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Le piante ci salveranno, ma solo se iniziamo a conoscerle

città: Milano - pubblicato il:
la nazione delle piante

Alla recente Triennale di Milano, all’interno della XXII edizione, Stefano Mancuso, esperto di neurobiologia vegetale, ha rivendicato la Nazione delle piante

Allearci al mondo vegetale è una strada sicura per limitare i danni del riscaldamento globale. Ma da dove iniziare: sicuramente dalla conoscenza della botanica che vuol dire anche frequentare i luoghi giusti dove se ne parla (come i Colloqui di Dobbiaco, laboratorio di idee per una svolta ecologica, che torna nel centro altoatesino dal 27 al 29 settembre).

Ma è fondamentale anche il rispetto di quella che Stefano Mancuso ritiene essere una vera e propria organizzazione… politica.

Più abbiamo bisogno di loro, meno le conosciamo e spesso neanche le rispettiamo. Eppure, le piante sono forse la nostra unica ultima salvezza. Oltre a sfamarci, a darci aria pulita e anche a fornirci energia sono le piante che ci permetteranno di moderare l’alzamento della temperatura del nostro globo.

Inoltre, sono la semplice soluzione per limitare i danni degli allagamenti, straripamenti, inondazioni perché le radici assorbono e un terreno piantumato è molto più sano e sicuro che uno disboscato. Piantarle ovunque, circondarci comunque, sia dentro che fuori casa, è l’unica sicura soluzione a portata di tutti.

Tanto che non ci sono scuse che tengano. Né per noi, né per i politici: nel nostro Pianeta – rileva uno studio condotto dal Politecnico Federale di Zurigo – ci sono abbastanza terre (1,7 miliardi di ettari) idonee per aumentare la superficie forestale di un terzo, senza interferire con le aree urbane o agricole.

Secondo Daniele Zovi, scrittore e divulgatore, esperto di foreste e di animali selvatici che si potrà incontrare a Dobbiaco durante gli ormai famosi Colloqui che si terranno dal 27 al 29 settembre: “è indispensabile lavorare sulla cura delle foreste, ed è quindi necessaria una profonda conoscenza del regno vegetale. Percepiamo gli alberi come esseri inanimati, privi di sensibilità. Più che individui oggetti da tagliare, estirpare o piantare a seconda dei nostri desideri. Attenzione però, non si può salvare il mondo con la stessa razionalità strumentale che ci ha condotto in questa drammatica situazione“.

Per questo sarebbe utile inserire al più presto corsi di botanica in tutti i gradi di istruzione. Tanto più che il rispetto delle piante è un senso assopito dell’uomo, ma esiste. E va risvegliato. Conoscere le piante e la loro fisiologia permetterà di avvicinarsi sapientemente.

Stefano Mancuso, esperto di neurobiologia vegetale, ritiene che si debba guardare alle piante in un modo nuovo, usarle non solo per quello che hanno da offrirci, ma per quello che possono insegnarci.

Le piante esistono sulla Terra da molto più tempo di noi” è l’assunto di Mancuso che si ritrova anche nel libro Nazione delle Piante (Laterza editore) “sono meglio adattate, e probabilmente ci sopravvivranno: nella loro evoluzione hanno trovato soluzioni tanto efficienti, quanto non predatorie nei confronti dell’ecosistema in cui noi, assieme a loro, viviamo“.

Mancuso è un profondo conoscitore del mondo vegetale. I suoi più recenti studi, in seno all’Università di Firenze, hanno dimostrato che le piante sono dotate di sensi, memorizzano e comunicano tra loro e quindi possono essere descritte come organismi intelligenti a tutti gli effetti.

Tanto che Mancuso ritiene che ci siano le basi per rivendicare un’organizzazione politica del mondo vegetale. E così, alla recente Triennale di Milano, all’interno della XXII edizione, Mancuso ha rivendicato la Nazione delle piante.

La nazione delle piante, l’ipotetico discorso alle Nazioni Unite

Quello che segue è l’ipotetico discorso del rappresentante della Nazione delle piante pronunciabile di fronte a qualsiasi assemblea che debba prendere decisioni sul futuro del nostro globo. Come quella dell’Onu.

