Durante la a Biotech Week – che si svolge dal 23 al 29 settembre – Assobiotec-Federchimica si ripromette di diffondere al meglio la conoscenza delle biotecnologie che gli italiani snobbano o criticano. Ma se interroghiamo i social…
È arrivato il momento di spiegare le scienze biotech alla gente. E anche affrontare di petto le tante fake news che girano su di loro.
Lo promette Riccardo Palmisano, presidente di Assobiotec-Federchimica all’inaugurazione della Biotech Week (23-29 settembre): “c’è ancora molto lavoro da fare, probabilmente se usciamo per strada e chiediamo alla gente che cosa siano le biotecnologie rimarremmo male per le risposte, ma dobbiamo smettere di parlare tra di noi e diffondere, in maniera trasversale un settore che abbraccia la salute, l’alimentazione, l’industria, l’ambiente. Dobbiamo farlo vincendo ogni tipo di resistenza e pregiudizio“.
Sì perché la gente conosce poco le biotecnologie e quel poco che conosce crea timori. Consci di questa situazione, Assobiotec vicina a Federchimica ha deciso di istituire un osservatorio per monitorare le conoscenze che si diffondono nel Web.
La metodologia usata per questo sondaggio è stata fornita da ThatMorning che ha raccolto per tre mesi i dati utilizzando i social.
Risultato? Agli italiani che trattano di biotecnologie sui social piacciono quelle che servono a risolvere per lo più i problemi legati alla salute. Più criticate quelle legate all’agricoltura.
Alto lo scetticismo focalizzato su due temi che risentono ancora dell’eco di passate polemiche: in particolare gli Ogm e i vaccini.
Di fatto il settore che viene nominato più spesso è l’agricoltura – spiega Aurelia Murello, ingergnere ricercatrice di ThatMorning – con 3.621 menzioni (il 39% del totale). I temi più frequenti sono risultati gli Ogm, il genome editing e le tecniche biotecnologiche applicate all’agricoltura.
Circa un terzo delle menzioni (3.095) sono afferenti al settore della Salute, focalizzandosi su farmaci biotecnologici, diagnostica e vaccini.
1.118 (12%) sono, invece, le menzioni del settore Industria e Ambiente, che parlano per esempio della bioplastica, dei biotessuti, dei biocarburanti e delle biotecnologie industriali. Le menzioni che parlano di biotecnologie e Bioeconomia sono invece 703 e riguardano la bioeconomia in generale.
In mezzo tra salute e agricoltura spicca anche il tema delle biotecnologie ambientali. E qui la situazione è un po’ diversa: il 76% delle menzioni del settore Industria e Ambiente è positivo – dice il sondaggio di ThatMorning – anche se quando si parla di industria e ambiente il numero di menzioni è basso, ma sono molto frequenti i contenuti positivi e anche quelli molto positivi.
“Le biotecnologie possono aspirare a essere uno dei motori trainanti del nostro Paese” chiosa Palmisano dal palco della manifestazione Storie del futuro migliore.
E da qui parte una richiesta al Ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli la “stabilizzazione del credito d’imposta sulla ricerca. Il nostro è un settore che lavora nel medio lungo termine e abbiamo bisogno di stabilità economica e sicurezza per gli investimenti“.