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Food City e il primato delle professioni del food

città: Milano - pubblicato il:
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Una settimana dedicata al cibo: Milano Food City, dal 3 al 9 maggio, presenta la cultura e l’industria del cibo ad appassionati gourmand, cittadini, turisti, professionisti e famiglie di tutta Italia attraverso eventi, degustazioni, appuntamenti d’arte, cultura e solidarietà

Napoli batte Milano per addetti e indotto del mondo food. La città partenopea infatti conta ben 30mila imprese contro le 12mila milanesi impegnate nella filiera alimentare che va dall’agricoltura, passa dall’industria e arriva al commercio alimentare.

Di sicuro però Milano ha un primato che nessuna altra città italiana riesce a battere, quella di Food City. L’eventificio (come stamattina l’ha battezzata una Pr manager) che 24 ore su 24 per un’intera settimana porta l’attenzione sul mondo dell’alimentazione, anzi, no scusate: del cibo (che non è la stessa cosa).

Ora, siamo in piena Food City e già da ieri (era domenica!) abbiamo iniziato a girare la città in preda al delirio del cosa mettiamo nel piatto?

Anzi, meglio dire: cosa ci mettono nel piatto gli addetti ai lavori? Perché una cosa è certa questo è un settore che assume.

Cuochi, camerieri e altri servizi turistici, ma anche operai specializzati e conduttori di macchinari nell’industria alimentare: sono oltre 3mila le entrate previste dalle imprese a Milano ad aprile 2019, una su dieci sul totale di tutti i settori e in un caso su due si tratta di giovani.

Superano le 4mila entrate se si considerano anche Monza Brianza (530, 11,3% del totale) e Lodi (180, 16,5%). (fonte: Camera di commercio sui dati relativi ad aprile 2019 del sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con Anpal).

A Milano il comparto cuba 49 miliardi di euro, che sempre stando alla Camera di Commercio significa il 15% del giro di affari nazionale. Per fortuna questo è un settore che tira un po’ in tutta Italia: Foggia e Roma contano 28mila addetti ai lavori, Salerno 25mila, Cuneo 22mila.

Tornando in Lombardia: sono quasi 100mila le entrate di cui circa 87mila i dipendenti assunti all’anno dalle imprese. Si tratta di giovani in un caso su due. Le figure più richieste sono i camerieri (oltre 43mila) e i cuochi (quasi 19mila).

Ci sono però anche professioni più difficili da trovare: sono pasticceri, pastai e anche chi si vuole occupare con un certo sapere di prodotti caseari. Giovani più richiesti nell’industria del caffè, tè, cioccolato e dei cereali.

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