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Con il progetto Cradle-to-Cradle Composites materiali riciclabili per auto

città: Roma - pubblicato il:
Cradle-to-Cradle Composites

Un progetto di ricerca per sviluppare nuovi materiali riciclabili per il settore automotive: è quanto si propone di fare Cradle-to-Cradle Composites

Sul piatto ci sono oltre 1,3 milioni di euro di finanziamento da parte del consorzio europeo per le materie prime EIT Raw Materials: a coordinare il progetto ENEA insieme al Centro Ricerche FIAT (CRF).

Oltre a ENEA e CRF, al progetto Cradle-to-Cradle Composites parteciperanno anche il consorzio spagnolo di ricerca e sviluppo materiali per i trasporti GAIKER, AM Composites, l’Università di Bordeaux e le aziende GS4C e R*Concept.

Obiettivo del progetto di ricerca Cradle-to-Cradle Composites è quello di sviluppare innovativi materiali compositi in fibra di basalto e resina per il settore automobilistico, che siano riciclabili, leggeri e a basso costo.

In particolare ENEA si occuperà di mettere alla prova le proprietà meccaniche dei nuovi materiali e di verificare le loro prestazioni anche in presenza di un invecchiamento accelerato.

Nel nuovo materiale composito la fibra di basalto sarà associata a una resina innovativa che a fine vita potrà essere recuperata per la produzione degli interni di un’automobile, evitando in questo modo qualsiasi spreco di materia.

Il team internazionale lavorerà sui processi per rendere il riciclo dei componenti auto più economico, efficace, semplice e sostenibile per l’ambiente, fornendo ai produttori di autovetture una tecnologia matura (Technology Readiness Level – TRL 7) entro il 2022.

Il principale dimostratore di progetto sarà la realizzazione di un cofano in composito totalmente riciclabile per un modello di automobile già in produzione, ossia una FIAT 500 Abarth. Ma il business plan di progetto prende in considerazione un potenziale volume di produzione di 100mila veicoli all’anno da riciclare secondo il modello cradle-to-cradle, vale a dire dalla culla alla culla, ovvero un processo a rifiuto-zero che ricicla il materiale per la sua funzione originaria” sottolinea il ricercatore ENEA Claudio Mingazzini, responsabile del progetto.

Attualmente uno dei materiali compositi più diffuso è quello in fibra di carbonio e resina epossidica che viene utilizzato per la produzione dei cofani di automobili di lusso. Ma dal loro riciclo non è possibile recuperare materiale utile per produrre di nuovo quegli stessi componenti. Grazie a questo progetto sostituiremo la fibra di carbonio con una derivata dal basalto, perché è riciclabile e mantiene costanti nel tempo le sue qualità. In questo modo dimostreremo come sia possibile riprocessare la fibra di rinforzo, che rappresenta il 60% della massa del cofano, per produrre di nuovo il componente originario” conclude Mingazzini.

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