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Il file rouge tra innovazione e sostenibilità che lega la Lombardia

città: Milano - pubblicato il:
innovazione e sostenibilità - innovazione green

Noi di Green Planner, attenti al tema della sostenibilità, ci siamo chiesti se sia possibile individuare una connessione più stretta tra innovazione e sostenibilità…

Fare della ricerca e dell’innovazione il volano di un nuovo modello di sviluppo sostenibile.

L’innovazione non è solo una leva ma anche il motore di uno sviluppo che va nella direzione della sostenibilità sociale ed economica e per le tante sue ricadute anche ambientale, è questa una delle motivazioni che hanno mosso l’ampio network di confronti che ha animato l’evento sugli Stati Generali della Ricerca e dell’Innovazione in Regione Lombardia.

Presentati i punti di forza del territorio lombardo ma anche le best practice che arrivano da altri Paesi europei e gli sviluppi futuri con il contributo fondamentale della nuova programmazione europea del prossimo settennato, 2021-2027.

Ma scopriamo insieme quali sono le variabili chiave che permettono alle imprese, alle università e ai ricercatori di fare ricerca e di innovare con uno sguardo sempre attento alla sostenibilità e che permette loro non solo di sopravvivere ma anche di avere una performance soddisfacente.

Stare al passo con il cambiamento

Nel contesto attuale, ormai quasi saturo di imprese e di prodotti in molti settori, ma anche in continua mutazione, è necessario essere un passo avanti, anticipare, avere intuizioni, vedere al di là dei bisogni manifestati dai consumatori.

È necessaria l’innovazione quindi. Il contesto attuale è composto, però, anche da un ambiente, contenitore di aziende e persone, e risorse ambientali ed economiche in continua mutazione per via dell’aumento della popolazione, delle disparità socio-economiche e del crescente sfruttamento di risorse naturali.

E se i cambiamenti nel contesto economico competitivo rischiano di far realizzare risultati non positivi alle imprese che non si adattano, i cambiamenti nel contesto ambientale rischiano di tagliare fuori le imprese e di veder emergere danni irreparabili per tutti. Per evitare questo è necessaria la sostenibilità, da applicare a diversi livelli.

Da un lato è imposta per via delle regolamentazioni europee dall’altro, se condivisa, permette di ottenere miglioramenti che portano a risultati più che positivi. È ormai riconosciuta come una variabile chiave.

L’innovazione dall’altro lato, è un processo di cambiamento che deriva dall’introduzione di una o più novità le quali aumentano il patrimonio di conoscenza.

A noi di Green Planner, attenti al tema della sostenibilità, sorge quindi la domanda: è possibile individuare una connessione più stretta tra innovazione e sostenibilità? Partiamo dalla sostenibilità, perché è la sua inclusione che ha portato a dei cambiamenti.

Le imprese e la pubblica amministrazione hanno cominciato a vedersi come facenti parti di un contesto che va oltre i confini locali e nazionali, inoltre è richiesto loro di rispettare alcuni standard socio-ambientali che, con il tempo, mutano e si amplificano.

Per questo sarà sempre più richiesto di adattarsi maggiormente all’ambiente circostante e di sperimentare nuove vie al suo interno, da qui l’importanza della capacità di innovare nella sostenibilità.

La sfida, infatti, non è più soltanto il miglioramento del potenziale economico, ma soprattutto la messa in atto di cambiamenti sociali, che anche le attività innovative delle imprese e delle istituzioni pubbliche inducono e il monitoraggio delle conseguenze che queste modifiche hanno sul contesto socio-ambientale.

Innovazione e sostenibilità: i punti di contatto

Innovazione e innovazione sostenibile hanno molti punti di contatto: entrambe portano da evoluzioni tecnologiche e fanno riferimento a evoluzioni di processo, metodologie e business model.

Tuttavia per innovare in modo sostenibile è necessario disporre di una visione più integrata e di un rapporto più stretto con gli stakeholder.

L’Europa è il continente con un approccio più avanzato e una miglior prestazione sul tema della sostenibilità e con particolare riferimento al tema ambientale, l’innovazione è indicata come la chiave per una crescita sostenibile.

L’Europa facilita le attività legate ai due temi, vuoi per la presenza di istituzioni che puntano verso questa direzione, vuoi per una maggiore attenzione generale al tema della sostenibilità, a un buon livello e una buona disponibilità di tecnologie e sistemi di tecnologie dell’informazione e della comunicazione, vuoi per il coinvolgimento di imprese e comunità stesse in attività di ricerca, anche attraverso partnership e collaborazioni tra pubblico e privato, tra università e imprese che portano alla diffusione di un contesto creativo attento al tema dell’innovazione-sostenibile.

La sostenibilità si può quantificare in numeri, le si può dare un valore economico? Noi di Green Planner abbiamo cercato di comprendere meglio e più concretamente, che cosa sta facendo l’Europa per favorire la transizione verso una finanza e un’economia sostenibili.

