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Prove tecniche di blackout sulle colonnine Enel X

città: Milano - pubblicato il:
enel x

Alcune ore di interruzione di Enel X sono state sufficienti per scatenare l’ira dei possessori di auto elettriche che non hanno potuto ricaricare l’auto durante lo scorso weekend. Oltre alle lamentele, però, arrivano anche buoni suggerimenti

Forse non tutti se ne sono accorti, ma nel corso del weekend appena trascorso molti sono stati i possessori di auto elettrica che non hanno potuto viaggiare sereni.

Tutta colpa di due importanti episodi di blackout che hanno colpito la rete di caricatori di Enel X. I blackout generalizzati in tutta Italia hanno reso praticamente impossibile ricaricare le auto.

Immediata la reazione sui social degli utenti inviperiti. Noi di Green Planner siamo in grado di ricostruire gli avvenimenti dopo che Gabriele e Anna hanno lanciato l’allarme verso le 13 di sabato 14 settembre.

In effetti, la conferma del disguido avviene anche dal personale di assistenza tecnica Enel X/Juice Pass che avvisano: “tutte le colonnine Enel X in Italia (fast e non), nonostante da app sembrino funzionanti, in realtà non lo sono“.

Su questo messaggio piovono in pochi minuti centinaia di commenti di utenti bloccati con le batterie scariche (o quasi) che non sanno come comportarsi, né quando il servizio riprenderà regolarmente.

Camillo – anche lui bloccato – offre una visione sistemica del problema: “Un blackout di questo tipo può capitare e mi hanno riferito che hanno richiamato in servizio tutto il personale disponibile per ripristinarlo. Dobbiamo incoraggiare e spingere altri operatori a essere presenti sul mercato in modo che quando succedono questi emergenze ci siano delle alternative. Abbiamo più volte chiesto al Governo di fare rientrare le ricariche dei veicoli elettrici come un servizio pubblico in modo che scattano delle garanzia per gli utenti“.

Dal canto suo Massimiliano sostiene che “le colonnine ovviamente hanno accesso all’energia elettrica, il problema è software. In caso di blackout deve assolutamente essere riattivata l’erogazione di emergenza offline, che al massimo può essere fatturata non appena la colonnina torna online. L’erogazione non può essere vincolata a un sistema che può cadere in qualsiasi momento“.

Il blackout è durato alcune ore e sembra che si sia ripetuto nel pomeriggio di domenica almeno in alcune zone del nostro Paese. Le informazioni però sono molto frammentarie. L’ufficio stampa Enel sollecitato da Green Planner rilascia queste poche righe di commento.

Nella giornata di sabato, per alcune ore, si è verificato un disservizio ai sistemi informatici che ha determinato l’impossibilità di accedere ai servizi di ricarica. Il disservizio è stato risolto nel pomeriggio, anche se alla ripresa del servizio si sono registrate alcune temporanee interruzioni conseguenti agli interventi di stabilizzazione effettuati sui sistemi da parte dei nostri tecnici. Siamo spiacenti per i disagi e confermiamo che lavoriamo costantemente per garantire un servizio affidabile e consentire a chi guida veicoli elettrici di circolare liberamente su tutto il territorio nazionale“.

Cosa è successo? Le stazioni di ricarica Enel X possono essere avviate in tre modi: tramite l’app Juice Pass, tramite una tessera Rfid posta a contatto dell’installazione e tramite avvio da remoto chiamando il call center Enel.

Apparentemente nessuna di queste tre modalità era funzionante nel corso del weekend di passione, sollevando interrogativi molto pesanti su quali debbano essere le caratteristiche di una infrastruttura tanto strategica e sulla importanza di non dipendere da un unico operatore: gli utenti Tesla – per esempio – non hanno subito disservizi, in quanto la rete dei Supercharger a essi dedicata non è andata in panne.

Restano sul tavolo alcune domande cui sarebbe opportuno che anche Enel X desse le giuste risposte. La prima domanda è “perché non parte in modo automatico un’allerta?

La notifica sull’app Juice Pass è un buon inizio (non tutti l’hanno ricevuta in ogni caso) ma non può bastare. Forse un Sms ma anche il canale Social possono in queste situazioni essere un aiuto importante.

Inoltre, ci chiediamo se non sia utile creare una modalità automatica di emergenza che eroghi – al limite senza corrispettivo – un piccolo quantitativo di energia sufficiente a rientrare a casa propria.

Infine, ci domandiamo come hanno fatto altri utenti, come sia possibile che tutta la rete dipenda in modo critico da un unico sistema di metering e billing, evidentemente non ridondato.

Se vogliamo che la mobilità elettrica non resti un giochino per pochi appassionati, a queste domande sarà necessario dare una risposta convincente.

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