Home Smart City Educazione civica applicata: il caso del bike sharing OFO a Milano

Educazione civica applicata: il caso del bike sharing OFO a Milano

città: Milano - pubblicato il:
educazione civica

Milano ha fatto enormi passi avanti verso la sostenibilità ma il lavoro più difficile ancora da fare è educare i cittadini a seguire buone pratiche: servirebbe un corso di educazione civica

I vantaggi dello sharing sono molto apprezzati soprattutto dai giovani: auto, motocicli, biciclette e tra poso anche monopattini facilitano gli spostamenti urbani e contribuiscono a ridurre il traffico e, di conseguenza, l’inquinamento in città.

Ma è indubbio che soprattutto lo sharing delle biciclette a flusso libero può creare grossi problemi: soprattutto quando incontra la maleducazione dei cittadini. Ofo, tra i vincitori del bando dell’Amministrazione per il servizio di bike sharing in free standing ha terminato le sue attività nel capoluogo lombardo abbandonando le sue biciclette in tutta la città.

L’azienda – per la verità aveva subito vandalismi, truffe e danneggiamenti dei suoi mezzi – a seguito di evidenti disservizi nel marzo scorso aveva subito un primo ammonimento da parte del Comune e poi a maggio era stata diffidata dal proseguire il servizio e invitata a recuperare i propri veicoli.

Cosa che non è stata fatta o, perlomeno, le biciclette non sono state recuperate ovunque. Per porre termine al degrado, e a fronte delle diverse segnalazioni di cittadini, l’Amministrazione Comunale ha deciso di procedere direttamente alla raccolta delle biciclette: da luglio, all’interno del piano di recupero veicoli abbandonati già attivo in città, ne sono state raccolte 372, di volta in volta portate in deposito dove rimangono a disposizione di Ofo per 60 giorni.

Qualora la società non ritirasse i veicoli, questi entrerebbero nella disponibilità del Comune che deciderà se recuperarli o rottamarli a seconda dello stato di conservazione.

Serve però educazione civica da parte di chi si diverte a danneggiare le biciclette che trova abbandonate.

Serve educazione civica anche da parte dei cittadini virtuosi che devono segnalare i veicoli in stato di abbandono in strada alla Polizia locale (via mail all’indirizzo [email protected]) che procederà a organizzare il servizio di raccolta.

Il bike sharing a flusso libero è un servizio molto utilizzato dai milanesi e ormai parte integrata dell’offerta di mobilità milanese” dichiara Marco Granelli assessore alla Mobilità “ma l’efficienza e la funzionalità dipendo dalla qualità delle società. Purtroppo una di queste non era evidentemente all’altezza, e per questo il Comune ha revocato l’autorizzazione e ora sta recuperando le bici ancora abbandonate per evitare il degrado. Un grazie particolare ai cittadini che ci aiutano con le loro segnalazioni a mantenere ordine in città“.

Condividi: