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Planet Farms, come produrre più qualità in modo sostenibile

città: Milano - pubblicato il:
planet farms

Diventerà pienamente operativa la prossima primavera Planet Farms, la più grande vertical farm mai realizzata in Italia e in Europa.

Situata a Cavenago, in provincia di Milano, si estenderà su oltre 9.000 metri quadri e arriverà a produrre dalle 600 alle 800 tonnellate l’anno di insalate in foglia, basilico ed erbe aromatiche.

Non solo, questo stabilimento praticamente conterrà tutta la filiera: dal seme al prodotto finito confezionato. Le piante cresceranno in ambienti asettici in sovrapressione, all’interno di un habitat ottimale creato appositamente per il loro benessere.

Saranno coltivate mediante tecniche idroponiche con un consumo d’acqua ridotto, oltre il 97 percento in meno rispetto all’agricoltura convenzionale.

Inoltre, questa particolare tecnica di produzione permetterà a Planet Farms di coltivare i vari ortaggi senza mai ricorrere all’utilizzo di pesticidi o di altra chimica, quest’ultima una prerogativa importante, poiché l’intero processo è stato progettato in funzione della qualità e dei valori nutrizionali del prodotto finale senza alcun compromesso.

L’intera filiera che, dal seme alla confezione sarà interamente automatizzata e avverrà in ambienti controllati asettici, permetterà al consumatore di essere il primo a toccare con mano il prodotto finale.

L’idea di creare questa struttura, tecnologicamente molto avanzata e unica nel suo genere, è nata a Luca Travaglini che con il suo socio Daniele Benatoff ha creato Planet Farms.

Travaglini voleva arrivare a ottenere un prodotto eccellente, per sapore, consistenza e proprietà nutrizionali, e voleva che le tecniche e le tecnologie utilizzate garantissero il massimo in termini di efficienza energetica e sostenibilità.

Studi, ricerche, confronti e le sue precedenti esperienze nell’azienda di famiglia, che si occupa di impianti e tecnologie avanzate per l’industria alimentare, lo hanno portato a una selezione ponderata e accurata dei partner che lo hanno poi accompagnato nella realizzazione del progetto.

Ci sono tanti casi di vertical farms nel mondo” afferma Travaglinima mi sento di dire senza paura di essere smentito che il nostro è il più avanzato proprio perché per arrivare ad avere un prodotto speciale, di qualità e valori nutrizionali superiori alla media, abbiamo lavorato con un team di esperti, ciascuno con competenze specifiche e d’avanguardia: agronomi, biologi, chimici, ingegneri“.

L’elenco dei partner è lungo.

Le facciate dell’edificio sono state realizzate dallo Studio Dordoni Architetti, mentre il layout interno è stato curato dall’architetto Citterio dello Studio Artec.

Wood Beton Spa e Camuna Prefabbricati Srl, hanno fornito le tecnologie costruttive per realizzare l’intero involucro completamente a secco, minimizzando l’impiego dei materiali e consentendo la smontabilità della struttura, in una logica di sostenibilità ed economia circolare.

La Travaglini ha progettato e realizzato gli impianti di climatizzazione ad alta efficienza energetica e le camere bianche per il confezionamento. La Signify (ex
Philips Lighting), già partner per la realizzazione del laboratorio di ricerca della Planet Farms, operativo dal 2018, fornisce led modulari Dynamic Philips GreenPower specifici per ogni tipologia di ortaggio che utilizzano sensori in grado di adeguare l’intensità della luce in base ai parametri rilevati.

Sirti ha progettato e realizzato l’infrastruttura tecnologica dell’impianto, con particolare focus sull’impiantistica elettrica, l’IoT e il datacenter che utilizzerà soluzioni di Business Analytics e Intelligenza Artificiale per gestire lo stabilimento e la produzione in modo efficiente e ottimale.

Verrà utilizzata anche la tecnologia Blockchain per tracciare le informazioni relative a tutte le fasi del processo produttivo a beneficio di acquirenti e consumatori.

Repower si occupa di tutti gli impianti elettrici, con la sua competenza specifica in tema di innovazione e sostenibilità.

255 HEC ha sviluppato le tecnologie per il funzionamento del progetto e ha realizzato macchine speciali, con software che controllano la vertical farm usando sensoristica e tecnologie innovative. Netafim mette a disposizione le sue soluzioni nel campo dell’irrigazione di precisione.

La qualità e la forza innovativa di questo progetto stanno destando grande interesse a livello internazionale e Travaglini continua a ricevere richieste di incontri.

Sono nate tante vertical farms in tanti Paesi perché è un modello di coltivazione sostenibile che dà grande flessibilità all’agricoltura e permette di produrre cibo ovunque con un ridotto consumo di risorse, a partire dall’acqua. Ma il nostro progetto ci ha portato a mettere in luce tutti gli aspetti e le implicazioni di questa tecnica colturale e ci ha permesso di svilupparne tutte le potenzialità grazie a una visione integrata e a un lavoro multidisciplinare“.

Il progetto così ottimizzato, dalla costruzione dell’edificio a tutti gli aspetti legati alla produzione, potrebbe essere esportabile e personalizzabile in qualsiasi parte del mondo. Ne risentiremo parlare!

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