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I green jobs: la chiave di volta della conversione ecologica

città: Milano - pubblicato il:
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Per far fronte all’emergenza climatica, alla crisi ambientale e alla crescente disuguaglianza, la nostra società e la nostra economia sono in profonda mutazione: una mutazione che tocca tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana e del mondo materiale che abitiamo.

Attori centrali di questa trasformazione sono le professionalità green.

Alcune di queste professionalità sono ben consolidate all’interno dei settori della vita economica e pubblica che stanno trasformando il modo in cui produciamo, consumiamo e distribuiamo energia (efficientamento energetico ed energie rinnovabili).

Ci spostiamo riducendo al massimo le emissioni di gas serra e di inquinanti (trasporti a basso impatto); ci nutriamo contribuendo alla rigenerazione del suolo e della biodiversità (agricoltura biologica); gestiamo i nostri rifiuti dando loro una seconda vita (economia circolare); ci informiamo, educhiamo e partecipiamo alla protezione e rigenerazione dell’ambiente (comunicazione, educazione, ambientalismo).

Progettiamo, valutiamo e realizziamo nuove infrastrutture, nuovi processi industriali e nuovi immobili (ingegneria, architettura, design e gestione della sostenibilità); abilitiamo nuove forme di turismo attivo e rispettoso dell’ambiente e della comunità (turismo sostenibile); decidiamo di investire i nostri capitali per finanziare progetti e aziende che contribuiscono alla transizione ecologica (finanza etica).

Inoltre, le tante imprese in transizione verso processi produttivi circolari possono contare su un’ampia rete di professionisti della sostenibilità per quanto riguarda la valutazione, la progettazione e infine la certificazione dei nuovi processi industriali che riducono al minimo l’uso delle risorse e gli scarti, aumentando invece il riuso delle risorse impiegate.

Altre professionalità green invece sono in pieno sviluppo, come nel caso dei ruoli legati alla ricerca di materiali, processi, prodotti e servizi innovativi che hanno un impatto ambientale minimo e in alcuni casi positivo, come per esempio le piante ideali modificate per assorbire più CO2.

Si spazia da green jobs nei laboratori universitari e industriali dove si mettono a punto le più avanzate biotecnologie, i motori e gli accumulatori di nuova generazione, i sistemi intelligenti che integrano petabyte di dati a intelligenza artificiale gestiti attraverso registri digitali (blockchain).

A green jobs nelle startup innovative che propongono al pubblico sempre nuove forme di mobilità elettrica condivisa; alternative vegetali o di laboratorio a prodotti animali come latticini e carne; catene di distribuzione corte che mettono i consumatori direttamente in relazione con i produttori; micro-reti locali di produzione e distribuzione di energia rinnovabile; fibre tessili da rifiuti plastici e prodotti d’abbigliamento con il più basso impatto ambientale possibile; ristorazione vegana, vegetariana; distribuzione senza uso di plastica.

Allo stesso tempo vediamo anche settori tradizionali, come l’artigianato, la riparazione, l’agricoltura locale, la floricultura, giocare un ruolo fondamentale nel processo di conversione ecologica; offrire nuove opportunità di lavoro green legate alla valorizzazione delle tecniche, delle materie prime e delle varietà locali; al riuso creativo, al ricondizionamento e al prolungamento della vita degli oggetti; alla diffusione del verde nelle aree pubbliche e private.

Perché la mutazione avvenga con la rapidità necessaria, è necessario però che tutte le occupazioni diventino a loro modo green integrando la ricerca costante di modi per ridurre l’impatto ambientale nella propria attività lavorativa, eliminando per esempio la plastica monouso, risparmiando e diventando produttori di energia; adottando forme di mobilità a basse emissioni e scegliendo fornitori sostenibili.

Articolo per Green Planner a cura di Francesco Cara

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