Ve lo proponiamo integralmente perché possiamo riflettere…

Onorevole Segretario Generale dell’ONU António Guterres, Eccellenze, illustri Delegati, Colleghi, amici, sono oggi qui, in rappresentanza della nazione delle piante, per rivolgere a questa nobile assemblea un richiamo che non può essere rimandato oltre.

L’uso indiscriminato delle risorse del pianeta, il crescente inquinamento dell’atmosfera e il cambiamento climatico che ne deriva, sono la più grave minaccia che l’uomo abbia mai dovuto combattere nel corso della sua brevissima esistenza.

Rivolgo quindi un appello a ognuno di voi e alle vostre nazioni, perché iniziate a modificare i vostri comportamenti, prima che le conseguenze della vostra condotta diventino fatali. Se non cambiate subito, i danni per le persone e per tutti i sistemi naturali che vi sostengono, saranno irreparabili.

Oggi, per la prima volta, la nostra nazione, la più popolosa e longeva nazione sulla Terra, chiede la parola e si rivolge a voi, pregandovi di ascoltarci e di considerare con attenzione e giudizio, le nostre parole.

Noi abbiamo sostenuto la vita animale, compresa la vostra fin dalle origini. Il Pianeta che abitiamo è vivo, perché ci siamo noi. L’acqua, l’ossigeno, il clima dipendono da noi. Siamo il motore della vita. Siatene consapevoli.

Nel tempo avete imparato a usarci. Siamo alla base della vostra catena alimentare: tutto ciò che mangiate proviene da noi. Le vostre più importanti fonti energetiche provengono da noi. Vi curate grazie a noi. Vi forniamo materiale da costruzione, fibre tessili, colori, bevande, bellezza, salute e infiniti altri vantaggi.

Avete imparato molto bene a usare ciò che noi produciamo. Ma adesso è arrivato il momento che cominciate a utilizzare anche quello che vi possiamo insegnare. In Cina, attorno a Pechino, state realizzando un unico agglomerato urbano che ospiterà a breve 130 milioni di abitanti. Entro 30 anni da oggi, oltre il 70% della popolazione umana si concentrerà in aree urbane.

L’anidride carbonica, che è la causa principale del riscaldamento del Pianeta, è prodotta per il 70% nelle città, e da qui dispersa nell’atmosfera. Le nostre grandi foreste purtroppo sono in grado di assorbirne soltanto il 40%. Nonostante la popolazione arborea della nostra nazione sia di 3000 miliardi di individui, siamo ancora troppo pochi e troppo distanti dal luogo in cui voi producete l’anidride carbonica perché vi si possa aiutare con efficacia.

Usateci meglio e subito! Coprite di piante le vostre città, non soltanto nei parchi, nelle aiuole, lungo i viali, nei giardini o sui terrazzi, ma avvolgete ogni superficie possibile con le piante! Ci adattiamo molto meglio e molto più velocemente di voi. In breve tempo abbiamo imparato ad assorbire più anidride carbonica negli ambienti in cui questa è presente a più alta concentrazione, come le vostre città.

Se siamo vicine al luogo di produzione, ne assorbiamo molta di più… e la usiamo per crescere. Trasformate le vostre città in giungle urbane e i vantaggi che ne riceverete saranno incalcolabili.

Nel 2017, durante un seminario alla Pontificia accademia delle Scienze, uno dei vostri leader che più apprezziamo, Papa Francesco, ha detto: “Mi domando se questa terza guerra mondiale a pezzi che stiamo vivendo, non stia diventando in realtà una guerra mondiale per l’acqua”.

Aveva ragione: il 90% delle guerre che oggi affliggono la vostra bellicosa specie avvengono a cavallo della cosiddetta linea della siccità. Ossia in zone dove piove meno di 100 millimetri di acqua all’anno – il limite minimo oltre il quale non riuscite a coltivarci.

