Home Eco Lifestyle C’è un modo per non inquinare con gli assorbenti?

C’è un modo per non inquinare con gli assorbenti?

città: Milano - pubblicato il:
moncoop - assorbenti femminili

Anche gli assorbenti inquinano. Ogni anno, nel mondo vengono gettati oltre quarantacinque miliardi di prodotti di igiene femminile. Tamponi e assorbenti bloccano le fognature e finiscono nel nostro mare o sulle nostre spiagge.

Quando si gettano via tamponi e assorbenti finiscono in discarica, inceneritore o in mare. La Marine Conservation Society ha raccolto 27.938 tamponi con annessi applicatori sulle spiagge in un solo giorno nel 2013. Molti tamponi contengono plastica. E la media degli assorbenti contengono tanta plastica quanto 4 sacchetti della spesa.

I dati ce li sciorina Eileen Greene dell’azienda Mooncup che tenta di dare una soluzione al problema attraverso l’uso di una coppetta mestruale realizzata in silicone per uso medico, che si può usare come alternativa a tamponi e assorbenti.

L’idea non è nuova: “La coppetta mestruale fu inventata negli anni Trenta negli Stati Uniti” racconta Eileen Greeneda una donna di nome Leona Chalmers e da suo fratello ginecologo. La sua coppetta era fatta di una gomma abbastanza dura e i due inventori avevano molti problemi con la fornitura della materia prima, principalmente a causa della guerra. Ma forse il motivo principale per cui l’idea fu accantonata fu la crescita dell’uso degli assorbenti interni e la tendenza generale del pubblico verso la cultura usa e getta“.

Ora Moncoop ricorre al silicone, che assicura igiene e una lunga durata. “La Mooncup è priva di lattice. Non contiene coloranti, profumi, Bpa, ftalati, plastica, candeggina o tossine ed è progettata per durare molti anni” specifica la Greenee raccoglie tre volte di più di un tampone regolare. Il costo è lo stesso che si spenderebbe in prodotti usa e getta in sei/otto mesi. Non provoca irritazioni o lascia residui di fibre“.

L’azienda inglese sta per essere certificata BCorp, il che dimostra che ha a cuore sia l’ambiente che il sociale.

Facciamo attenzione a usare sempre imballaggi di produzione etica” specifica la manager “abbiamo la certificazione della Vegan Society e abbiamo ottenuto con orgoglio lo status di Best Buy in seguito alla ricerca indipendente della rivista Ethical Consumer“.

A Brighton, dove ha sede l’azienda, è stato vinto il premio Women in Ethical Business, la miglior green business e il miglior posto di lavoro.

Supportiamo i programmi di educazione alla salute mestruale in tutto il mondo con coppe mestruali sovvenzionate per enti di beneficenza e organizzazioni no profit. Siamo impegnati a cambiare il modo di parlare riguardo al ciclo e continuando a rompere il tabù sulle mestruazioni“.

Il problema, come sembra, è affrontato a 360 gradi. Non un semplice prodotto alternativo e basta.

Condividi: