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Una goccia di pellicola sarà il futuro del packaging naturale

città: Napoli - pubblicato il: - ultima modifica: 8 Giugno 2019
packaging naturale

Nuove frontiere del packaging naturale arrivano da una scoperta della ricerca congiunta tra laboratori del Cnr e dell’Iit di Napoli

Gocce di pellicola sottilissima in grado di adattarsi e rivestire l’acqua o materiali gelatinosi a base acquosa: è la nuova scoperta di un gruppo di ricercatori dell‘Istituto di scienze applicate e sistemi intelligenti (Cnr-Isasi), dell’Istituto di polimeri compositi e biomateriali (Cnr-Ipcb) e del Center for Advanced Biomaterials for Healthcare dell’Istituto italiano di tecnologia di Napoli (Cabhc-Iit) che potrebbe rivoluzionare il mondo delle bottiglie di plastica.

Un modo per creare un vero e proprio packaging naturale che consente di controllare la forma dell’acqua e contenerla facendo ricorso a sistemi biologici.

Il processo avviene – dicono infatti i ricercatori – istantaneamente e in modo completamente spontaneo, a partire da una piccola goccia di soluzione polimerica messa in contatto con la superficie del liquido da confezionare.

Con questo processo possiamo cioè creare vestiti su misura a prescindere dalla forma assunta dall’acqua. Il packaging naturale, infatti, avviene sia nel caso di una goccia appoggiata su una superficie, sia nel caso di una goccia pendente da un orifizio o di un film liquido depositato all’interno di un contenitore: in quest’ultimo caso il polimero riveste e sigilla tutta la superficie libera del pelo dell’acqua” spiegano Sara Coppola e Pietro Ferraro, ricercatori Isasi.

Agroalimentare, farmaceutica, tante le possibili applicazioni: “Ci si aspetta che i risultati di queste ricerche trovino applicazione in molte fasi dei più diversi ambiti a partire da quelli biomedicali, visto che la confezione può essere costituita da un polimero biodegradabile e biocompatibile, due requisiti fondamentali per questo settore.

Ma riuscire a manipolare piccoli volumi d’acqua e, soprattutto, creare dei rivestimenti che si adattino alle complesse forme che il liquido può assumere è un vantaggio notevole per molti processi nei quali su diverse scale, dal centimetro fino a dimensioni del nanometro (miliardesimo di metro), sono importanti la manipolazione, ingegnerizzazione e funzionalizzazione dei materiali“.

Sfere, cubi, protesi, organi complessi, per trasporto, preservazione e protezione da agenti esterni: “Il solvente viene estratto dall’acqua e la variazione della tensione superficiale guida la formazione istantanea del film” commenta Paolo Netti, coordinatore del centro Iit di Napoli “che poi si espande in modo conforme alla geometria assunta dal liquido. Il processo avviene in qualche secondo e, grazie alla lenta estrazione del solvente, si genera un film omogeneo e non poroso. Controllando la quantità di polimero impiegata è possibile controllare lo spessore del rivestimento prodotto“.

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