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Ai Colloqui di Dobbiaco 2019 va in scena il sapere degli alberi

città: Bolzano - pubblicato il:
colloqui di dobbiaco 2019

Dal 27 al 29 settembre anche quest’anno a Dobbiaco si torna a colloquiare sulla sostenibilità. Sono state appena aperte, infatti, le iscrizioni all’edizione 2019 dello storico laboratorio di idee conosciuto come i Colloqui di Dobbiaco.

Il tema di quest’anno sono gli alberi, intesi come soggetti sapienti, proprio in vista dell’anno 2020 dedicato alle piante.

Si entrerà, così, nel mistero degli alberi e del loro Incanto e tormento (questo il titolo dell’edizione 2019) per analizzare il rapporto che lega da sempre l’uomo alle foreste. Anche quelle da preservare in un’area come le Alpi.

Alberi come esseri viventi, quindi, che comunicano e sentono, e con cui l’uomo condivide la natura e si relaziona. Alberi che comunicano e si relazionano tra di loro e che sono i protagonisti di una ragnatela interattiva, un sistema di comunicazione senza centrale che somiglia a internet, il wood wide web, l’internet della natura.

Una consapevolezza, sulla natura della relazione tra gli alberi, a cui deve corrispondere anche un cambio di prospettiva dell’uomo nei confronti della natura e dei boschi, al centro dell’intervento del biologo e filosofo Andreas Weber.

Sul modello dei giovani attivisti di Fridays for Future, ai Colloqui di Dobbiaco interverranno i giovani di Plant for the Planet, l’associazione di under 21 che in tutto il mondo – e da 3 anni anche in Italia – si sta adoperando per piantare nuovi alberi (l’obiettivo è raggiungere mille miliardi di unità), guidati dallo slogan Basta parlare, iniziamo a fare.

Si parlerà poi di biodiversità e di verde intelligente, con Daniele Zovi, scrittore e divulgatore, esperto di foreste e di animali selvatici.

La biodiversità – questo il tema di Ulrike Tappeiner, direttore dell’Istituto per l’ambiente alpino al Centro di ricerca Eurac – è una questione di rispetto per la natura, di sostenibilità ambientale ma anche economica per il futuro dei vigneti, dei frutteti e pascoli nello spazio alpino.

Ma cambiare prospettiva e salvaguardare la biodiversità vuol anche dire rivoluzionare il modo di gestire i boschi. Partendo dall’esempio di Lutz Fähser, che con il suo avanguardistico progetto Stadtwald Lübeck ha plasmato a Lubecca, in Germania, una foresta comunale di 4.600 ettari, gestita secondo il principio della protezione integrata dei processi, che ha portato a raddoppiare il valore economico di questi alberi nel giro di 25 anni.

In Alta Pusteria Fähser presenterà il suo progetto, considerato tra le principali best practice internazionali nella gestione del rapporto, a volte complicato, tra tutela della natura e la sua gestione da parte dell’uomo.

Saranno, inoltre, presentati alcuni approcci alla pedagogia forestale: osservazione, fotografia, percezione sensoriale e meditazione.

Molte le domande cui si tenterà di dare risposta durante i Colloqui di Dobbiaco 2019 tra le quali “cosa fanno la scienza e l’amministrazione forestale per proteggere la gloria delle foreste dal tormento dei cambiamenti climatici?” e anche “come gestire in modo sostenibile l’ambiente montano?“.

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