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Idee vincenti venute a 30 biotecnologici italiani

città: Milano - pubblicato il:
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E sei di queste si sono aggiudicate un premio nel contesto del Concorso BiotechJob: Biotecnologi… al lavoro. Vediamoli sotto l’egida di Anbi che ha ideato il contest

Idee affascinanti e magari anche applicabili. Sono quelle venute in mente ai biotecnologi che hanno partecipato al concorso BiotechJob: Biotecnologi… al lavoro!.

30 i lavori finalisti che raccontano la vita e il ruolo dei biotecnologi dentro e fuori dal laboratorio.

Le sei più creative hanno vinto un premio (ovvero la possibilità di scegliere un corso di alta formazione offerto dai partner del progetto) consegnato dall’Associazione Nazionale Biotecnologi Italiani (ANBI) assieme a JobFarm, Consorzio Italbiotec, Science Draw Graphic, e Università degli Studi di Milano Bicocca che ha ospitato anche la premiazione.

I vincitori del concorso BiotechJob

Michela Osnato, biotecnologa e ricercatrice post-doc presso il Center for Research in Agricultural Genomics (CRAG) di Barcellona, ha vinto – per la categoria immagini – con il progetto e coordinato il team di lavoro multidisciplinare costituto da giovani ricercatori e professionisti del mondo creativo.

l titolo del suo lavoro è Secret Life of a plant biologist e spiega che in Europa la ricerca in Biologia e Biotecnologie vegetali è poco conosciuta dalla società e non gode di prestigio sociale.

Una buona parte dei cittadini europei ritiene che la coltivazione di piante geneticamente modificate abbia più problemi che benefici (nonostante studi scientifici ne dimostrino la sicurezza).

Inoltre, i biotecnologi vegetali sono spesso associati alla creazione di mostri transgenici e alla diminuzione della biodiversità delle specie vegetali.

Ha quindi realizzato un reportage che ritrae la vita di giovani scienziati in due scene diverse, sul lavoro e nel tempo libero. La prima fotografia spiega cosa fanno i ricercatori in un laboratorio di Biologia vegetale, mentre la seconda fotografia rivela il lato umano degli scienziati quando escono da lavoro.

Tutte le fotografie sono disponibili sulle pagine Facebook e Instagram del progetto (@secretlifeofaplantbiologist) che si propone di informare il pubblico non specialista sull’importanza della ricerca sulle piante, migliorare la cultura scientifica della società e soprattutto mettere in discussione gli stereotipi negativi associati a questa professione.

Valentina Palmieri, biotecnologa medica e post-doc presso la Fondazione Umberto Veronesi. Con il video animato Le biotecnologie al tuo fianco spiega che ha voluto mostrare un esempio di come ogni giorno utilizziamo prodotti ottenuti grazie al lavoro dei biotecnologi, spesso senza accorgercene.

Dietro una piccola pillola, ci sono colture cellulari, foto al microscopio, test e tanto altro. Ecco che a lei è quindi andato il premio Video.

Anna Tessari, studentessa al terzo anno del corso di laurea in biotecnologie presso l’Università degli Studi di Padova sì è aggiudicata il premio Illustrazioni ideando l’identikit di un biotecnologo dove ha cercato di spiegare il lavoro di un biotecnologo che non è solo quello che fa gli OGM! oppure una specie di biologo che fa più chimica e DNA. Non proprio esattamente…

Partendo da una lampadina, che rappresenta un’idea, la curiosità e l’intuizione da cui nasce la scienza, ha posto alla base il DNA, che è il caposaldo delle biotecnologie. Salendo ha aggiunto la lente di ingrandimento, che rappresenta la ricerca, il motore, ciò che spinge le biotecnologie a produrre qualcosa di bello e utile.

La ricerca però, per essere attuata, ha bisogno di attingere a tutte le altre discipline, ed ecco perché il biotecnologo deve avere una formazione a 360 gradi. Ci sono la chimica e la biologia e la parte applicativa di laboratorio, con provette, beute, e vari altri strumenti.

A queste, però, si intrecciano tante altre competenze che non lo rendono un medico, un informatico, un chimico, ma gli permettono di parlare con tutti loro.

Al centro vi è una fabbrica, che rappresenta la parte economica, perché è vero che il biotecnologo è naturalmente portato verso la ricerca, ma questa ha lo scopo di produrre qualcosa che possa essere utile e lo faccia in modo sostenibile.

