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Eni Award 2019: assegnati i premi alla ricerca e all’innovazione nell’energia

città: Roma - pubblicato il:
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Lo scorso 10 ottobre a Roma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, insieme al Presidente di Eni Emma Marcegaglia e all’Amministratore Delegato Claudio Descalzi, ha premiato i vincitori dell’Eni Award 2019, riconoscimento internazionale che da 12 anni premia l’innovazione sostenibile nel campo energetico

Innovazione e futuro possono fare rima con sostenibilità e i primi non escludono la seconda. Il mondo necessita di una transizione energetica che renda possibile l’evoluzione scientifica ma che non penalizzi l’ambiente.

Come sviluppare allora le fonti energetiche in modo da ridurre l’impatto ambientale delle attività antropiche? Promuovendo la ricerca sull’ambiente, innovando e valorizzando anche le ricerche delle nuove generazioni di scienziati.

Questo è lo scopo dell’Eni Award, premio istituito nel 2007 e oggi giunto alla sua dodicesima edizione. Il fatto che sia proprio un’azienda energetica a istituire e promuovere un premio alla sostenibilità testimonia l’impegno dei player del settore a effettuare una transizione energetica, sempre più necessaria e urgente.

La Commissione Scientifica di Eni Award 2019 – chiamata a valutare le candidature e ad assegnare i riconoscimenti – anche quest’anno era di altissimo livello e comprendeva ricercatori e scienziati dei più avanzati istituti di ricerca a livello mondiale.

Ben 28 premi Nobel sono stati coinvolti nelle varie edizioni dell’award a vario titolo, tra Commissione Scientifica, Candidati e Garanti.

Eni Award, un prestigio testimoniato anche dai numeri

Dalla prima edizione del 2007 le candidature sono cresciute in modo esponenziale nei premi internazionali: erano state 167 nel 2008 e sono arrivate alle 389 nel 2019; sono cresciute da 59 a 211 per i premi per i Giovani Ricercatori e a 51 per il Debutto nella Ricerca Giovani Talenti dall’Africa.

Nel complesso i ricercatori che hanno presentato la loro candidatura per i premi internazionali dal 2008 sono stati 10.205: 1.981 nel settore degli idrocarburi; 3.196 nelle rinnovabili, 3.035 nella protezione dell’ambiente; 1.595 per la sezione giovane ricercatore dell’anno, provenienti da tutti gli atenei italiani; 231 per i premi dedicati ai laureati africani.

I candidati provengono da tutti i continenti, dimostrando la vivacità della ricerca innovativa e l’attenzione al problema cruciale dell’energia e dell’ambiente.

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I vincitori dell’edizione 2019 del Nobel dell’Energia

Ecco dunque i vincitori del Nobel dell’Energia – così è stato definito l’Eni Award: il premio Transizione Energetica, assegnato alle innovazioni per la decarbonizzazione del sistema energetico, è andato a James A. Dumesic dell’Università del Wisconsin.

Dumesic ha sviluppato processi catalitici per la conversione di biomasse a carburanti e prodotti chimici, incrementando la resa mediante l’ottimizzazione delle condizioni di reazione.

Il premio Frontiere dell’energia, per ricerche sulle fonti di energia rinnovabile e sullo stoccaggio di energia, è stato assegnato a Michael Aziz e Roy Gordon dell’Università di Harvard.

I due ricercatori hanno sviluppato un nuovo tipo di batteria particolarmente adatta per lo stoccaggio sicuro e conveniente di energia rinnovabile intermittente come la solare ed eolica e la successiva erogazione per lunghi periodi di tempo.

Infine, il premio Soluzioni Ambientali Avanzate, dedicato a ricerche sulla tutela di aria, acqua e terra e sulla bonifica di siti industriali, è stato assegnato a Paul Chirik della Princeton University.

La ricerca premiata riguarda il campo della catalisi: Ferro e Cobalto possono sostituire i metalli nobili (Platino, Rodio, Palladio) utilizzati nelle reazioni catalitiche nell’industria farmaceutica e nei prodotti di consumo, con ricadute positive economiche e ambientali.

Eni Award 2019 premia anche i giovani ricercatori

I riconoscimenti di Eni sono andati anche ai giovani ricercatori che si sono distinti per i loro progetti innovativi: per la sezione Giovani Talenti dall’Africa sono stati premiati Madina Mahmoud della American University del Cairo ed Emmanuel Kweinor Tetteh della Durban University of Technology.

Il lavoro di Mahmoud è focalizzato sulla preparazione di membrane innovative per il trattamento delle acque di produzione, mentre la proposta di Tetteh riguarda la valutazione di un processo che integra l’impiego di foto-catalizzatori innovativi con sistemi di trattamento biologico delle acque reflue e, al contempo, può convertire la CO2 in combustibili.

Il premio Giovane Ricercatore dell’Anno è stato invece assegnato ad Alberto Pizzolato e a Matteo Monai.

La cerimonia ha inoltre assegnato i Riconoscimenti all’Innovazione Eni, che hanno premiato le ricerche compiute da donne e uomini che lavorano in Eni.

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In collaborazione con Eni

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