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Rapporto sulla biodiversità: l’allarme di Greenpeace

città: Roma - pubblicato il:
rapporto biodiversità

È necessario proteggere le foreste e gli oceani, come pure cambiare la nostra dieta alimentare: il rapporto sulla biodiversità dell’Onu non lascia spazio a dubbi… e arriva l’allarme di Greenpeace!

Il rapporto del Gruppo intergovernativo per la Biodiversità e i Servizi Ecosistemici (IPBES) avverte inoltre che un milione di specie sono a rischio di estinzione, più che in ogni altro momento nella storia umana, lanciando l’allarme sull’enorme perdita di specie a causa dall’impatto umano

Quanto emerge da questo rapporto è devastante. Nonostante il ruolo fondamentale della biodiversità nella conservazione della vita sul Pianeta, il prevalere degli interessi economici ha portato ad un tale sfruttamento delle risorse naturali da rischiare ora conseguenze irreversibili” afferma Martina Borghi, campagna foreste di Greenpeace ItaliaPer mantenere le temperature globali sotto il grado e mezzo e uscire dalla crisi climatica che stiamo attraversando, è urgente combinare una drastica riduzione delle emissioni di anidride carbonica con la conservazione della biodiversità, prestando particolare attenzione agli ecosistemi naturalmente capaci di immagazzinare grandi quantità di carbonio, come le foreste torbiere“.

Il rapporto sulla biodiversità IPBES rivela che le attività umane hanno significativamente modificato la maggior parte degli ecosistemi terrestri e marini. Si afferma che il 40 percento dell’ambiente marino globale mostra gravi alterazioni a seguito delle pressioni umane e che la ricchezza e abbondanza degli ecosistemi marini è in declino.

I nostri oceani sostengono tutta la vita sulla Terra” afferma Giorgia Monti, responsabile della campagna mare di Greenpeace Italia “Invece di saccheggiare i mari per ottenere profitti a breve termine, i governi dovrebbero mettere la sostenibilità al centro delle proprie politiche. Il rapporto ONU conferma infatti che i meccanismi esistenti per proteggere i nostri oceani non funzionano. Oggi solo l’1 percento dei mari globali è protetto e non esiste uno strumento legale che consenta la creazione di santuari nelle acque internazionali“.

Per Greenpeace c’è bisogno di un accordo globale che protegga almeno il 30 percento dei nostri oceani entro il 2030. Si tratterebbe di un’opportunità unica per i governi di lavorare insieme per salvaguardare la biodiversità marina, garantire la sicurezza alimentare a milioni di persone e avere oceani sani, ovvero una grande risorsa per contrastare i cambiamenti climatici.

Il rapporto sulla biodiversità IPBES afferma infine che fattori come il cambiamento dell’uso del suolo, cambiamenti climatici e i livelli di consumo sono aumentati a livelli senza precedenti.

Accogliamo con favore la richiesta di un’azione urgente per cambiare le nostre abitudini alimentari, in modo da ridurre il consumo di carne e latticini la cui produzione intensiva ha effetti negativi ormai ben documentati sulla biodiversità, i cambiamenti climatici e la salute umana” dichiara Federica Ferrario, responsabile della campagna agricoltura di Greenpeace Italia.

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