Home Agricoltura e Bio Stop alla vendita di Cannabis Light: la parola a Federcanapa!

Stop alla vendita di Cannabis Light: la parola a Federcanapa!

città: Roma - pubblicato il:
cannabis light

Acqua sul fuoco: Federcanapa la getta sull’allarme lanciato ieri da molti sulla decisione, per altro ambigua, della Cassazione sullo stop alla vendita della cannabis light.

Il recente pronunciamento della Corte Suprema di Cassazione (Sezioni Unite) sulla vendita dei prodotti a base di canapa industriale sarebbe relativo a eventuali prodotti che superino la soglia Thc di 0,5% come – d’altra parte – è sempre stato.

Il parere di Federcanapa è quindi ottimista rispetto agli allarmi di chiusura dei punti vendita di prodotti a base di canapa industriale.

Una nota ufficiale spiega che “malgrado le dichiarazioni di moltissime testate giornalistiche, la soluzione delle sezioni unite penali della Corte di Cassazione non determina a nostro parere la chiusura generalizzata dei negozi che offrono prodotti a base di canapa“.

Il testo della soluzione della Cassazione, spiega Federcanapa, dice infatti chiaramente che la cessione, la vendita e in genere la commercializzazione al pubblico di questi prodotti è reato “salvo che tali prodotti siano in concreto privi di efficacia drogante“.

Pertanto la Cassazione ha ritenuto che condotte di cessione di derivati di canapa industriale privi di efficacia drogante non rientra nel reato di cui all’art.73 del T.U. Stupefacenti.

E sul punto, da anni, la soglia di efficacia drogante del principio attivo Thc è stata fissata nello 0,5% come da consolidata letteratura scientifica e dalla tossicologia forense.

Pertanto non può considerarsi reato vendere prodotti derivati delle coltivazioni di canapa industriale con livelli di Thc sotto quei limiti.

Ci auguriamo” è il buon auspicio di Fedecanapache anche le forze dell’ordine si attengano a questa netta distinzione tra cannabis light e droga nella loro azione di controllo e che non si generi un clima da caccia alle streghe, con irreparabili pregiudizi, patrimoniali e non, per le numerose aziende del settore“.

Comunque, ogni ulteriore considerazione dovrà essere rimandata alla pubblicazione delle motivazioni della sentenza da cui potrà essere desunto l’impianto logico-giuridico seguito dalla Corte e che potrà fornire ulteriori spunti di riflessione.

Cannabis Light, nuovo oro verde dell’agricoltura

La coltivazione industriale della canapa in Italia ha vissuto un boom nell’ultimo triennio, con una superficie dedicata che è passata da 950 a oltre 3.000 ettari (+200%) coinvolgendo centinaia di aziende agricole, dipende dai suoi tanti usi e trasformazioni: pasta, pane e farina che non contengono glutine; olio ricco di Omega 3 e dalle spiccate proprietà antiossidanti; mattoni ecologici per la bioedilizia; pellet per il riscaldamento delle case; produzione di tessuti resistenti e green; senza dimenticare gli utilizzi per detersivi, tinte e colori, solventi e inchiostri.

Ecco perché non si può ridurre la questione canapa alla sola cannabis light. Cia-Agricoltori Italiani, in merito alla decisione delle sezioni unite penali della Cassazione, che potrebbe rischiare di bloccare un settore in pieno sviluppo ha dichiarato che “La canapa rappresenta un’occasione unica per i territori. Contribuisce a ridurre il consumo di suolo, diserbare i terreni e bonificarli dai metalli. In più, ha un alto valore aggiunto per il Made in Italy, grazie proprio ai suoi mille impieghi“.

Ora c’è il pericolo che l’intero settore della canapa possa subire uno stop, a causa di carenze legislative che devono essere colmate al più presto.

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