A poco a poco l’area si sta bonificando, se non altro, dal punto di vista ambientale.

Un lavoro coordinato da Italia Nostra, Centro forestazione urbana, che in 18 mesi di lavoro ha promosso e coordinato in questa zona, che ricade nel quartiere Porto di Mare, 61 iniziative di lavoro con i volontari. 800 persone hanno risposto all’appello. E i risultati si iniziano a vedere.

È sotto gli occhi di tutti: c’è ben altro al parco Porto di Mare al di là del Boschetto della droga. I dati rilasciati da Italia Nostra parlano di oltre 300 tonnellate di rifiuti conferiti ad Amsa. E sono 4,5 km i percorsi riqualificati o realizzati ex novo.

Qui la gente inizia ad andare in bicicletta su un nuovo sentiero di 3,8 km realizzato proprio per le mountain bike. Marco Mazzei è il coordinatore del progetto Abbracciami, la circle line ciclistica di Milano e ci racconta: “la prima volta che ho proposto di andare a vedere Porto di Mare ho visto reazioni poco entusiaste, perché quasi tutti pensavano al boschetto della droga. Arrivati in cima alla collinetta ero pronto a essere sommerso di insulti e invece erano tutti entusiasti: il parco è un angolo sorprendente della città e poterlo attraversare in bici lungo un itinerario perfetto tracciato da Italia Nostra è un’esperienza che lascia davvero senza parole. Certo, non tutti i problemi che hanno determinato la cattiva reputazione della zona sono risolti, ma la strada è segnata“.

E poi si torna anche a correre.

Intanto, anche gli Alpini hanno voluto lasciare un segno. E qui hanno piantato 100 querce. Una per ogni loro anno di attività e di impegno anche in tema di protezione civile.

Sabato 30 marzo alla passeggiata organizzata da Italia Nostra era presente anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. Con una bella delegazione comunale e il prefetto. Il territorio, siamo su un’area che cuba circa 65 ettari, è sdoganato.

Certo, arrivare al parco Porto di Mare non è così semplice: mancano ancora delle indicazioni stradali che permettano l’accesso senza perdersi nei meandri di via Fabio Massimo. E poi c’è chi confonde ancora il parco Cassinis con la nuova area verde. In realtà, l’entrata è la stessa.

La via che porta all’accesso di entrambi i parchi è quella che porta al tennis Corvetto. Anche questa strada merita la giusta attenzione perché ancora lastricata di rifiuti e di costruzioni abusive. C’è ancora molto lavoro da fare. Ma non mancano i volontari.

Come le Guardie Ecologiche Volontarie che su parco Cassinis svolgono un’ottima supervisione. Noi abbiamo dato la parola ad Alfiero Marin, responsabile del Gruppo Gev 4.

Ma sulle Gev, cittadini milanesi volontari che hanno a cuore il bene pubblico e ambientale, torneremo con un articolo ad hoc.

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