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Biodiversità microbica al posto dei fertilizzanti

città: Milano - pubblicato il:
progetto excalibur - horizon 2020

È l’Italia a guidare il progetto di ricerca europeo Excalibur che studierà le potenzialità dei microrganismi per la salute del suolo e lo sviluppo di un’agricoltura più sana

È partito il 19 giugno, con un kick off di tre giorni che si è tenuto nel centro Agricoltura e Ambiente di Firenze, il grande progetto Excalibur (Exploiting the multifunctional potential of belowground biodiversity in horticultural farming).

Finanziato con circa 7 milioni di euro nell’ambito del programma europeo Horizon 2020, il progetto è coordinato dal Crea, Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria, ma coinvolge altri 15 partner di diversi Paesi europei. Cinque gli anni a disposizione per studiare le potenzialità dei microrganismi del suolo per la biodiversità e per la produttività degli agricoltori.

La biodiversità microbica del suolo svolge, infatti, un ruolo importante per la sostenibilità dell’ambiente, ma è anche un fattore chiave per le produzioni agricole perché ne aumenta le rese e ne riduce i costi: fino a circa 240€/Ha per la coltivazione di melo, 120€/Ha per il pomodoro e 100€/Ha per la fragola.

I ricercatori studieranno con un approccio integrato le interazioni tra piante, suolo e microrganismi, sperimenteranno nuove tecniche molecolari, come il sequenziamento di specifici gruppi di microrganismi, e creeranno strumenti, indicatori e sistemi di valutazione e modellizzazione per sviluppare nuovi bio-prodotti e pratiche agricole in grado di valorizzare la biodiversità nativa del suolo e di ridurre l’utilizzo di input chimici.

La scelta delle colture – fragole, pomodoro e melo –” afferma Loredana Canfora ricercatrice Crea Agricoltura e Ambiente “è dovuta alla loro importanza dal punto di vista agronomico, sociale ed economico ed è dettata proprio dalle condizioni di stress che stanno condizionando queste coltivazioni“.

Il progetto partirà dall’analisi di collezioni di microrganismi disponibili già presso alcuni nostri partner, li selezioneremo con tecnologie e strumenti avanzati e successivamente andremo a testarli in campi sperimentali per verificare i benefici che la loro applicazione apporta al suolo. Con questo approccio ci aspettiamo di ridurre l’impiego di sostanze chimiche di una percentuale che varia dal 10 al 30% a seconda della coltura, della qualità del suolo e delle condizioni pedoclimatiche“.

Sulla base dell’analisi del comportamento e della reazione delle popolazioni microbiche spontanee nei confronti dei nuovi microrganismi introdotti, i ricercatori del Crea potranno valutare l’efficacia dell’utilizzo di questi nuovi bio-prodotti in condizioni reali e fornire agli agricoltori opportune indicazioni sulle pratiche agronomiche più adatte per valorizzare la biodiversità dei loro suoli.

Le diverse fasi e i progressi del progetto Excalibur saranno condivise ovviamente con tutto il team, con gli stakeholder e con gli agricoltori. I risultati daranno indicazioni preziose anche alle istituzioni per il controllo e l’eventuale aggiornamento delle norme in materia di fertilizzanti organici.

I partner del progetto Excalibur sono: Research Institute of Horticulture – INHORT (PL), CRPV (IT), Natural History Museum – NHM (UK), NIAB East Malling Research – NIAB EMR (UK), Agricultural Institute of Slovenia – KIS (SI), Università degli Studi di Torino – UNITO (IT), Netherlands Institute of Ecology – NIOO-KNAW (NL), University of Copenhagen – UCPH (DK), Technische Universitaet Graz – TUGRAZ (AT), InoculumPlus – IN+ (FR), Universidad de Granada – UDG (ES), Intermag sp z.o.o. – INTERMAG (PL), NSF Euro Consultants – NSF (BE), Kompetenzzentrum Obstbau Bodensee – KOB (DE), Fördergemeinschaft Ökologischer Obstbau e.V. – FOEKO (DE).

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