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Le trasformazioni climatiche portano enormi danni alle risorse idriche

città: Roma - pubblicato il:
trasformazioni climatiche

Le risorse idriche in Italia non versano in un buono stato di salute ma purtroppo le trasformazioni climatiche, dovute a un’intensificazione anomale di processi atmosferici, ne ha aggravato lo stato.

Si passa dal ricevere troppa acqua durante il periodo autunnale e invernale all’invece estrema siccità nella stagione primaverile ed estiva; le conseguenze negative di questi sconcertanti trasformazioni climatiche – visto che ci troviamo in una zona temperata del globo terrestre – sono sotto gli occhi di tutti e impattano agricoltura, economia ma anche il territorio.

I numeri resi noti in occasione dell’Assemblea Nazionale dei Consorzi di bonifica sono evidenti: secondo recenti stime per riparare i danni causati dalle alluvioni, si spendono in media 2,5 miliardi di euro all’anno mentre, solo nel 2017, la siccità ha causato danni diretti e indiretti per circa 5 miliardi di euro.

È quindi necessario – come si dice sempre a conclusione di questi eventi in cui si elencano i dati statistici – “agire al fine di contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici, attivandosi preventivamente contro le alluvioni, ma anche per conservare, tutelare l’acqua e la sua qualità, in quanto risorsa fondamentale per il nostro Paese.

È infatti indispensabile disporre di un territorio, dove la popolazione possa vivere, lavorare, esercitare le proprie attività in sicurezza, tutelando contestualmente le bellezze artistiche, paesaggistiche e ambientali, che lo caratterizzano.

Per poter garantire la sicurezza idraulica e quella alimentare si deve lavorare con maggiore intensità per individuare le più importanti e urgenti azioni di pianificazione, programmazione, prevenzione e gestione“.

Questa la presa di posizione di ANBI secondo la quale, inoltre, è necessario implementare le strategie individuate per la gestione delle emergenze che, in relazione alle trasformazioni climatiche in atto, con grande probabilità si verificheranno con maggiore frequenza nel futuro.

Tra queste, ovviamente, la manutenzione straordinaria, l’ammodernamento e la razionalizzazione delle reti consortili per lo scolo delle acque; temi che è ormai impossibile rinviare, anche a fronte del ridimensionamento del territorio rurale, in conseguenza della disordinata urbanizzazione nelle aree di pianura e della quasi scomparsa delle guardie ecologiche volontarie – leggi imprese agricole – nelle aree interne e di montagna.

Parallelamente occorre ammodernare gli impianti pubblici di irrigazione collettiva per adeguarli alle esigenze della moderna agricoltura di precisione.

Trasformazioni climatiche: una sfida che tocca il mondo del lavoro

La terribile sfida portata dai cambiamenti climatici porta con sé però anche opportunità per il mondo del lavoro…

Secondo ANBI, infatti, un piano nazionale di adattamento dei territori alle trasformazioni climatiche consentirebbe oltre 50mila nuovi posti di lavoro, contribuendo a colmare il divario tra Nord e Sud del Paese.

Per il Presidente di ANBI, Francesco Vincenzi, “Occorre agire al fine di contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici, attivandosi preventivamente contro le alluvioni, ma anche per conservare, tutelare l’acqua e la sua qualità, in quanto risorsa fondamentale per il nostro Paese“.

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