Ecco chi è il biotecnologo: una figura che parla tutte le lingue, riuscendo a passare efficacemente dall’idea a prodotti e servizi che cambino la vita delle persone.

Il Premio ANBI è stato assegnato a Elisa Preto, studentessa del terzo anno del corso di laurea in biotecnologie presso l’Università degli Studi di Padova.

Il suo lavoro Anatomia di un Biotecnologo è stato premiato per aver saputo rappresentare al meglio la figura del biotecnologo e del suo ruolo sociale.

L’illustrazione ha come fine quello di raccontare in modo semplice e simpatico alcune delle caratteristiche anatomiche della figura e del lavoro del biotecnologo.

Il biotecnologo infatti lavora tutti i giorni con organismi viventi e ne studia la loro biologia ed è quindi uno scienziato, ma è anche una mente creativa, in quanto non si limita a osservare i meccanismi biologici, ma utilizza l’ingegno per disegnare nuove soluzioni originali a problemi di tutti i giorni ed è un imprenditore, perché le sue idee sono utili alla società e in quanto tali è necessario renderle disponibili a tutti tramite produzione su larga scala.

La sua scienza è una scienza applicativa: egli è in grado, utilizzando gli organismi viventi e gli strumenti della biologia molecolare di realizzare prodotti e disegnare processi innovativi.

Il suo lavoro può quindi essere racchiuso in una parola: innovazione. Fare innovazione significa creare un cambiamento, avanzare di un passo sulla strada del progresso scientifico e tecnologico e mettere a punto un’idea nuova che possa essere la risposta a un problema concreto. Il cuore del biotecnologo è quindi della società e dell’ambiente: il suo lavoro è rivolto a promuovere il benessere delle persone e salvaguardare la natura che lo circonda.

Il premio Bicocca BtBS è stato assegnato a Pietro Zanella, studente magistrale in biotecnologie Industriali dell’ateneo milanese, per come ha utilizzato la formula del fumetto e per essere stato il miglior studente partecipante dell’Università degli Studi Milano Bicocca.

Pietro Zanella spiega che oggi il mondo delle biotecnologie interessa sempre di più il mercato del lavoro e attrae l’interesse di nuovi studenti.

È un settore dal potenziale enorme, non soltanto sotto il profilo delle applicazioni specifiche alla salute dell’uomo, all’alimentazione, alla diversificazione delle fonti energetiche e al relativo impatto sulla sostenibilità ambientale globale, ma anche in termini di opportunità economiche, di crescita e di occupazione.

Spesso, parlando del mondo delle biotecnologie, ci si sofferma soprattutto su questi aspetti tralasciando che, pur essendo un mondo affascinante che sollecita la curiosità e alimenta la passione, richiede dedizione, cura e attenzione.

Con il suo lavoro, Rosso Fenolo, ha voluto rappresentare un’attività ordinaria di laboratorio, la coltivazione delle linee cellulari, che necessita di queste tre qualità.

Il valore del mondo delle biotecnologie non risiede solo nelle sue applicazioni, ma anche nell’impegno dei ricercatori. La scelta del fumetto permette di raccontare una storia in maniera semplice e diretta dove, prima delle parole sono le immagini a parlare. I colori predominanti sono delle gradazioni di rosso, per rimandare al rosso fenolo, e in contrapposizione, il blu della notte.

Il Premio Science Draw Graphics è stato assegnato a Francesco Coppolino, studente del corso di laurea in Biotecnologie per la Salute all’Università degli Studi di Messina, per aver saputo comunicare la scienza padroneggiando lo spazio con creatività.

Francesco Coppolino spiega che il suo lavoro RNA Italia nasce per sottolineare l’importanza dell’acido ribonucleico nel mondo delle biotecnologie.

RNA Italia è dedicato a tutti i biotecnologi italiani, che rappresentano una preziosa risorsa per lo sviluppo scientifico e tecnologico. Mediante il sequencing del RNA si possono infatti identificare con precisione i punti nodali delle reti molecolari indispensabili per comprendere le basi delle patologie e i possibili trattamenti.

Il lavoro è stato realizzato interamente a mano con penna a china e i loop sono posizionati in modo da localizzare le principali Università italiane, sedi di corsi di Laurea in Biotecnologie.

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