La Commissione Europea ha adottato nel 2018 un ambizioso piano d’azione sulla finanza sostenibile creando le premesse per sfruttare a pieno il potenziale del sistema finanziario e di porlo al servizio delle esigenze specifiche dell’economia europea.

Le misure individuate mirano a rendere la finanza più sensibile nei confronti della sostenibilità attraverso iniziative volte a gestire i rischi finanziari derivati dai fattori ambientali e sociali e a promuovere la trasparenza e la visione di lungo termine nelle attività economico-finanziarie, per esempio attraverso i fondi del programma europeo di ricerca e innovazione Horizon 2020 e proseguirà su questa linea anche con il suo successore, Horizon Europe che destinerà il 35% dei finanziamenti alle tecnologie rispettose del clima: ossia 35 miliardi di euro sui 100 totali assegnati a Horizon Europe per il periodo 2021-2027.

Horizon Europe è quindi pronto a prendere il posto Horizon 2020 e raccoglierà il testimone del suo predecessore cercando tuttavia di alzare l’asticella, cercando di plasmare il futuro per un’economia forte, sostenibile e competitiva a beneficio di tutta l’Europa.

Uno dei principali cambiamenti nel nuovo programma finanziario è che supporterà un approccio mission-based, ossia incentrato su obiettivi specifici e chiaramente definiti, come per esempio la decarbonizzazione urbana e la rimozione della plastica dagli oceani.

Inoltre, salute, società inclusiva e sicura, industria digitale, clima, energia e mobilità, cibo e risorse naturali saranno i temi su cui andranno sviluppati i progetti che dovranno essere la chiave di accesso alla scienza e all’innovazione internazionali e qualitativamente e quantitativamente sostenibili.

Regione Lombardia ha investito nelle imprese lombarde favorendone l’innovazione e la competitività con il bando HUB Ricerca e Innovazione che con i suoi 70 milioni di euro ha finanziato progetti strategici di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale orientati alla sostenibilità.

Un tema che ci sta a cuore è anche quello del food e della sostenibilità del food e a riguardo, un esempio di innovazione sostenibile sulla tracciabilità è stato presentato da Michela Puddu, di Haelixa, spin-off del Politecnico di Zurigo con un progetto che offre soluzioni di tracciabilità basate sul DNA nell’ambito di prodotti ecosostenibili.

Altro tema caldo è la digitalizzazione e quanto possa questa essere sostenibile. Quindi, ci domandiamo, quanto e come le piattaforme digitali/social sono diventate strumenti di comunicazione che le aziende e la pubblica amministrazione utilizzano per implementare e diffondere la cultura in modo sostenibile?

Quando la sostenibilità entra nel cuore dell’impresa e della pubblica amministrazione, diventandone il motore, cambia anche il modo di comunicare. Diventano prioritari valori quali trasparenza, innovazione e coerenza.

Alcune organizzazioni hanno modificato la propria strategia di comunicazione trovando nuove modalità per consolidare la relazione con i portatori d’interesse e con i cittadini, ne è un esempio un interessante progetto di Taavi Kotka, imprenditore e ingegnere, primo Chief Information Officer del governo estone e pioniere della trasformazione digitale dell’Estonia grazie a piattaforme che facilitano il dialogo e il confronto tra istituzioni e cittadini.

Vale sicuramente la pena di ricordare che la vera sostenibilità è gestire in modo responsabile l’impresa, l’istituzione pubblica e la relazione con le persone. Creare valore condiviso diventa quindi un obiettivo da raggiungere grazie a un insieme di politiche e pratiche che accrescono anche la competitività dell’organizzazione.

Uno dei temi più preoccupanti, che mina la possibilità delle persone di contribuire con una propria idea al miglioramento del pianeta, è quello del digital divide, che potrebbe trovare, almeno in parte, una soluzione nella diffusione del 5G.

La connessione tra le persone è fondamentale per consentire a un numero sempre crescente di persone di poter condividere la propria idea di sostenibilità. Quando si parla di temi ambientali, si parla di dati che, se analizzati, potrebbero aiutare la comprensione di alcuni fenomeni a livello globale.

Dati troppo spesso poco conosciuti e diffusi. Quale la soluzione? L’idea che l’apertura dei dati, la loro pubblicazione da parte dei soggetti che ne detengono la proprietà e che sono in grado di certificarli, contribuirebbe a consentire l’accesso alle informazioni da parte di tutti, a livello globale, e quindi la crescita di una coscienza collettiva sui temi della sostenibilità.

Si dovrà imparare a pensare in termini di pianeta e per fare questo, necessariamente si dovrà passare dall’abbattimento delle barriere e dall’accesso alle risorse da parte di tutti per diventare cittadini del pianeta. Riflettendo e volendo tirare le somme, è dall’apertura e non dal conservatorismo miope che passano innovazione e sostenibilità.

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