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La ricetta di Plant-for-the-Planet? Piantare mille miliardi di nuovi alberi

città: Bolzano - pubblicato il:
Plant-for-the-Planet - colloqui dobbiaco

La salvezza del nostro Pianeta arriverà grazie al mondo vegetale – lo afferma anche Stefano Mancuso nella sua esposizione la Nazione delle piante presso la Triennale di Milano – ed ecco allora la ricetta dei giovani di Plant-for-the-Planet: piantare mille miliardi di nuovi alberi

Gli alberi possono salvare il clima: lo dice uno studio dell’ETH, il Politecnico Federale di Zurigo, sul potenziale dello stoccaggio di CO2 nella lotta ai cambiamenti climatici.

Nel nostro Pianeta ci sono abbastanza terre (1,7 miliardi di ettari) idonee per aumentare la superficie forestale di un terzo, senza interferire con le aree urbane o agricole.

Ed ecco allora l’idea che ispira le iniziative di Plant-for-the-Planet, associazione di under 21 che in tutto il mondo si sta adoperando per piantare nuovi alberi, tra i protagonisti dei Colloqui di Dobbiaco, laboratorio d’idee per una svolta ecologica, che tornano dal 27 al 29 settembre 2019.

Su 1,2 miliardi di ettari disponibili le giovani piante autoctone crescerebbero naturalmente. Un immenso potenziale in grado di assorbire 200 gigatonnellate di CO2; Plant-for-the-Planet anche in Italia si sta adoperando per piantare nuovi alberi, con l’obiettivo di raggiungere in totale mille miliardi di unità, seguendo lo slogan Basta parlare, iniziamo a fare!

I giovani di Plant-for-the-Planet ai Colloqui di Dobbiaco

Qual è il ruolo della forest landscape restoration, che il governo tedesco ha lanciato con la Bonn Challenge nel 2011 per rigenerare 150 milioni di ettari di terre degradate?

I giovani di Plant-for-the-Planet e Future for Friday sono una moda passeggera o è finalmente emersa la strada della salvezza per il problema più grande che l’umanità deve affrontare in questo secolo?

Oltre a piantare gli alberi e aumentare la superficie delle foreste, però, per Daniele Zovi, scrittore e divulgatore, “è indispensabile lavorare sulla cura delle foreste, ed è quindi necessaria una profonda conoscenza del regno vegetale. Percepiamo gli alberi come esseri inanimati, privi di sensibilità. Più che individui oggetti da tagliare, estirpare o piantare a seconda dei nostri desideri. Attenzione però, non si può salvare il mondo con la stessa razionalità strumentale che ci ha condotto in questa drammatica situazione“.

Lo scrittore aprirà i Colloqui di Dobbiaco con le sue riflessioni su Alberi sapienti – antiche foreste mettendoci in guardia: “attenzione però, non si può salvare il mondo con la stessa razionalità strumentale che ci ha condotto in questa drammatica situazione“.

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