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Noleggio auto, criticità da superare al più presto

città: Milano - pubblicato il:
noleggio auto - car rental

Avere o noleggiare un auto? Ecco cosa si sarebbe chiesto Shakespeare se solo fosse vissuto in questa epoca. Di fatto gli spettatori non mancherebbero. Perché la domanda se la fanno sempre più italiani che a quanto pare non disdegnano il noleggio auto.

Un’auto immatricolata su quattro è, infatti, a noleggio. Che poi oggi noleggio auto vuol dire tante cose: lungo, corto, sharing, modalità intermodali… Di fatto il settore cuba l’11,1% del Pil e il 16,6% del gettito fiscale.

Sono questi i dati dello scenario 2019 presentato da Aniasa, associazione di Confindustria che rappresenta il settore dei servizi di mobilità a due e quattro ruote. Che però registra delle battute di arresto del mercato. E quindi non risparmia critiche.

Che succede? Succede che il sistema ha pochi santi in paradiso: “Lascia particolarmente delusi la recente ulteriore richiesta alla UE di tenere fermo al 40% per altri tre anni (fino al 2022) il regime di detraibilità dell’Iva per le auto aziendali” dichiara il presidente Aniasa, Massimiliano ArchiapattiUna nuova beffa per le aziende italiane, che si devono misurare ogni giorno con i concorrenti europei, agevolati da una detraibilità del 100%, oltre che da una maggiore deducibilità dei costi di mobilità. Il sistema imprenditoriale italiano necessita di una revisione della normativa fiscale sulle auto aziendali con un riequilibrio, anche graduale, ai livelli degli altri Paesi. Si commenta da solo il fatto che oggi in Germania si goda di un vantaggio fiscale del 100% e in Italia solo del 19%“.

I dati relativi al primo trimestre del 2019 confermano il rallentamento del trend di nuove immatricolazioni (-14%). A frenare lo sviluppo, oltre a ragioni di calendario (festività pasquali e ponti nel mese di aprile) per il noleggio a breve termine, è il quadro di incertezza economica che sta rallentando le scelte di mobilità di privati e aziende.

A ciò si aggiungono alcune misure assunte negli ultimi mesi a livello nazionale (normativa bonus-malus) e locale (blocchi della circolazione anche per i veicoli diesel Euro 6), che hanno prodotto un generale clima di attesa. Effetto congiunto di queste dinamiche è la forte propensione a prorogare i contratti in essere e a posticipare le decisioni.

Le scelte di 77.000 aziende di ogni dimensione e di 2.900 pubbliche amministrazioni che si affidano al noleggio long term, cui si aggiungono nel 2018 i 5,3 milioni di contratti per esigenze di breve termine e i 12 milioni di noleggi del car sharing, testimoniano i vantaggi della formula ormai entrata a far parte dello stile di vita di molti italiani.

Senza contare la grande novità del mercato: il noleggio a lungo termine ha raggiunto i privati, automobilisti (senza partita IVA) che scelgono di rinunciare stabilmente all’acquisto dell’auto. Dai 25.000 contratti targati 2017, questo canale è arrivato a 40.000 a fine 2018 e al termine di quest’anno si prevede supererà quota 50.000.

La diffusione della mobilità a noleggio produce anche un impatto concreto in termini di sostenibilità ambientale, dicono le aziende associate ad Aniasa. In effetti il parco vetture a noleggio è quello più basso impatto ambientale.

Le vetture in locazione (per lo più Euro 6, ma anche ibride ed elettriche) oggi possono contare su emissioni decisamente ridotte rispetto a quelle del parco circolante nazionale, tra i più anziani d’Europa: meno della metà (se a benzina) e due terzi (se diesel) in meno di monossido di carbonio, il 50% in meno di ossido di azoto e -70% di emissioni di idrocarburi incombusti.

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