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Il compost nei giardini e nelle aree verdi

città: Padova - pubblicato il:
sì compost 2030

Controllare la filiera di produzione del compost: va in questa direzione il protocollo Sì Compost 2030 siglato durante la manifestazione Flormart 2019

I rifiuti, quelli organici, prodotti nelle città possono tornare utili a rendere le stesse città sempre più verdi. La magia avviene attraverso il compost che, lavorato con i sacri crismi, porta a un beneficio per i parchi cittadini.

Un protocollo d’intesa, siglato oggi a Flormart 2019, la 70esima edizione del salone internazionale del florovivaismo di Fiera di Padova, punta a far digerire meglio questa opportunità.

Il protocollo denominato Sì Compost 2030, vede la partecipazione di Adescoop sui protocolli Compost di qualità CIC e fornisce indicazioni che si traducono in passi concreti per rendere sempre più diffuso il fertilizzante organico, ottenuto dal trattamento dei rifiuti organici tramite la raccolta differenziata anche nella gestione dei parchi pubblici.

Oggi infatti sono pochi i Comuni che utilizzano direttamente, o incentivano attraverso i loro appalti, l’impiego del compost nella gestione di giardini e aree verdi.

Intanto è da segnalare che con lo scorso Decreto Crescita è stato riconosciuto per l’anno 2020 un contributo pari al 25% del costo di acquisto di compost di qualità derivante dal trattamento della frazione organica differenziata dei rifiuti e di semilavorati e prodotti finiti derivanti, per almeno il 75% della loro composizione, dal riciclaggio di rifiuti o di rottami (Decreto-legge 30 aprile 2019, n.34 (in Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 100 del 30 aprile 2019), coordinato con la legge di conversione 28 giugno 2019, n.58 (in questo stesso Supplemento ordinario – alla pag. 1), recante: Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi (19A04303) (GU Serie Generale n.151 del 29-06-2019 – Suppl. Ordinario n. 26).

Il Consorzio Italiano Compostatori CIC specifica che per quanto riguarda il compost, in particolare, il contributo sarà riconosciuto fino a un importo massimo annuale di 10.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 10 milioni di euro per l’anno 2020.

Bello, anche se proprio il CIC segnala che siamo già in crisi ed emergenza per quanto riguarda l’umido a causa della carenza impiantistica nel centro-sud, unita alla diminuzione della ricettività da parte di alcuni impianti e all’aumento della produzione di umido nella stagione estiva; fatto che sta letteralmente mandando in emergenza alcune municipalità.

Per cui a monte va fatta al meglio la raccolta dell’umido e a valle va conferita ai giusti impianti.

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