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È allarme black out elettrici: qualche trucco per sopravvivere

città: Milano - pubblicato il: - ultima modifica: 4 Luglio 2019
black out elettrici

Parola d’ordine contro i black out elettrici: non sprecare energia. Il consiglio vale anche per i negozianti. Evitare anche di prendere ascensori là dove è possibile. In fondo è questione di resilienza

Resilienza e black out elettrici: nei prossimi giorni non sarà solo un esercizio di stile allenarsi a fare a meno della corrente elettrica (laddove si può) e soprattutto non sprecarla.

Nelle grandi città sta già succedendo che il caldo torrido induca ad accendere intensamente i condizionatori e faccia crescere esponenzialmente i consumi di energia. E ogni giorno arrivano notizie di caduta della rete elettrica. Che poi viene ripristinata in fretta, ma qualche disagio rimane.

Il più pericoloso è legato al blocco degli ascensori. Consigliamo di limitare l’uso e di prendere (anche se fa caldo) le scale. Anche i treni hanno subito blocchi e disservizi.

Molti cittadini riportano ritardi nelle partenze, ma sono soprattutto le fermate in piena campagna e senza aria condizionata (oltre all’impossibilità di aprire i finestrini) a mandare in tilt il sistema nervoso dei passeggeri.

Di notte, capita sempre più spesso di passare per strade al buio.

E poi ci sono gli esercenti: Lino Stoppani, presidente Epam (pubblici esercizi Confcommercio Milano) sollecita nuovi investimenti per adeguare una rete vecchia.

La richiesta arriva subito dopo i black out elettrici avvenuti l’altro giorno in Galleria Vittorio Emanuele II dove l’erogazione dell’energia elettrica per i pubblici esercizi è mancata improvvisamente.

Nessuna forma di backup: serrande che non si alzavano, porte di accesso o uscita bloccate, aria condizionata assente. Malumori e malesseri anche tra i turisti.

Occorre” ha dichiarato Stoppanicompiere una seria riflessione che investe amministrazione comunale e A2A. In una città come Milano, giustamente orgogliosa del turismo in crescita, del maggior ruolo internazionale e del risultato ottenuto con l’assegnazione delle Olimpiadi invernali, non è pensabile che le sottostazioni di servizio dell’elettricità in centro rispondano a logiche e consumi di 30-40 anni fa. Consumi, dovuti anche al gran caldo di questi giorni, che certo sono in forte aumento. Ma le ondate di calore, ormai, non sono più una novità. Si facciano allora adeguati investimenti per dotare Milano, e nel centro la situazione appare critica, di una rete distributiva di energia più efficiente e in grado di rispondere alle nuove esigenze“.

Intanto, però non sarebbe male invitare gli esercenti ad applicare misure di efficienza energetica. A partire dalla non dispersione di raffrescamento (o calore nei mesi invernali): le porte dei negozi si consiglia di tenerle chiuse. I clienti apprezzeranno questo gesto ed entreranno con più consapevolezza in un negozio che non spreca.

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