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Altro che fuori suolo: qui si coltiva in vitro

città: Vicenza - pubblicato il:
coltivazione in vitro

Perché e come conviene la coltivazione in vitro. Unico svantaggio, forse, gli alti costi. L’esperienza di un’azienda veneta  Demethra Biotech srl

La coltivazione in vitro ha molti vantaggi. Lo afferma da tempo la FAO (Food and Agricolture Organization), che già nel 1994 raccomandava l’utilizzo delle colture in vitro quale processo alternativo per la produzione di sostanze naturali per uso alimentare.

Coltivare in vitro significa non utilizzare suolo, ridurre drasticamente l’uso dell’acqua, fare ricorso a energie (a si spera che siano rinnovabili), non si usano pesticidi. E il risultato non è soggetto alle varianti dei cambiamenti climatici.

In Italia sembra essere un caso di eccellenza un’azienda veneta, DemeBiotech srl (detta anche DemBiotech del gruppo Cereal Docks), che di fatto produce in laboratori high tech colture controllate dalle più comuni, salvia, melissa, menta a quelle più ricercate come l’echinacea in tutte e tre le sue varianti (pallida, purpurea e angustifolia).

Tra i vari cultivar antichi” spiega Elena Sgaravatti, Ceo di Demethra “coltiviamo il melograno (Punica granatum, varietà dente di cavallo) e naturalmente la nostra carota viola (daucus carota) e la rosa canina selvatica. Inoltre abbiamo in sviluppo per una azienda multinazionale tre specie protette, a rischio di estinzione, dell’area mediterranea“.

Stiamo parlando di 50 linee cellulari e tra queste anche alcuni progetti, più a lungo termine, per la farmaceutica.

Il fondamento biologico delle colture in vitro si basa sulla totipotenza cellulare, caratteristica che conferisce alle piante la capacità di replicarsi e riprodursi a partire da un semplice frammento di tessuto vegetale, e che permette la rigenerazione di una nuova pianta con lo stesso profilo morfologico e fitochimico” così ci racconta il processo la Sgaravatti che continua “il processo parte selezionando la Pianta Madre da cui preleva una foglia, un seme o una gemma.

Da questa piccola porzione di tessuto, viene generata la Coltura Madre che darà origine ai prodotti DemBiotech, in quantità potenzialmente infinite e senza alcun depauperamento della flora, ma al contrario, preservando la biodiversità grazie alla generazione del germoplasma.

Grazie a questa modalità biotecnologica, è possibile produrre, in condizioni altamente controllate e su scala industriale, metaboliti secondari o in generale principi attivi per impiego nel settore farmaceutico, nutraceutico, zootecnico e in generale nelle life sciences“.

È così che nasce Crop (Controlled release of optimized lants), piattaforma biotech proprietaria.

Attraverso questa tecnologia, non Ogm e alternativa ai metodi di coltivazione tradizionali” spiega ancora la Sgaravattiè possibile ottenere le stesse sostanze bioattive, il fitocomplesso, presenti nella pianta, raggiungendo i più elevati standard qualitativi. Spesso, tale modalità costituisce l’unica fonte alternativa disponibile per la produzione di quei principi attivi difficilmente reperibili in natura o di difficile produzione per sintesi chimica“.

La filiera, in questo caso non potrebbe essere più̀ corta: tutto avviene nello stesso stabilimento di Camisano Vicentino (senza ironia sta in via dell’Innovazione 1) lo stesso che è stato ritenuto di rilevanza strategica dal Ministero dello Sviluppo economico, che ha sostenuto la newco 100% italiana con finanziamenti agevolati cui ha concorso anche la Regione Veneto.

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