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Anne de Carbuccia e il memento mori che vuole salvare il nostro pianeta

città: Milano - pubblicato il: - ultima modifica: 2 Maggio 2019
anne de carbuccia

L’arte per diffondere consapevolezza sul cambiamento climatico e sulle minacce che l’uomo crea per l’ambiente. Per aprire gli occhi su quanto sta accadendo nel mondo. Per scandire il tempo del non ritorno. È questa la missione di Anne de Carbuccia, artista che con le sue giganti fotografie mette sotto gli occhi di tutti le bellezze che sono in pericolo.

Segnali concreti si ritrovano in ogni scatto, dove Anne aggiunge una clessidra e un teschio. Un memento mori denunciato perché non naturale: il mondo è a rischio per l’invasività antropologica. Il suo teleobiettivo mette in luce i Sacrari del Tempo.

Scatti quotati tra i collezionisti. Le sue immagini sono state esposte in musei e istituti pubblici in Europa e negli Stati Uniti, fra i quali il Museo d’Arte Moderna di Mosca, il Museo Oceanografico di Monaco, la Westbeth Foundation for the Arts di New York e, recentemente, Castel dell’Ovo a Napoli.

Le sue immagini sono anche parte di numerose collezioni private internazionali.

La incontriamo nella sede milanese del suo studio di Lambrate. Una ex fabbrica riconvertita a museo. Verde e cemento convivono. Grandi vetrate che rispecchiano l’elemento acqua prediletto.

Lei nata in Corsica divide la sua vita artistica tra Milano e New York. Ma poi viaggia. Viaggia tanto. E per arrivare sui luoghi che le interessa fotografare percorre tanti chilometri in qualunque condizione climatica.

Chiediamo ad Anne de Carbuccia cosa pensa di chi nega l’evidenza dei cambiamenti climatici. E lei è schietta…

Recentemente l’artista ha creato il progetto One Planet One Future e la Fondazione Time Shrine proprio per diffondere consapevolezza sul cambiamento climatico e sulle minacce che l’uomo crea per l’ambiente.

Ha girato anche il corto One Ocean che è stato presentato alla 75ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il video è in lizza per altre piazze. La gente deve sapere. Per questo presso la sede milanese (via Conte Rosso 8) sono organizzate visite anche per gli studenti.

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