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Next Energy dalla pala che gira a vento e acqua

città: Milano - pubblicato il:
windcity next energy

La terza edizione di Next Energy premia Windcity, un’azienda trentina che ha dato vita a una mini-turbina autoadattiva

Capace di adattarsi al vento e all’acqua. E quindi generare energia. È questa la principale caratteristica di V-Stream una mini-turbina auto-adattiva ideata e prodotta dalla trentina Windcity.

Un’idea semplice, quanto geniale che nasce quando un giorno, racconta Tommaso Morbiato, R&D Head, Ceo e fondatore di Windcity: “Il mio bambino mi fece notare che i pinguini sono uccelli le cui ali sono diventate pinne, oppure pensate che i pesci volanti, che incontrano i navigatori oceanici, hanno pinne che all’occorrenza si adattano a essere ali“.

E così, la pala vento/acqua vola alto e vince anche la terza edizione di Next Energy, il programma promosso da tre anni da Terna, Fondazione Cariplo e Cariplo Factory per valorizzare giovani neolaureati e sostenere lo sviluppo di progetti innovativi e startup focalizzate su tematiche attinenti allo sviluppo del sistema energetico – la prossima edizione si aprirà nell’autunno 2019.

Catia Bastioli, presidente di Terna, è visibilmente felice quando consegna al team di Windcity il voucher di 50mila euro spendibili in servizi. La sua idea di energia del futuro è così: “creativa, senza confini, territoriale e circolare“. La pala acqua e vento risponde appieno a queste sollecitazioni.

L’idea nasce certamente dal fluido più leggero il vento, il primo a cui ci siamo dedicati per vicinanza e relativa semplicità operativa” continua MorbiatoPoi per trasferimento di tecnologia siamo arrivati naturalmente all’acqua perché la stessa turbina grande circa 2×1,5 metri partendo da 2kW nel vento può produrre fino a 10 volte di più in acqua, grazie alla similitudine dinamica tra i due mondi“.

Quali sono i vostri target (anche geografici)?

Oggi il bisogno di energia rinnovabile ovunque nel mondo ci parla molto di sinergia con il fotovoltaico – il vento vicino a terra soffia anche di notte, soprattutto sulle coste, e di generazione distribuita o localizzata – con il nuovo modello di prosumer, che anche grazie a un uso intelligente dell’IT darà un ruolo attivo ai cittadini non più meri consumatori di energia, con una armonizzazione di rete che porterà equilibrio domanda/offerta.

Ma la vera missione è quella di arrivare alle comunità isolate spesso proprio le isole, dove oggi il prezzo reale dell’energia ha dei picchi non sostenibili dalle comunità: i nostri piccoli moduli eolici e idrocinetici – così si chiama la nostra turbina messa in acqua in flusso aperto – speriamo possano aiutare in questo.

Quali saranno i vostri futuri passi?

Dobbiamo portare le piccole turbine eoliche dell’installazione a terra dove siamo già arrivati fino sui tetti, con una tecnologia di connessione agli edifici che sia allo stesso tempo economica, sicura e confortevole; dobbiamo fornire un’elettronica di potenza che sia il più possibile integrata con quanto il mercato già offre, in modo che l’utente possa, per esempio, utilizzare gli inverter che già possiede per le stringhe di fotovoltaico.

Inoltre, dobbiamo definire l’ingresso in questo nuovo mercato nascente dell’idrocinetico nel modo più efficiente possibile, perché il mondo guarda oggi con grande speranza alla crescita blu portata dall’utilizzo responsabile delle grandi masse d’acqua in movimento che caratterizzano il nostro Pianeta.

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