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Nuove facciate per il Teatro Donizetti di Bergamo, le frontiere dell’edilizia sostenibile

città: Bergamo - pubblicato il:
teatro donizetti bergamo

Lavori in corso a cura della Magnetti Building per il restyling del famoso Teatro Donizetti. Il sistema è stato studiato con il Politecnico di Milano in una logica di riqualificazione sostenibile

Eleganti, leggere, a elevate prestazioni, realizzate con materiali innovativi. Sono queste le caratteristiche delle nuove facciate che il Teatro Donizetti offrirà alla città di Bergamo. Il nuovo look è a cura della Magnetti Building che ha disegnato e progettato i materiali in collaborazione con il Politecnico di Milano.

La fine dei lavori è prevista per l’inizio del 2020, ma, a cantiere ancora aperto, il 16 novembre, in occasione della prima mondiale di L’ange de Nisida del maestro Donizetti, ci sarà anche una speciale anteprima del nuovo volto del teatro con le sue facciate realizzate con pannelli in fibra di vetro.

Quello della ricerca e sviluppo è un pallino della Magnetti Building che investe ogni anno ogni anno un milione di euro e che collabora con numerosi atenei come le Università di Bergamo e Brescia e il Politecnico di Milano, in particolare con il Dipartimento Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito e con il Dipartimento Ingegneria Civile e Ambientale con cui ha un rapporto consolidato da tempo.

L’azienda ha partecipato al progetto Sus-Com, per la ricerca di materiali più ecosostenibili, e al progetto Ease, per l’individuazione di nuove tecniche per l‘efficienza energetica, entrambi nell’ambito del programma quadro Fp7-Eu.

Ora è impegnata nel progetto Innowee dedicato all’efficienza energetica, che rientra nel programma europeo Horizon 2020.

Ricerca e sostenibilità per Magnetti sono sempre stati due volti di uno stesso percorso. Dal rifornimento di materiali a km0 alla scelta di utilizzare tecnologie green, dalla creazione di materiali meno inquinanti dal punto di vista ambientale, atmosferico e acustico al recupero e riutilizzo degli scarti dei processi produttivi.

magnetti building - teatro donizetti di bergamo

Alla Magnetti Building non si butta via niente e tutto torna ad avere una nuova vita. Quella di Carvico (Bg) è una fabbrica a ciclo chiuso per tutti i suoi 160mila metri quadri di estensione. Anche il vapore ad alta umidità che viene impiegato per essiccare il fango viene raccolto e quell’acqua viene riutilizzata.

Una Betonwash posta al centro dell’impianto recupera il calcestruzzo e le acque di lavaggio, cinque vasche di decantazione assicurano la qualità del materiale e ne filtrano gli scarti per riutilizzarne le materie prime.

Un impianto fotovoltaico assicura un terzo dell’energia necessaria alle lavorazioni. Il personale specializzato controlla e supervisiona con meticolosità chirurgica ogni fase.

In questo modo, secondo i dati rilasciati dall’azienda, si hanno hanno 250 camion in meno sulla rete stradale, coinvolti nell’eliminazione dei materiali di scarto, si recuperano 1.300 metri cubi di inerti e 1.000 tonnellate di ecofiller e si arriva ad avere una riduzione globale di 15 tonnellate di CO2.

Quando si vedono uscire dalla sede i lunghi mezzi di trasporto speciale con le parti dei prefabbricati perfette, lucide, realizzate al centimetro su misura per il cliente, e quando i tecnici spiegano l’innovatività dei materiali impiegati per la riqualificazione della zona portuale di Renens, a Losanna, anche chi non è del mestiere capisce le ragioni per cui la Magnetti Building è diventata un punto di riferimento per il mondo dell’edilizia.

Insomma, dalle prime produzioni di vasellame, tegole, laterizi, di acqua ne è passata sotto i ponti della Magnetti Building, anche se l’azienda custodisce religiosamente una tegola ritrovata nel 1830 a Milano che riporta due scritte, Magnetti e Pontida, la prima fornace di famiglia.

Nata come una realtà artigianale ai fini del 1700, oggi l’impresa rimane un’azienda familiare – è arrivata all’ottava generazione con Umberto, che la guida come amministratore delegato – ma conta 200 dipendenti e un indotto di altre cento persone e ha chiuso il 2018 con un fatturato di 51.445 milioni di euro (+13 percento rispetto al 2017), Ebdta di 3.483 milioni di euro (+71,5 percento) e un Ebit di 2.754 milioni di euro (+ 77,8 percento) al netto di oneri e proventi non ricorrenti. Dal 2016 il fatturato è cresciuto del 30 percento.

Oltre agli edifici prefabbricati, creati su misura per le specifiche esigenze dei clienti e realizzati con materiali dalle qualità e dalle prestazioni certificate, la Magnetti Building offre nuovi prodotti e soluzioni d’avanguardia che consentono di riqualificare edifici esistenti.

Un’area di business in forte espansione, che vede gli esperti della Magnetti al fianco di architetti, direttori artistici e ingegneri per ridare vita a costruzioni e aree urbane, rendendole efficienti e sostenibili pur rispettandone le specifiche identità. E il Teatro Donizetti ne sarà la prova!

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