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Essity, i tovaglioli usa e getta, li fa a basso impatto ambientale

città: Lucca - pubblicato il:
inaugurazione impianto Essity ad Altopascio

Inaugurata ad Altopascio, in provincia di Lucca, una riqualificazione dello stabilimento per ottimizzare la produzione e il servizio di Essity

Tovaglioli di carta. Altopascio, in quel di Lucca, si candida a diventare il distretto di eccellenza per tutta Europa. È qui che la svedese Essity ha riqualificato uno stabilimento del 1992 aumentando la cubatura di 8.600 mq per un totale di circa 40mila metri quadri.

Un’operazione dal valore di 47 milioni di euro – incentivati anche grazie al decreto Industria 4.0 – 5 milioni dei quali sono stati investiti per l’implementazione di sistemi di sicurezza.

L’operazione prevede l’installazione di ben 10 linee produttive per la produzione di 50mila tonnellate annue di tovaglioli (+60% della produzione attuale). Da qui partiranno i tovaglioli Tork per tutta Europa.

L’azienda non aveva solo questa soluzione” ammette Massimo Minaudo, amministratore delegato di Essity Italiama la scelta è ricaduta su Altopascio perché questo territorio mostra forti specializzazione e competenze“.

Robotica, efficienza energetica, sostenibilità e sicurezza sono le caratteristiche dell’impianto che sarà in piena produzione entro la fine del 2020. Per questo sono previste nuove assunzioni.

Inseriremo diverse figure” spiega Ivan Ferrini, operation director di Essity Italia spiegando gli skill richiesti “tra cui anche operatori per la manutenzione della stampa, grafici e laureati per l’ottimizzazione della produzione“.

Ai 260 dipendenti attuali verranno così affiancate 55 nuove figure professionali. Il mercato di riferimento è quello dell’Horeca che Essity vuole aggredire servendo anche le necessità di piccole commesse personalizzabili con i brand di ristoranti, take away e tavole fredde.

L’attenzione alla sostenibilità non manca: “questa smart plant è stata costruita in classe 1” fa notare Ferriniricorrendo anche a materiali come la lana di roccia e sistemi ignifughi. Tutto è in isolamento termico, inclusi i pavimenti. Abbiamo scelto linee di produzione che autoregolano l’uso di energia“.

Cogenerazione, pannelli solari, recupero di acque reflue e piovane completano l’identikit dell’impianto dedicato alla produzione di tissue per l’igiene personale che proprio perché ha una funzione usa e getta, deve prevedere, a monte, un impatto ambientale sempre più ridotto.

Essity ci sta mettendo testa e ricerca su questo aspetto. E fondi: nel 2018 l’investimento in area R&D è stato di 130 milioni di euro (1,1% del fatturato netto). È Ferrini – in questa videointervista – a raccontarci quali sono le linee di ricerca in ambito tissue.

Al posto della cellulosa vergine, vengono riutilizzati sottoprodotti della lavorazioni agroindustriali – come residui di arance, mais o caffè in grado di sostituire fino al 15% della cellulosa proveniente da albero. Oppure gli scarti del grano.

Il primo progetto – Crush – nasce da un accordo tra Essity e Favini. Quest’ultimo allarga il marchio Crush a tovaglioli, carta cucina, fazzoletti e carta igienica. Biodegradabili e biocompostabili.

Il secondo prende vita in Germania dove la tecnologia Phoenix Process di Sft punta a convertire la paglia di grano in polpa per la produzione di prodotti di carta. Morbida e bianca.

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