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Foreste in Italia, crescono con il supporto delle aziende

città: Milano - pubblicato il:
foreste in italia

11 milioni di ettari, ovvero il 36,4% della superficie nazionale. Sono queste le misure della superficie delle foreste in Italia, come si evince dal rapporto nazionale sullo stato delle foreste e del settore forestale nel nostro Paese, realizzato dal Crea, Ente italiano di ricerca sull’agroalimentare

Un patrimonio curato da 400mila persone coinvolte in quelli che possiamo definire veri e propri servizi ambientali quali l’assorbimento del carbonio, la difesa del suolo, il contrasto del dissesto idrogeologico, la regolazione della qualità di acqua e di aria, la conservazione della biodiversità.

Le foreste in Italia rappresentano uno straordinario patrimonio sia per la ricchezza biologica, culturale e sociale, nonché occupazionale. “Per tutti questi aspetti” ha lanciato un vero e proprio appello il Presidente dei Comuni montani italiani (Uncem), Marco Bussoneè essenziale per il sistema Paese valorizzare e conservare le foreste, attraverso una corretta gestione e una pianificazione attiva“.

Manutenzione e conservazione, che inizia sicuramente con la lotta agli incendi: negli ultimi 4 decenni, il fuoco ha interessato un territorio di oltre 107.000 ettari, con una media dal 1980 al 2009 di 116.533 ha/anno e un 2017, con una superficie percorsa dalle fiamme di oltre 160.000 ettari, con circa 8.000 eventi registrati, ma che continua anche con una collaborazione tra pubblico e privato.

Le foreste in Italia, progetti che crescono e si moltiplicano

Per nostra fortuna, si registrano però sempre più interventi a favore della nascita di nuove foreste in Italia.

Così, succede in Veneto dove sta nascendo la foresta dell’Associazione Italiana Scatolifici (Acis) creata in collaborazione con Treedom, per dare un contributo concreto alla riforestazione delle aree devastate dal maltempo dello scorso anno.

Il piano prevede una prima messa a dimora di 100 piante scelte tra le specie autoctone come faggi, aceri, abeti rossi, abeti bianchi, larici, frassini maggiori, betulle, sorbi degli uccellatori. Una prima culla in vivaio e poi piantati nel corso del prossimo autunno, in accordo con i tempi della natura.

Ossigeno per tutti: “La stima” riflette sollecitato a proposito Riccardo Cavicchioli, presidente di Acis “è su un periodo di 10 anni, che è l’unità di misura definita da Treedom (gli alberi, infatti, non cominciano subito a stoccare C02 ma iniziano dopo qualche anno, con differenze di specie in specie). La nostra foresta al momento ha un potenziale di assorbimento di CO2 pari a circa 2.000 kg nell’arco dei prossimi dieci anni, anche se pensiamo almeno di raddoppiare questo livello grazie all’aggiunta di alberi da parte dei nostri associati“.

In Piemonte, invece, c’è un progetto di riforestazione dell’area Basse di Stura, nella zona nord di Torino che prende il nome di Urban Forestry. Questo prevede la piantumazione di 1.000 alberi di 32 specie autoctone caratteristiche dei boschi e delle fasce riparie della pianura piemontese.

Si andrà a intervenire così su un’area di ben 4 ettari, nella quale sono state piantate querce, pioppi, salici, olmi, frassini, tigli, aceri, rosacee e altri arbusti. Basse di Stura, nell’intento del progetto, dovrebbe diventare un’area con una riduzione di circa 10 tonnellate di anidride carbonica l’anno.

In questo progetto è appena entrato il supporto di Fpt Industrial, brand del gruppo CNh Industrial.

Gli obiettivi di Urban Forestry (cui partecipa anche il Comune di Torino, la Regione Piemonte e Ipla – Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente) puntano alla protezione del suolo, ma anche al miglioramento del microclima, la qualità dell’aria e la vivibilità del contesto urbano. Non è tutto: sostenibilità significa creare uno spazio ludico e ricreativo dedicato ai cittadini, come strategia complessiva di riqualificazione urbana.

A Milano invece, in un arco temporale di 3 anni Mellin, lancia progetto Più alberi per i nostri bimbi supportato da AzzeroCo2 prevede la piantumazione di un’area di 1.400 mq a sud di Milano, di fronte all’Ospedale San Paolo. Qui si prevede l’intervento di rigenerazione ambientale con la posa di 100 alberi nell’area compresa tra le vie Voltri, De Nicola e Di Rudinì.

Ma è questo solo il primo tassello: il parco Mellin fa parte del progetto Mosaico Verde che si esplicherà con la piantumazione di un albero ogni 50 nuovi nati in Italia per raggiungere 9.000 alberi ogni anno per i prossimi anni.

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