Home Green Jobs Empatia e ambiente: ecco come sollecitare l’attenzione degli studenti

Empatia e ambiente: ecco come sollecitare l’attenzione degli studenti

città: Milano - pubblicato il:
progetto scuole liquigas

L’empatia, quando si parla di come salvaguardare l’ambiente, è forse una delle componenti psicologiche fondamentali, su cui fare leva.

Cosa posso fare io?” con questa semplice domanda Clara De Clario, docente e Consulente di Progetti Didattici arriva al nocciolo di come è oggi possibile spiegare la Sostenibilità ambientale agli studenti.

Oggi, come lo era ieri, è necessario utilizzare un linguaggio comprensibile” spiega la De Clario che è referente del Progetto Ministeriale di Sperimentazione Didattica-Scuola Rinascita-Livi Milano e Formatrice per il Cidi Milano: Formazione ai docenti e ai candidati ai Concorsi Nazionali.

Un linguaggio che utilizzi strumenti e modalità conosciute agli studenti. “Mi riferisco” prosegue “all’uso delle nuove tecnologie che vanno utilizzate anche nella didattica. È poi importante porre le domande opportune, fare riferimenti al quotidiano. Tutto questo permette di aiutarli a individuare tematiche che possano anche intercettare i loro interessi a volte sconosciuti, poiché il lavoro in classe, il confronto tra pari, il dibattito apre nuovi scenari a cui il singolo a volte non pensa“.

La metodologia suggerita dalla docente, che è anche consulente di Progetti Didattici, la si ritrova nel progetto che Liquigas Italia ha voluto dedicare alla scuole media “1, 2, 3… Respira!“.

Coinvolte nell’intero arco di questo anno scolastico 4.000 studenti, 861 classi in 455 scuole (qui riprendiamo i progetti vincitori selezionati dalla giuria interna a Liquigas).

I più giovani rappresentano la speranza per il futuro del nostro Pianeta” ha affermato Andrea Arzà, AD di Liquigas Italia durante la premiazione dei progetti più meritevoli “Per questo è importante che i ragazzi sviluppino una maggiore consapevolezza sulle tematiche legate alla sostenibilità: la difesa dell’ambiente è una sfida che coinvolge tutti, nessuno escluso“.

Studenti oggi, cittadini domani. Fondamentale è l’informazione. Arzà lo conferma: “Crediamo che per favorire questa assunzione di responsabilità sia importante promuovere la conoscenza dei meccanismi scientifici che sono alla base dell’inquinamento, fornendo ai ragazzi gli strumenti per valutare in maniera critica il problema.

Per questo motivo abbiamo deciso di realizzare il progetto di educazione ambientale per le scuole medie 1, 2, 3… Respira!, che fornisce agli studenti le competenze per capire i temi legati allo sviluppo sostenibile e diventare cittadini informati“.

Ma da dove iniziare a spiegare la sostenibilità in aula? “Si può spiegare tutto” riprende la parola Clara De ClarioMolto dipende dal metodo e dal livello di approfondimento e di complessità, quindi lo stesso argomento può essere declinato e presentato in maniera semplice o complessa.

Si può, quindi, discutere a una classe intera di alimentazione sostenibile o di inquinamento atmosferico o di effetto serra o di impronta ecologica e, in base al tipo di scuola, usare le parole adeguate e a loro comprensibili per cominciare a inquadrare il tema. Per esempio l’alimentazione sostenibile la si può spiegare partendo 

dalla scuola dell’infanzia attraverso la pratica dell’orto. L’orto è in pratica un laboratorio scientifico e tecnologico a cielo aperto. È quindi possibile attraverso l’osservazione sperimentale scoprire i fenomeni della crescita delle piante, le tecniche di coltivazione, la stretta correlazione tra clima, stagione e semina/raccolto.

Questa esperienza può essere fatta a tutti i livelli, in questo modo scuola dopo scuola, dall’infanzia all’università, i temi vengono via via ripresi e approfonditi per avere un’informazione sempre più completa per affrontare la complessità che è alla base dei fenomeni naturali“.

Lato docenti: quale la metodologia più efficace perché si avvicinino alle sempre più viva tematica delle tecnologie ambientali?

La metodologia più adeguata è la ricerca-azione, perché permette ai soggetti in formazione di essere attori del processo formativo, poiché chi ricerca non deve essere neutrale, ma deve diventare agente di cambiamento attraverso pratiche di emancipazione sociale.

Le parole chiave sono complessità, ascolto sensibile, ricercatore collettivo, cambiamento, negoziazione, processo, autorizzazione.

Secondo René Barbier, la ricerca-azione si sviluppa in un processo a spirale (riflessione permanente) su quattro aspetti centrali:

  1. l’individuazione del problema e la contrattazione
  2. la pianificazione e la realizzazione
  3. l’utilizzo di tecniche congruenti con l’approccio di ricerca-azione
  4. la teorizzazione, la valutazione e la pubblicazione dei risultati

Applicare tale metodologia in classe ci permette di attivare un processo di conoscenza e di intervento diretto. Si parte dall’analisi, si definisce bene il contesto/problema, attraverso la ricerca di informazioni, per arrivare a formulare ipotesi di soluzione, dopo aver scelto quella ritenuta più efficace si progetta l’intervento concreto, individuando tempi, strumenti, e si pianificano anche le verifiche e la valutazione dei risultati.

Ha qualche aneddoto che spiega bene la sua posizione pedagogica e scientifica?

Moltissimi anni fa, in una classe terza della scuola secondaria, abbiamo iniziato a parlare di trasporti e di aria inquinata. Inizialmente tutti erano convinti che le responsabilità fossero del sistema sociale, del sistema dei trasporti comunale, delle industrie automobilistiche che progettano motori inquinanti.

Ho quindi iniziato il lavoro con loro utilizzando la metodologia della ricerca azione partendo dalla definizione del problema. Abbiamo ricercato le informazioni scientifiche e tecnologiche, abbiamo inquadrato il problema in una visione sistemica inserendolo nel calcolo dell’impronta ecologica.

È seguita la ricerca sull’uso adeguato dei mezzi di trasporto, dei motori con combustione green e dei comportamenti personali. Esito finale: aumento dell’uso della bicicletta per muoversi in città e per venire a scuola, consiglio di acquisto dei genitori di auto con motori a combustione green e riduzione dei consumi per il riscaldamento domestico.

Perché il riscaldamento? Cosa c’entra con i trasporti? Tutto in ecologia è legato a un sottile filo a volte invisibile.

I progetti premiati

Ecco le video presentazioni dei progetti premiati e una presentazione.

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