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La scuola è meglio se progettata in Bim e Nzeb: l’esempio di Viale Puglie a Milano

città: Milano - pubblicato il:
Immagine tratta dal sito: Flickr - Comune di Milano. Prospetto principale e ingresso

La scuola primaria di viale Puglie a Milano ha riaperto le porte agli scolari dopo un intervento di risanamento conservativo durato sei anni.

Interessante e innovativa la riqualificazione progettata con metodologia Bim (acronimo di Building Information Modeling) e seguendo i parametri di una costruzione a energia quasi zero (Nzeb).

Con il termine Bim si intende una modalità di progettazione che consente di fornire e integrare nel progetto tutti i dati e le informazioni necessarie. La finalità è quella di utilizzare una rappresentazione completa del progetto e di tutti i suoi aspetti impiantistici e gestionali.

Le informazioni coinvolgono tutti gli operatori che agiscono in modo sinergico per un’efficace realizzazione della costruzione.

Il vantaggio offerto dalla modalità Bim permette di operare attraverso la gestione efficace delle informazioni superando il solo modello geometrico tridimensionale virtuale che andrà ad arricchirsi di tutti i dati riferiti ad analisi economiche e tecniche che ottimizzano il progetto, la realizzazione, la manutenzione del manufatto edilizio stimando anche il ciclo di vita.

La modellazione delle informazioni di costruzione consente la condivisione e la possibilità di utilizzare informazioni in tempi rapidi valutando tutte le possibili interferenze tra i vari aspetti (architettonico, impiantistico, strutturale) di una costruzione.

La comunicazione in edilizia rappresenta un problema reale dal momento che ci sono molti operatori in gioco con competenze e responsabilità diverse, utilizzare un modello rappresentativo Bim consente di sopperire a questo problema.

La condivisione e integrazione di informazioni è la guida trainante di un progetto con metodo Bim perché ogni componente racchiude in sé non solo i meri dati geometrici ma anche informazioni riguardo caratteristiche tecniche e funzionali.

La collaborazione tra gli operatori in edilizia identifica la metodologia Bim fornendo un processo di convogliamento di informazioni che permette di evitare errori, incongruenze, dispersione di tempo e di dati utili portando un positivo contributo in termini di efficacia dimostrabile nel tempo.

Gli indubbi vantaggi del Bim superano la difficoltà della standardizzazione del file di scambio attualmente previsto con estensione .ifc.

L’edificio di viale Puglie è distribuito attraverso una superficie complessiva pari a circa 5mila mq, ed è caratterizzata da moderni strumenti di domotica. Il Comune di Milano ha investito 290mila euro, il finanziamento richiesto è stato pari a 12 milioni di euro con fondi BEI di 5 milioni.

Per il fatto che sia stata riqualificata seguendo i parametri Nzeb, è immaginabile l’abbattimento dei costi di riscaldamento/raffrescamento.

Nzeb è l’acronimo di Nearly Zero Energy Building e come definito dall’articolo 2 comma 2 della Direttiva 2010/31/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio identifica un edificio ad altissima prestazione energetica tanto da essere identificato a energia quasi zero.

La prestazione energetica di un edificio rappresenta il fabbisogno energetico per il rinfrescamento e il riscaldamento necessario a consentire il mantenimento della temperatura all’interno degli ambienti e soddisfare la necessità di acqua calda sanitaria.

Un edificio Nzeb è progettato e costruito allo scopo di mantenere il fabbisogno energetico quasi nullo, per poter garantire questo risultato si utilizza l’energia da fonti rinnovabili prodotta direttamente sul posto o nelle immediate vicinanze.

Per rispondere alla necessità di realizzare un edificio a bassissimo consumo di energia, così come previsto dall’attuale normativa, nella scuola di Viale Puglie si sono dimensionati e installati in copertura i pannelli fotovoltaici che consentono l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili.

Realizzare un edificio Nzeb rappresenta una sfida tutta in divenire per progettisti e imprese, un impegno che definisce involucro edilizio, dettagli costruttivi e impianti al fine di minimizzare il fabbisogno e ridurre i consumi energetici.

Oltre alla direttiva comunitaria del 2010 sulla prestazione energetica in ambito residenziale si fa riferimento alle normative regionali che disciplinano i requisiti minimi necessari in ambito di efficienza energetica degli edifici.

In Regione Lombardia il provvedimento che norma la metodologia riferita alla prestazione energetica in ambito edilizio è la Delibera di Giunta Regionale n. 6480 del 30 luglio 2015, che disciplina anche le date di entrata in vigore degli obblighi normativi.

Il Decreto del 26 giugno 2015 norma l’applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici di nuova costruzione ed esistenti.

La riduzione del consumo energetico rappresenta una priorità nell’attuale mondo delle costruzioni, dal momento che, proprio l’utilizzo degli edifici, porta al consumo di grandi quantità di energia che devono essere ridotte proprio al fine di abbattere al minimo le immissioni e contenere le conseguenze devastanti dell’effetto serra.

Immagine tratta dal sito: Flickr – Comune di Milano. Particolare dei pannelli fotovoltaici in copertura

La scuola primaria di Viale Puglie è un edificio morfologicamente strutturato su tre piani fuori terra, un piano interrato e copertura piana.

L’edificio è stata sottoposto a un risanamento conservativo, si sono conservate le sole strutture ed è stato ricostruito, adeguandolo alla normativa vigente, attraverso l’associazione temporanea di imprese composta da Siva, Teicos UE e Gilc impianti.

Fondamentale è stato il contributo del Politecnico di Milano. L’intervento di risanamento conservativo è avvenuto con una metodologia che rispetta i più alti valori di sostenibilità ambientale.

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