Un miliardo di persone non ha accesso a fonti sicure di acqua potabile e oltre quattro miliardi soffrono di scarsità d’acqua per almeno un mese l’anno. Siccità e inaridimento dei suoli vi stanno causando problemi che non riuscite a gestire. A causa del prosciugamento delle risorse idriche, della desertificazione, della riduzione dell’accesso alle terre fertili e delle carestie, centinaia di milioni di individui della vostra specie non sopravvivono.

Come potete immaginare un futuro in queste condizioni? Eppure continuate a consumare oltre il 70% dell’acqua potabile disponibile sul Pianeta per l’agricoltura. Guardatevi attorno, i due terzi del globo sono ricoperti d’acqua salata. Ancora una volta: imparate da noi. Noi sappiamo come vivere di sola acqua salata.

Le nostre sorelle alofite si sono evolute per questo. Utilizzate le nostre conoscenze e potrete trasformare gli oceani in un’immensa riserva cui attingere per sfamare il Pianeta, senza consumare l’acqua potabile che vi è così necessaria.

E ancora l’energia. L’80% del vostro fabbisogno deriva da risorse di natura fossile: petrolio, carbone, gas naturale. Fonti di energia create dalla nostra nazione in milioni di anni, che state esaurendo e il cui consumo è la principale causa del cambiamento climatico in corso.

Dovete trovare modelli di sviluppo più sostenibili per il futuro della vostra specie. Le fonti energetiche rinnovabili sono una possibile soluzione, ma una soluzione costosa e probabilmente non così pulita come sarebbe necessario. Sappiate che ottenere energia pulita e potenzialmente infinita è possibile.

Imitate la nostra fotosintesi: un processo che consente di trasformare la luce del sole, l’acqua e l’anidride carbonica in zuccheri e ossigeno. La fotosintesi artificiale risolverebbe ogni vostro problema energetico. Le possibili applicazioni sarebbero infinite e invertirebbero il normale processo di produzione di scorie: non più sistemi inquinanti che producono energia, ma un sistema che, producendo energia, pulisce l’aria.

Se soltanto destinaste alla ricerca sulle piante un decimo di quanto spendete per le vostre ricerche tecnologiche, sareste salvi. Finora avete preferito fare altrimenti. Cambiate! Subito!

Possiamo insegnarvi come ottenere l’energia dal sole, come disinquinare il nostro unico pianeta, riportandolo alla sua antica meraviglia; come costruire organizzazioni più giuste, decentralizzate, robuste, con le quali affrontare un futuro che adesso vi spaventa. Nel 2050 sarete dieci miliardi e vi state chiedendo come farà questo nostro pianeta a mantenervi tutti. Smettetela di preoccuparvi! Non è questo il problema. Smettete di considerare gli altri individui della vostra specie come rivali, come consumatori di risorse in via di esaurimento. Ispiratevi a noi, ragionate, organizzatevi come noi siamo organizzate e 3 miliardi di esseri umani in più diventeranno un’enorme risorsa.

Perché ogni individuo rappresenta una risorsa; un’opportunità, un contributo per risolvere i problemi della collettività. Aprite le vostre comunità. Siate cooperativi. I confini non proteggono la vostra ricchezza, ma vi rendono soltanto più poveri.

Onorevole Segretario, cari delegati, amici: abbiamo preso la parola perché pensiamo sia dovere della nostra antica nazione aiutarvi, oggi come sempre in passato. Ma non siamo abituate a parlare così tanto. Siamo per natura silenziose e voi animali siete così irrequieti… sempre pronti a scappare lontano dai problemi invece di risolverli. Siete faticosi, impulsivi, superbi, preferite la velocità alla ponderazione, il potere effimero alla gloria della vita.

Il numero delle vostre mancanze non ammetterebbe scuse, ma siete anche una specie giovanissima e inesperta, che sa imparare in fretta. Non siate testardi, non perseverate nell’errore. Imparate da chi ha più esperienza di voi e avrete un futuro radioso.

Vi lasciamo in dono la nostra costituzione, con l’augurio che possa aiutarvi a trovare la strada per una lunga e felice convivenza con noi e il nostro meraviglioso pianeta. Abbiate cura di voi. Io torno alle gioie della mia comunità!

Diamo ascolto al presidente della nazione delle piante… ci potrebbe salvare la vita!

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