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Alberi: fidati guerrieri contro l’inquinamento

città: Bologna - pubblicato il:
alberi contro l'inquinamento

A colloquio con Rita Baraldi ricercatrice del Cnr – Ibimet per capire l’importanza del verde in città. Con note a margine sull’importanza della manutenzione e della ricerca del posto adatto

Si sa, tutte le piante posso contribuire durante il loro ciclo biologico a mitigare l’aumento dell’anidride carbonica nell’aria e l’inquinamento atmosferico. Ma alcune lo fanno meglio di altre. Sempre che crescano sane e piene di vita perché a dimora nel posto giusto.

Il processo è sempre quello della fotosintesi clorofilliana: durante il giorno le foglie assorbono anidride carbonica dall’aria, contenendo quindi il costante aumento di questo gas serra ed emettono ossigeno, necessario per la vita terrestre.

Con un meccanismo simile, assorbono anche i gas inquinanti come ozono (O3), monossido di carbonio (CO), biossido d’azoto (NO2) e anidride solforosa (SO2), smog fotochimico che è oggi presente nella maggior parte delle città e agglomerati urbani di dimensioni rilevanti ma, poiché viaggia con il vento, può interessare anche zone scarsamente popolate.

Sono questi dei veri e propri servizi ecosistemici importantissimi per il benessere dell’ambiente e delle persone” spiega Rita Baraldi ricercatrice del Cnr – Ibimet cui abbiamo rivolto qualche domanda per inquadrare meglio le opportunità di introdurre al nostro fianco negli ambienti cittadini sempre più verde.

Polveri sottili in primis, come vengono assorbite?

Sulla superficie fogliare sono presenti delle strutture quali i peli e le cere che riescono a intercettare e trattenere le polveri sottili, così dannose per la salute umana, riducendone quindi la lor concentrazione nell’aria.

La presenza delle piante in città e l’aumento delle superfici verdi rappresentano una strategia economica ed ecosostenibile per mitigare l’inquinamento atmosferico e rendere le città più resilienti ai cambiamenti climatici.

Efficienza energetica e salute: in soldoni come è possibile evidenziare le ricadute positive del verde su questi due aspetti?

La presenza della vegetazione nelle città, e quindi anche quella sui tetti, può migliorare nettamente le condizioni microclimatiche, grazie a una sensibile diminuzione delle temperature che avviene principalmente attraverso la riduzione della radiazione solare incidente su edifici ombreggiati dalla vegetazione, e grazie ai processi di evapotraspirazione.

Durante questo processo fisiologico, la pianta disperde acqua dalle foglie nell’atmosfera sotto forma di vapore attraverso l’assorbimento di energia termica.

La quantità di calore latente dissipato per evapotraspirazione, che comporta la riduzione del calore sensibile, e quindi percepibile dall’uomo, è chiaramente minima in presenza di singole piante mentre può diventare consistente in caso di zone verdi ampie, contribuendo quindi a mitigare significativamente condizioni di surriscaldamento che si riscontrano tipicamente in città durante l’estate.

Ma si possono anche calcolare dei risparmi in termini di denaro sia pubblico che privato?

La vegetazione contribuendo al raffrescamento passivo degli edifici, consente un consumo più moderato di energia elettrica con una conseguente riduzione dei costi, e una conseguente riduzione delle emissioni di inquinanti in atmosfera.

Si possono raggiungere inoltre ulteriori benefici economici legati a una diminuzione dei costi sanitari derivanti da riduzioni di patologie respiratorie e cardio-vascolari prodotti in particolare dalle polveri sottili.

Recenti studi effettuati considerando tutti i benefit degli alberi stimano un beneficio economico medio annuo per pianta di circa 100 euro.

Però, anche le piante vanno curate: cosa deve fare una pubblica amministrazione per avere un verde sano e resistente e resiliente ai cambiamenti climatici?

La capacità delle piante di agire come veri e proprio filtri biologici è specifica e strettamente correlata allo stato di salute della pianta stessa.

Nelle nostre città spesso le piante crescono in spazi ridotti, lo sviluppo del loro apparato radicale è limitato dall’impermeabilizzazione del terreno mentre quello della parte area, viene spesso drammaticamente contenuto e deturpato da interventi di potatura a dir poco scellerati.

È quindi indispensabile una accurata manutenzione sia delle infrastrutture verdi già esistenti sia di quelle di nuova piantagione, perché le piante riescono a fornire i migliori servizi ecosistemici solo se vengono rispettate nella loro crescita e nel loro sviluppo.

È sempre comunque più indispensabile effettuare una progettazione oculata delle aree verdi in città che devono essere considerate come scelte strategiche per la mitigazione ambientale.

Esistono strumenti per guidare una progettazione attenta ai servizi ecosistemici: come si sviluppa e quali possibilità apre un progetto come Gaia?

Una oculata scelta delle specie vegetali accompagnata da una altrettanto oculata progettazione delle aree destinate al verde, è indispensabile per poter sfruttare tutti i servizi ecosistemici che le piante ci possono fornire.

In generale, gli alberi sono più efficienti nell’assorbimento della CO2, di inquinanti gassosi e nell’intercettazione di particolato rispetto agli arbusti in virtù della maggiore superficie fogliare e del maggior rimescolamento dell’aria che passa attraverso la chioma.

Le caducifoglie sono efficaci per la mitigazione dell’ozono troposferico in quanto questo gas, estremamente dannoso per la salute umana, si produce per via fotochimica durante l’estate quando le piante sono in piena attività vegetativa.

In inverno invece sono le piante sempreverdi, come le conifere, ad agire come filtro per le polveri sottili.

Non è da sottovalutare nemmeno l’efficacia degli arbusti e delle siepi in quanto creano barriere biologiche colmando le zone di discontinuità fogliare rappresentate dai fusti degli alberi proteggendo così pedoni e ciclisti dall’esposizione diretta alle sorgenti di emissioni di inquinanti dovuto al traffico autoveicolare.

Qualche esempio?

L’alloro, la photinia e il viburno sono specie da considerare nella pianificazione del verde urbano sia come siepi singole che in associazione con alberi caducifoglie ad alto fusto come cerri, tigli, frassini e olmi, e sempreverdi come pini, abeti e anche le magnolie.

Il costo per le infrastrutture verdi per un’amministrazione incide sensibilmente sul bilancio pubblico, in particolare per le manutenzioni necessarie a mantenere in buone condizioni le piante.

Con il progetto Life Gaia è stato messo a punto insieme al Comune di Bologna forme di partnership tra pubblico e privato che possono aiutare in questo senso in quanto prevedono appunto un contributo economico di imprese private per la messa a dimora di piante, e la successiva manutenzione, come compensazione delle emissioni prodotte delle loro attività produttive.

Questa forma di collaborazione può essere estesa anche ad altri soggetti privati e anche al singolo cittadino.

Il cittadino poi che possiede giardini, terrazzi, balconi, può comunque contribuire al benessere dell’ambiente e dell’uomo migliorando e sistemando il proprio verde privato, incentivato anche dalla defiscalizzazione prevista dal Bonus verde.

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