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Le traduzioni la Way2global le fa green

città: Milano - pubblicato il:
Way2Global

Anche un servizio di traduzioni può avere un impatto ambientale, più o meno importante. Ne sono consci quelli di Way2Global, startup e società benefit costituita nell’agosto del 2017, che di traduzioni e interpretariato ne fanno a livello industriale, tanto da poter fatturare più di 2 milioni e mezzo di euro annui.

Così, proprio per ridurre l’impatto è stato ideato Green Translations che punta a un servizio di traduzioni 100% green.

Tramite consolidamento delle nostre buone prassi di economia circolare e rispetto ambientale” spiega a Green Planner Laura Gori, founder e Ceo della società di servizi con sede a Milano “vogliamo coinvolgere e sensibilizzare l’intera catena di fornitura (fornitori a monte e clienti a valle) per arrivare ad azzerare la nostra carbon footprint, anche riforestando il Pianeta con la piantumazione di alberi sulla piattaforma della nostra collega B Corp Treedom, e generare più valore rispetto alle risorse che consumiamo per erogare il nostro servizio“.

È una pratica tipica delle BCorp coinvolgere, portare a fattor comune. Qualche BCorp la chiama interdipendenza.

Ma alla Gori piace partire da un altro presupposto in nome “di una risoluzione dell’ONU” ci racconta “che nel 2017 ha proclamato la traduzione professionale una leva di sostenibilità per unire le persone oltre confini, lingue e culture“.

Siamo nati in seguito a una scissione della mia precedente azienda trentennale” ricorda la manager che ha vissuto questa trasformazione con un forte coinvolgimento anche umano “eravamo riusciti a entrare nei primi 100 fornitori di traduzioni globali“.

Questione di visioni differente con la sua ex socia. La Gori puntava con forza al verbo della Csr. La stessa su cui ha fondato la Way2Global.

Che cosa vi ha spinto a diventare una BCorp?

In realtà noi siamo nati come startup benefit, e ci siamo poi certificati BCorp.

Alle spalle avevo 30 anni di successi alla guida della mia precedente creatura, fondata dal nulla nel 1988 e sviluppata con lacrime e sangue attraverso la rivoluzione del digitale e della globalizzazione, fino a trasformarla in una piccola multinazionale della localizzazione, premiata nel 2017 in Borsa Italiana per innovatività (leggi buone prassi di Csr) e leadership di settore.

Un ingranaggio perfettamente oliato, dunque, una macchina da guerra che produceva profitti e risultati. Ma, benché soddisfatta di questi traguardi, cominciavo a sentire – non so quanto consapevolmente – che tutto ciò, fare business nel modo tradizionale non mi bastava più, avevo bisogno di motivazione, nuovi orizzonti, ispirazione e passione – un modo diverso di fare impresa che tornasse a farmi battere il cuore.

Ed è proprio nel bel mezzo di questa mia crisi di mezza età imprenditoriale che ho scoperto il mondo affascinante delle Benefit Corporation, e la sua forma di business evoluto a mezza via tra profit e non profit.

Ho scoperto che già esisteva una forma giuridica (la società benefit) che consente all’imprenditore di fare impresa in modo più alto e nobile, facendo un passo indietro rispetto al proprio personalismo, spogliandosi delle aride prerogative di profitto, ricchezza e potere, per sposare piuttosto la causa del beneficio comune.

E ho scoperto al contempo che esiste un drappello di imprenditori illuminati, consapevoli e appassionati che condivide questo sistema valoriale per fare rete in modo virtuoso e provare a cambiare il mondo, preludere a una nuova politica industriale, all’avvento di una nuova forma di capitalismo e a un sistema economico risanato dalle sue carenze.

Per me è stata una folgorazione. Quella del mondo benefit è diventata una scoperta che mi ha cambiato la vita. Ha conferito un nuovo scopo al mio fare impresa – oltre che alla mia intera esistenza. E tra le Benefit Corporation posso dire di avere trovato il mio nuovo posto nel mondo.

Ecco perché traguardato il mezzo secolo di età, non ho avuto esitazioni, ho deciso di tracciare una riga netta, mettere un punto fermo a un capitolo importante della mia vita imprenditoriale, per ricominciare da zero e fondare Way2Global, una startup benefit che oggi è il mio orgoglio.

Prossimi passi di Way2Global in area corporate social responsibility?

I prossimi passi consisteranno nell’attuazione e consolidamento dei nostri 3 progetti identitari: Language Industry 4.0 sul fronte dell’innovazione tecnologica, Green Translations sul fronte ambientale e Made in B Italy per la promozione del modello benefit nel mondo.

Di Green Translation abbiamo già parlato: gli altri due progetti in cosa consistono?

Language Industry 4.0 è un progetto ambizioso che, come da nostra mission, utilizza l’innovazione tecnologica (oggi AI e deep learning) in chiave sociale, per nutrire i rapporti con la nostra community di traduttori, e sviluppare un nuovo ethos del lavoro basato su partnership, condivisione e modelli win-win.

Abbiamo voluto ribaltare l’atavico stereotipo del digital divide tra agenzie di traduzione e traduttori professionisti, dove le prime tradizionalmente tendono a sfruttare i secondi ribassando loro le tariffe proprio in forza della leva della tecnologia.

Noi ci siamo posti agli antipodi delle agenzie, ci siamo trasformati in facilitatori e mentori di innovazione e AI, per promuovere Technology Transfer e Capacity Building, e formare e abilitare volontariamente e gratuitamente i professionisti all’uso della nuova frontiera della machine translation.

In Way2Global abbiamo sviluppato un ecosistema inclusivo come substrato IT fatto di piattaforme, network e ambienti di lavoro virtuali e aperti, che alimenti i rapporti con la nostra community di professionisti.

Per sfatare lo spauracchio distopico dell’Intelligenza Artificiale che rimpiazza l’umano, a favore di una visione di fiducia in un nuovo umanesimo, dove la tecnologia altro non sia che estensione e potenziamento del talento umano.

Con Made in B Italy, Way2Global, Da sempre paladina delle eccellenze del Made in Italy all’estero, intende portare oltreconfine il campione pionieristico di innovazione sociale tutto italiano delle Società Benefit, che merita di essere esportato e fare scuola in tutto il mondo.

Un progetto supportato, nel dicembre 2018, dalla costituzione di AssoBenefit, associazione nazionale presieduta dall’On. Mauro Del Barba cui fanno capo tutte le Società Benefit e di cui ho l’onore di essere socia fondatrice.

L’associazione doppierà il suo 2° milestone il 15 novembre, in Borsa Italiana, con un evento nel quadro di BookCity, per il lancio del nostro libro sulla via italiana all’impresa sostenibile, scritto a più mani con il contributo dei padri nobili dell’economia civile (Prof. Stefano Zamagni in primis) e del mondo Benefit, ossia l’onorevole Mauro Del Barba.

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